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	<title>Pierferdinando Casini &#187; Scuola e università</title>
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		<title>I disabili e la scuola: persone doppiamente svantaggiate</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 10:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Mario Pezzati. In questi giorni, riaprono le scuole e si fa i conti con i numerosi tagli operati al settore, tagli che vanno ad incidere moltissimo anche su chi è già svantaggiato: i portatori di disabilità. Anche la scuola fa loro ora pesare questa propria condizione, non agevolandoli per niente e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/09/dico_non_dico-album-di-moreorless-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21926" title="dico_non_dico, album di moreorless" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/09/dico_non_dico-album-di-moreorless--300x283.jpg" alt="" width="300" height="283" /></a>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Mario Pezzati.</em></p>
<p>In questi giorni, riaprono le scuole e si fa i conti con i numerosi tagli operati al settore, tagli che vanno ad incidere moltissimo anche su chi è già svantaggiato: i portatori di disabilità.<br />
Anche la scuola fa loro ora pesare questa propria condizione, non agevolandoli per niente e, di fatto, acuendo il loro senso di solitudine e la distanza che li separa dagli altri, dai cosiddetti normali.<br />
Giustamente, l’on.le Compagnon, durante un incontro con una delegazione dell’associazione “Tutti a scuola”, ha affermato che “la macelleria sociale contenuta nella Manovra bis si ripercuoterà sulle fasce più deboli del Paese. Tra le vittime dei tagli per 31 miliardi apportati per i prossimi tre anni con la riforma assistenziale e fiscale ci sono anche i disabili, in particolare i minori, e le loro famiglie già in gravi difficoltà. Occorre rivedere subito queste misure. Ci sono bambini portatori di handicap che rischiano di essere esclusi dalla scuola e ciò significa essere esclusi anche dalla società&#8221;.<br />
Magari qualcuno leggendo sbufferà, e dirà che con questa crisi da qualche parte si deve tagliare. Giustissimo, ma prima di sbuffare, ponetevi un quesito: e se io fossi quel bambino svantaggiato? O se quel bambino svantaggiato fosse mio figlio?<br />
Potrei inondarvi di statistiche e di dati economici e di fonti per parlarvi dei tagli alla scuola e del prezzo che pagano gli studenti disabili, ma forse vi annoierei. I dati sono freddi, asettici, e qui parliamo di bambini, che non sono freddi e asettici, ma pieni di vita e di speranza. Ma che speranza possono avere i bambini, se non vengono aiutati?<br />
Eppure i tagli agli insegnanti di sostegno sono un provvedimento quanto meno dubbio visto che una sentenza della Corte Costituzionale del 20 Febbraio 2010 dichiara incostituzionale sia fissare un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno, sia il divieto di assumere insegnanti di sostegno in deroga. L’argomentazione della Corte Costituzionale è stata che l’art. 2, comma 413, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008) e l’art. 2, comma 414, della legge n. 244 del 2007, violano gli artt. 2, 3, 38, terzo e quarto comma, della Costituzione, in quanto, in contrasto con i valori di solidarietà collettiva nei confronti dei disabili gravi, ne impedirebbero «il pieno sviluppo, la loro effettiva partecipazione alla vita politica, economica e sociale del Paese» ed introdurrebbero «un regime discriminatorio illogico e irrazionale» che non terrebbe conto del diverso grado di disabilità di tali persone, incidendo così sul nucleo minimo dei loro diritti.<br />
E se tutto questo non basta, allora <a href="http://blackcat.bloggy.biz/archive/3584.html" target="_blank">preferisco fare parlare una mia amica</a>, madre di un adorabilissimo bambino disabile, che vive in provincia di Pavia.<br />
<em>“La prima settimana, ovviamente, il sostegno convocato non si è presentato sino al giovedì. Ed Alexander, senza un punto fisso, con gente nuova, insegnanti nuovi in un posto mai visto, ne ha patito non poco&#8221;.</em><br />
Alla fine della settimana, vengo convocata in direzione.<br />
Tavolata, stile esame di laurea, io, quattro insegnanti, i due sostegni, direttrice (incommentabile) e vicario.<br />
<em>“Signora, suo figlio va rieducato… e a questo proposito, da lunedì lui avrà un’aula solo per lui, così non infastidirà i compagni se vuole uscire. Tenga conto che questa è una grande fortuna, noi qui abbiamo molto spazio e possiamo dedicargliene uno”.</em><br />
Quale fortuna? L’integrazione? L’inserimento nella società?<br />
<em>“Direttrice, mi perdoni, ma se quello spazio lo destinaste ai momenti in cui non ce la fa a stare in classe, quando magari c’è molto rumore, quando la sua soglia di attenzione cala e…”</em><br />
<em> “No, è escluso che resti nella sua classe sinchè venga rieducato in un apposito Istituto”, </em>mi rispondono.</p>
<p>E poi ancora:</p>
<p><em>“Signora, non abbiamo tutