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	<title>Commenti a: Interventi</title>
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		<title>Di: Gaetano</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/interventi/comment-page-1/#comment-10859</link>
		<dc:creator>Gaetano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:44:20 +0000</pubDate>
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		<description>Da Avvenire del 29/07/2010

dibattito «I miei criteri di voto»



C aro direttore, di recente ho seguito un’intervista televisiva dell’onorevole Bersani devo dirle che pur avendo nelle ultime elezioni votato per il centro destra ho sempre avuto una certa stima per Bersani che considero una persona di indubbia preparazione e di grande onesta. In quella occasione ero in compagnia di mia moglie e dei miei figli quattro figli, che hanno raccolto i miei commenti. Uno dei figli mi ha chiesto la ragione per la quale, pur stimando Bersani, non votavo per lui. Questo interrogativo mi ha costretto ad andare al fondo della questione e a dare delle ragioni.

Non si può scantonare con i propri figli, non potevo fare a meno di rispondere e dare conto delle mie opinioni. Una domanda di un ragazzo di 17 anni che tra poco si domanderà chi dovrà votare non si può non rispondere o almeno tentare di rispondere. Ho avuto modo di cercare le domande e le risposte non solo alle ragioni per le quali non avrei votato Bersani ma anche a quelle per le quali pur avendo votato per il centrodestra in passato probabilmente non lo avrei più fatto. Ebbene le risposte paradossalmente sono state le stesse non voterò Bersani per le stesse ragioni per le quali forse non voterò più per Berlusconi. Non voterò Bersani perché almeno in linea di principio la sua concezione della famiglia (o meglio quella dell’area che rappresenta) è lontana dalla mia, è lontana dalla famiglia fondata sul matrimonio (civile o religioso non importa) che per sua natura si assume delle responsabilità educative e coniugali, altre forme di unione specialmente tra persone dello stesso sesso, pur meritando rispetto umano sono una cosa diversa che non può certo essere equiparata alla famiglia. Per la stessa ragione forse non voterò più Berlusconi, perché al di là delle enunciazioni e proclami non ha realizzato neanche una delle sue promesse in difesa della famiglia e in primo luogo il quoziente familiare. Non voterò Bersani in quanto la sua visione del concetto di sussidiarietà è assolutamente lontana da quella che la costituzione e la dottrina sociale della Chiesa hanno inteso e cioè la valorizzazione dei soggetti sociali in grado di rispondere autonomamente ai bisogni della società finanziandone i progetti e servizi in considerazione anche del beneficio economico derivante per lo Stato, ma intesa come mera supplenza di ciò che lo Stato non riesce o non vuole fare, sminuendo il valore dell’associazionismo e del non profit con conseguente impoverimento del Terzo Settore.

Per la stessa ragione forse non voterò più Berlusconi in quanto, pur tentando di inserire nei suoi programmi questi concetti, non ha fatto un solo passo per realizzarli.

Non voterò Bersani perché sulla libertà di educazione ha assecondando una posizione ideologica vetero comunista secondo la quale chi vuole scegliere la migliore educazione e istruzione per il propri figli se la deve pagare danneggiando così non i ricchi, che sono già in grado di pagarsela , ma i ceti medi e popolari, che di questa libertà non possono beneficiare.

Questa è una evidente posizione ideologica in quanto non giustificata neanche da una valutazione meramente economica. Non voterò forse più Berlusconi proprio in quanto di questa questione si è riempito la bocca in campagna elettorale e di fatto non ha neppure preso in considerazione la possibilità di una politica che favorisse una vera libertà di educazione per tutti. Non voterò Bersani in quanto sulla questione fiscale non ha mai preso in considerazioni la possibilità che gli sgravi fiscali tenessero conto delle famiglie numerose e monoreddito, ma ha sempre assecondato una politica che esclude ideologicamente la famiglia nella valutazione delle politiche fiscali. Non voterò forse più Berlusconi in quanto il suo concetto di defiscalizzazione ha di fatto agevolato coloro i quali negli anni hanno fatto pratica di elusione quando non di vera e propria evasione fiscale confidando nelle politiche dei condoni. Le assicuro che comunque voterò con la speranza di poter votare potendo &#039;preferire&#039; le persone che di questi principi siano veri portatori. Vorrei poter dire ai miei figli che è ancora possibile poter scegliere di votare per coloro i quali difendono la possibilità per i cattolici di promuovere la dottrina sociale della Chiesa.

Gaetano Rossi, Basiglio (Mi)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da Avvenire del 29/07/2010</p>
<p>dibattito «I miei criteri di voto»</p>
<p>C aro direttore, di recente ho seguito un’intervista televisiva dell’onorevole Bersani devo dirle che pur avendo nelle ultime elezioni votato per il centro destra ho sempre avuto una certa stima per Bersani che considero una persona di indubbia preparazione e di grande onesta. In quella occasione ero in compagnia di mia moglie e dei miei figli quattro figli, che hanno raccolto i miei commenti. Uno dei figli mi ha chiesto la ragione per la quale, pur stimando Bersani, non votavo per lui. Questo interrogativo mi ha costretto ad andare al fondo della questione e a dare delle ragioni.</p>
<p>Non si può scantonare con i propri figli, non potevo fare a meno di rispondere e dare conto delle mie opinioni. Una domanda di un ragazzo di 17 anni che tra poco si domanderà chi dovrà votare non si può non rispondere o almeno tentare di rispondere. Ho avuto modo di cercare le domande e le risposte non solo alle ragioni per le quali non avrei votato Bersani ma anche a quelle per le quali pur avendo votato per il centrodestra in passato probabilmente non lo avrei più fatto. Ebbene le risposte paradossalmente sono state le stesse non voterò Bersani per le stesse ragioni per le quali forse non voterò più per Berlusconi. Non voterò Bersani perché almeno in linea di principio la sua concezione della famiglia (o meglio quella dell’area che rappresenta) è lontana dalla mia, è lontana dalla famiglia fondata sul matrimonio (civile o religioso non importa) che per sua natura si assume delle responsabilità educative e coniugali, altre forme di unione specialmente tra persone dello stesso sesso, pur meritando rispetto umano sono una cosa diversa che non può certo essere equiparata alla famiglia. Per la stessa ragione forse non voterò più Berlusconi, perché al di là delle enunciazioni e proclami non ha realizzato neanche una delle sue promesse in difesa della famiglia e in primo luogo il quoziente familiare. Non voterò Bersani in quanto la sua visione del concetto di sussidiarietà è assolutamente lontana da quella che la costituzione e la dottrina sociale della Chiesa hanno inteso e cioè la valorizzazione dei soggetti sociali in grado di rispondere autonomamente ai bisogni della società finanziandone i progetti e servizi in considerazione anche del beneficio economico derivante per lo Stato, ma intesa come mera supplenza di ciò che lo Stato non riesce o non vuole fare, sminuendo il valore dell’associazionismo e del non profit con conseguente impoverimento del Terzo Settore.</p>
<p>Per la stessa ragione forse non voterò più Berlusconi in quanto, pur tentando di inserire nei suoi programmi questi concetti, non ha fatto un solo passo per realizzarli.</p>
<p>Non voterò Bersani perché sulla libertà di educazione ha assecondando una posizione ideologica vetero comunista secondo la quale chi vuole scegliere la migliore educazione e istruzione per il propri figli se la deve pagare danneggiando così non i ricchi, che sono già in grado di pagarsela , ma i ceti medi e popolari, che di questa libertà non possono beneficiare.</p>
<p>Questa è una evidente posizione ideologica in quanto non giustificata neanche da una valutazione meramente economica. Non voterò forse più Berlusconi proprio in quanto di questa questione si è riempito la bocca in campagna elettorale e di fatto non ha neppure preso in considerazione la possibilità di una politica che favorisse una vera libertà di educazione per tutti. Non voterò Bersani in quanto sulla questione fiscale non ha mai preso in considerazioni la possibilità che gli sgravi fiscali tenessero conto delle famiglie numerose e monoreddito, ma ha sempre assecondato una politica che esclude ideologicamente la famiglia nella valutazione delle politiche fiscali. Non voterò forse più Berlusconi in quanto il suo concetto di defiscalizzazione ha di fatto agevolato coloro i quali negli anni hanno fatto pratica di elusione quando non di vera e propria evasione fiscale confidando nelle politiche dei condoni. Le assicuro che comunque voterò con la speranza di poter votare potendo &#8216;preferire&#8217; le persone che di questi principi siano veri portatori. Vorrei poter dire ai miei figli che è ancora possibile poter scegliere di votare per coloro i quali difendono la possibilità per i cattolici di promuovere la dottrina sociale della Chiesa.</p>
<p>Gaetano Rossi, Basiglio (Mi)</p>
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		<title>Di: Gaetano</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/interventi/comment-page-1/#comment-10858</link>
		<dc:creator>Gaetano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:36:49 +0000</pubDate>
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		<description>Da Avvnire del 27/08/2010
Politica: il realismo autentico è quello testimoniatoci dal Papa



Caro direttore, in questo periodo di confusione siamo tentati, o meglio portati, a estraniarci da ciò che avviene intorno a noi (politica, economia…). Avrei voglia anch’io, come tanti, di &#039;chiamarmi fuori&#039;. Ma la fortuna (o meglio la Grazia) di essere padre e quindi immerso negli interrogativi che la vita mia e della mia famiglia solleva, mi costringe ad affrontare la &#039;sfida educativa&#039; a cui i nostri vescovi ci hanno richiamato. Di fronte al continuo emergere di &#039;contraddizioni&#039; della politica, non posso non &#039;prendere posizione&#039; davanti ai miei figli e ai loro coetanei. Il rischio degli eccessi nel giudicare è in agguato. Si rischia di farsi sopraffare da un moralismo giacobino che si lava la coscienza con condanne demagogiche, senza un giudizio che parta da una esperienza umana. Oppure si rischia di giustificare tutto come espressione del realismo della politica, come un’inevitabile deviazione verso il compromesso. Allora non si può che partire dalla propria storia, dalla propria &#039;educazione&#039;, appunto perché di questo si tratta. Da ormai attempato cinquantenne, col pudore di chi si sente un po’ fuori tempo, sono quasi costretto ad andare alla memoria di quando, giovane democristiano (spero si possa ancora dire), in un Comune della Bassa Milanese facevo politica, prima come consigliere comunale a vent’anni e poi come assessore ai Servizi sociali (quegli assessorati che nei piccoli paesi non vorrebbe nessuno, perché si ritengono solo grattacapi, ma sono al contrario una grande possibilità di &#039;esperienze&#039; umane). Avevo venticinque anni, e mi trovavo ogni giorno a fare i conti con la realtà di centinaia di persone incontrate la sera negli uffici comunali, dopo una giornata di lavoro da impiegato in un’azienda privata. Una realtà che mi coinvolgeva e appassionava (a volte preoccupava); problemi veri che mi costringevano a rispondere e a volte a fare i conti con la mia impotenza, la mia piccolezza di fronte al reale. Era una politica fatta di passione, di lavoro, di approfondimento, di condivisione, di quella giusta dote di idealismo che le circostanze non facevano diventare utopismo.

Lo potevo fare solo perché sostenuto da un gruppo di amici che mi richiamava ogni giorno alla ragione di ciò che facevo e mi costringeva veramente a fare &#039;esperienza&#039;. Basta pensare che il massimo della remunerazione era una indennità (irrisoria) che versavo alla sezione del partito per pagare l’affitto dei locali; spesso dovevo attingere al mio stipendio per far fronte alle spese per l’attività politica. Si domanderà perché le racconto questo. Semplicemente perché non posso non fare memoria di questo per &#039;giudicare&#039;, in primo luogo per i miei figli, ciò che oggi accade e mi provoca. Dopo essere stato costretto per impegni professionali ad abbandonare la politica da giovane, oggi, con la stessa passione di quegli anni, mi viene con forza, di fronte al vuoto di &#039;ragioni&#039; di alcuni politici di questa epoca, il desiderio di dire, con umiltà, ma con decisione: non è così che chi affronta la &#039;fatica&#039; (&#039;missione&#039; forse è un po’ desueto, ahimè) della politica fa una vera &#039;esperienza&#039;, non è così che può reggere la sfida. Non posso non ricordare ciò che ad Assago nel 1987 don Giussani disse ad alcuni dirigenti della Dc: «Una cultura della responsabilità deve mantenere vivo quel desiderio originale dell’uomo da cui scaturiscono desideri e valori: il rapporto con l’infinito, che rende le persone soggetto vero e attivo della storia…». E ancora, «È quindi nell’impegno con questo primato di libera e creativa socialità di fronte al potere che si dimostra la forza e la durata della responsabilità personale». Non possiamo permettere che un cinismo travestito da &#039;realismo politico&#039; privi i nostri figli della possibilità che la realtà porti con sé una speranza e li consegni al moralismo giacobino o al relativismo cinico. Oggi, con rinnovata passione, o meglio desiderio, vedo una formidabile possibilità, di fronte alla provocazione di questo tempo, per risalire dal fondo, non solo attraverso una testimonianza positiva ma facendomi provocare nella ricerca di quel «primato di libertà e creativa socialità» e provocando i nostri figli a una «decisione». In questo senso non trovo nulla più &#039;realistico&#039; di quanto papa Benedetto XVI ci testimonia di fronte alle circostanze che la Chiesa sta affrontando. Lo dico innanzitutto per me: il punto da cui partire è quello in cui uno si trova ora.

Gaetano Rossi, Basiglio (Mi)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da Avvnire del 27/08/2010<br />
Politica: il realismo autentico è quello testimoniatoci dal Papa</p>
<p>Caro direttore, in questo periodo di confusione siamo tentati, o meglio portati, a estraniarci da ciò che avviene intorno a noi (politica, economia…). Avrei voglia anch’io, come tanti, di &#8216;chiamarmi fuori&#8217;. Ma la fortuna (o meglio la Grazia) di essere padre e quindi immerso negli interrogativi che la vita mia e della mia famiglia solleva, mi costringe ad affrontare la &#8216;sfida educativa&#8217; a cui i nostri vescovi ci hanno richiamato. Di fronte al continuo emergere di &#8216;contraddizioni&#8217; della politica, non posso non &#8216;prendere posizione&#8217; davanti ai miei figli e ai loro coetanei. Il rischio degli eccessi nel giudicare è in agguato. Si rischia di farsi sopraffare da un moralismo giacobino che si lava la coscienza con condanne demagogiche, senza un giudizio che parta da una esperienza umana. Oppure si rischia di giustificare tutto come espressione del realismo della politica, come un’inevitabile deviazione verso il compromesso. Allora non si può che partire dalla propria storia, dalla propria &#8216;educazione&#8217;, appunto perché di questo si tratta. Da ormai attempato cinquantenne, col pudore di chi si sente un po’ fuori tempo, sono quasi costretto ad andare alla memoria di quando, giovane democristiano (spero si possa ancora dire), in un Comune della Bassa Milanese facevo politica, prima come consigliere comunale a vent’anni e poi come assessore ai Servizi sociali (quegli assessorati che nei piccoli paesi non vorrebbe nessuno, perché si ritengono solo grattacapi, ma sono al contrario una grande possibilità di &#8216;esperienze&#8217; umane). Avevo venticinque anni, e mi trovavo ogni giorno a fare i conti con la realtà di centinaia di persone incontrate la sera negli uffici comunali, dopo una giornata di lavoro da impiegato in un’azienda privata. Una realtà che mi coinvolgeva e appassionava (a volte preoccupava); problemi veri che mi costringevano a rispondere e a volte a fare i conti con la mia impotenza, la mia piccolezza di fronte al reale. Era una politica fatta di passione, di lavoro, di approfondimento, di condivisione, di quella giusta dote di idealismo che le circostanze non facevano diventare utopismo.</p>
<p>Lo potevo fare solo perché sostenuto da un gruppo di amici che mi richiamava ogni giorno alla ragione di ciò che facevo e mi costringeva veramente a fare &#8216;esperienza&#8217;. Basta pensare che il massimo della remunerazione era una indennità (irrisoria) che versavo alla sezione del partito per pagare l’affitto dei locali; spesso dovevo attingere al mio stipendio per far fronte alle spese per l’attività politica. Si domanderà perché le racconto questo. Semplicemente perché non posso non fare memoria di questo per &#8216;giudicare&#8217;, in primo luogo per i miei figli, ciò che oggi accade e mi provoca. Dopo essere stato costretto per impegni professionali ad abbandonare la politica da giovane, oggi, con la stessa passione di quegli anni, mi viene con forza, di fronte al vuoto di &#8216;ragioni&#8217; di alcuni politici di questa epoca, il desiderio di dire, con umiltà, ma con decisione: non è così che chi affronta la &#8216;fatica&#8217; (&#8216;missione&#8217; forse è un po’ desueto, ahimè) della politica fa una vera &#8216;esperienza&#8217;, non è così che può reggere la sfida. Non posso non ricordare ciò che ad Assago nel 1987 don Giussani disse ad alcuni dirigenti della Dc: «Una cultura della responsabilità deve mantenere vivo quel desiderio originale dell’uomo da cui scaturiscono desideri e valori: il rapporto con l’infinito, che rende le persone soggetto vero e attivo della storia…». E ancora, «È quindi nell’impegno con questo primato di libera e creativa socialità di fronte al potere che si dimostra la forza e la durata della responsabilità personale». Non possiamo permettere che un cinismo travestito da &#8216;realismo politico&#8217; privi i nostri figli della possibilità che la realtà porti con sé una speranza e li consegni al moralismo giacobino o al relativismo cinico. Oggi, con rinnovata passione, o meglio desiderio, vedo una formidabile possibilità, di fronte alla provocazione di questo tempo, per risalire dal fondo, non solo attraverso una testimonianza positiva ma facendomi provocare nella ricerca di quel «primato di libertà e creativa socialità» e provocando i nostri figli a una «decisione». In questo senso non trovo nulla più &#8216;realistico&#8217; di quanto papa Benedetto XVI ci testimonia di fronte alle circostanze che la Chiesa sta affrontando. Lo dico innanzitutto per me: il punto da cui partire è quello in cui uno si trova ora.</p>
<p>Gaetano Rossi, Basiglio (Mi)</p>
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	<item>
		<title>Di: Benito Alberto Ruiu</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/interventi/comment-page-1/#comment-9628</link>
		<dc:creator>Benito Alberto Ruiu</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 12:58:10 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Onorevole, da tempo abebo segnalato la situazione a Milano e provincia, senza mai ricevere un cortese cenno. Se Berusconi è al governo, certamente Tu ci hai messo del tuo....posso capire che ora le cose sono cambiate, ma è nella casa &quot;nostra&quot; UDC che si deve rimettere ordine. Ho lavorato con serietà e godo della stima degli elettori..., ma emarginato da un gruppo pseudo dirigente solo per accanite battaglie di potere. Caro Casini, è un vero peccato che le persone per bene siano emarginate...ci si dovrebbe chiedere il perchè: Benito Alberto Ruiu.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Onorevole, da tempo abebo segnalato la situazione a Milano e provincia, senza mai ricevere un cortese cenno. Se Berusconi è al governo, certamente Tu ci hai messo del tuo&#8230;.posso capire che ora le cose sono cambiate, ma è nella casa &#8220;nostra&#8221; UDC che si deve rimettere ordine. Ho lavorato con serietà e godo della stima degli elettori&#8230;, ma emarginato da un gruppo pseudo dirigente solo per accanite battaglie di potere. Caro Casini, è un vero peccato che le persone per bene siano emarginate&#8230;ci si dovrebbe chiedere il perchè: Benito Alberto Ruiu.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luca</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/interventi/comment-page-1/#comment-9066</link>
		<dc:creator>luca</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 09:35:56 +0000</pubDate>
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		<description>siamo nella strada giusta Pier ti ho seguito al question time, non ponevi problemi davi anche soluzioni, insomma guardavi avanti.
Il messaggio però fa fatica a passare ai nostri cittadini specialmente in Veneto.........La lega è un partito come qualsiasi altro, senza preconcetti, con i nostri valori, discutendo,  magari qualche punto di convergenza ci può essere     ciao  luca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>siamo nella strada giusta Pier ti ho seguito al question time, non ponevi problemi davi anche soluzioni, insomma guardavi avanti.<br />
Il messaggio però fa fatica a passare ai nostri cittadini specialmente in Veneto&#8230;&#8230;&#8230;La lega è un partito come qualsiasi altro, senza preconcetti, con i nostri valori, discutendo,  magari qualche punto di convergenza ci può essere     ciao  luca</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Redazione</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/interventi/comment-page-1/#comment-5759</link>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 14:19:27 +0000</pubDate>
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		<description>@ A.Guida
Gentile signora,
grazie per il suo appoggio.

Per quanto riguarda la notizia della scomparsa di Gaetano Caltagirone, la informiamo che non si tratta del suocero dell&#039;onorevole Casini, bensì del cugino di suo suocero, che è Francesco Gaetano Caltagirone.

Cordiali saluti,
Redazione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ A.Guida<br />
Gentile signora,<br />
grazie per il suo appoggio.</p>
<p>Per quanto riguarda la notizia della scomparsa di Gaetano Caltagirone, la informiamo che non si tratta del suocero dell&#8217;onorevole Casini, bensì del cugino di suo suocero, che è Francesco Gaetano Caltagirone.</p>
<p>Cordiali saluti,<br />
Redazione</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: A.Guida</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/interventi/comment-page-1/#comment-5753</link>
		<dc:creator>A.Guida</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:34:27 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio Onorevole Pierferdinando Casini sono una ex iscritta alla DC sezione S.Lorenzo di Napoli (anni 80) e mi complimento molto per i suoi sforzi volti alla realizzazione di un forte partito di centro. Essendo cattolica praticante mi riconosco ogni giorno di più negli ideali del suo partito e ritengo urgente la nascita di un vero centro indipendente. Colgo, inoltre, l&#039;occasione per inviarle le più sentite condoglianze per la perdita di suo suocero, editore del giornale per il quale da oltre 30 anni collabora, dalla Penisola Sorrentina, mio marito. A.G.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Onorevole Pierferdinando Casini sono una ex iscritta alla DC sezione S.Lorenzo di Napoli (anni 80) e mi complimento molto per i suoi sforzi volti alla realizzazione di un forte partito di centro. Essendo cattolica praticante mi riconosco ogni giorno di più negli ideali del suo partito e ritengo urgente la nascita di un vero centro indipendente. Colgo, inoltre, l&#8217;occasione per inviarle le più sentite condoglianze per la perdita di suo suocero, editore del giornale per il quale da oltre 30 anni collabora, dalla Penisola Sorrentina, mio marito. A.G.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Maria pia barberis</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/interventi/comment-page-1/#comment-5614</link>
		<dc:creator>Maria pia barberis</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 09:34:40 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio dott Casini,
sono la madre disperata di una &quot;bambocciona&quot; laureta in lincue con 107, in possesso patentino europeo informatica, master in scrittura nuovi media e master regionale per beni culturali. tutto questo non è servito a nulla, non riesce a trovare uno straccio di lavoro, si deprime sempre pià, si sente fallita, anche come persona, poichè a30 anni non può farsi un progetto di vita, così ha deciso di lasciare libero il sui ragazzo. io sono credente praticante, ma forse sarebbe meglio una eliminazione di stato che una condanna ad un&#039; agonia lenta. Come può uno stato crescere se i vecchi devono mantenere i giovani, che non possono più volare. Troppa ingordigia da parte di pochi fa male. Spero in lei come forza per il cambiamemto, per un sistema più equo .
Scusi per lo sfogo, ma la politica è lontana dal mondo reale. Cordialmente saluto 
maria pia barberis</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio dott Casini,<br />
sono la madre disperata di una &#8220;bambocciona&#8221; laureta in lincue con 107, in possesso patentino europeo informatica, master in scrittura nuovi media e master regionale per beni culturali. tutto questo non è servito a nulla, non riesce a trovare uno straccio di lavoro, si deprime sempre pià, si sente fallita, anche come persona, poichè a30 anni non può farsi un progetto di vita, così ha deciso di lasciare libero il sui ragazzo. io sono credente praticante, ma forse sarebbe meglio una eliminazione di stato che una condanna ad un&#8217; agonia lenta. Come può uno stato crescere se i vecchi devono mantenere i giovani, che non possono più volare. Troppa ingordigia da parte di pochi fa male. Spero in lei come forza per il cambiamemto, per un sistema più equo .<br />
Scusi per lo sfogo, ma la politica è lontana dal mondo reale. Cordialmente saluto<br />
maria pia barberis</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: peppe3385</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/interventi/comment-page-1/#comment-5474</link>
		<dc:creator>peppe3385</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 15:39:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pierferdinandocasini.it/?page_id=2961#comment-5474</guid>
		<description>il partito della Pdl in sardegna a illuso e deluso la meta dell&#039; elettori con le promesse non mantenuta dal berlusconi che crede che non abbiamo l&#039;intelligenza x capire la sua politica illusori fatta di castelli di sabbia! forse xke lui é un pirla! ti chiedo di prendere in considerazione la sardegna.... xke l&#039;isola ha bisogno di un grande politico come te!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il partito della Pdl in sardegna a illuso e deluso la meta dell&#8217; elettori con le promesse non mantenuta dal berlusconi che crede che non abbiamo l&#8217;intelligenza x capire la sua politica illusori fatta di castelli di sabbia! forse xke lui é un pirla! ti chiedo di prendere in considerazione la sardegna&#8230;. xke l&#8217;isola ha bisogno di un grande politico come te!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Enrico Mazzucchelli</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/interventi/comment-page-1/#comment-5173</link>
		<dc:creator>Enrico Mazzucchelli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 22:05:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.pierferdinandocasini.it/?page_id=2961#comment-5173</guid>
		<description>La verità politica dove sta? è così complicato essere schietti, in un momento così favorevole della politica dope tutto è apparenza dove è d&#039;obbligo la conquista della inutilità.
Abbiamo schiramenti oramia o al collasso ideologico, oppure si ha un&#039;assoluta arroganza di condurre la vita politica a proprio uso. Ma quel 50% del popolo che non ha votato il PDL non ha diritti? Il sono sempre stato un uomo di sinistra. I miei nonni materni hanno lottato il fascismo.
Ora vedo in Lei una persona che potrebbe trasmettere un nuovo messaggio politico,e perchè la o anche una  &quot;verita&quot; che sia più vicina alla consapevolezza della quotidianità della vita sociale e ai nostri valori di popolo italiano e che hanno creato il bello del nostro Paese sino a 15 anni fa però.
Sono stato forse troppo sintetico, ma vedo in Lei &quot;forse&quot; una persona a cui dare il mio voto.
Grazie per la pazienza 
Enrico Mazzucchelli da Merate</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La verità politica dove sta? è così complicato essere schietti, in un momento così favorevole della politica dope tutto è apparenza dove è d&#8217;obbligo la conquista della inutilità.<br />
Abbiamo schiramenti oramia o al collasso ideologico, oppure si ha un&#8217;assoluta arroganza di condurre la vita politica a proprio uso. Ma quel 50% del popolo che non ha votato il PDL non ha diritti? Il sono sempre stato un uomo di sinistra. I miei nonni materni hanno lottato il fascismo.<br />
Ora vedo in Lei una persona che potrebbe trasmettere un nuovo messaggio politico,e perchè la o anche una  &#8220;verita&#8221; che sia più vicina alla consapevolezza della quotidianità della vita sociale e ai nostri valori di popolo italiano e che hanno creato il bello del nostro Paese sino a 15 anni fa però.<br />
Sono stato forse troppo sintetico, ma vedo in Lei &#8220;forse&#8221; una persona a cui dare il mio voto.<br />
Grazie per la pazienza<br />
Enrico Mazzucchelli da Merate</p>
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		<title>Di: anita</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/interventi/comment-page-1/#comment-4880</link>
		<dc:creator>anita</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 21:24:19 +0000</pubDate>
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		<description>sono molto delusa. Perche&#039; non andate in tutte le regioni da soli? Avete pauta di contarvi. Un partito che si dichiara cristiano cattolico non puo&#039; andare per convenienza di qua e di là, noi elettori non siamo stipidi e quando Casini dice che gli elettori gli hanno chiesto di stare all&#039;opposizione
deve anche dimostrare che opposizione vuol dire in questo caso, ne di qua ne di là.
Ci vuole chiarezza e coerenza anche tra di voi, perche&#039; non parlate mai di rinunciare a questo o a quello. On: Casini è ora di contare i suoi elettori. Delusa, sono molto delusa dall&#039;udc, si prenda una posizione giusta e si vada avanti altrimenti siete destinati a diminuire sempre più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono molto delusa. Perche&#8217; non andate in tutte le regioni da soli? Avete pauta di contarvi. Un partito che si dichiara cristiano cattolico non puo&#8217; andare per convenienza di qua e di là, noi elettori non siamo stipidi e quando Casini dice che gli elettori gli hanno chiesto di stare all&#8217;opposizione<br />
deve anche dimostrare che opposizione vuol dire in questo caso, ne di qua ne di là.<br />
Ci vuole chiarezza e coerenza anche tra di voi, perche&#8217; non parlate mai di rinunciare a questo o a quello. On: Casini è ora di contare i suoi elettori. Delusa, sono molto delusa dall&#8217;udc, si prenda una posizione giusta e si vada avanti altrimenti siete destinati a diminuire sempre più.</p>
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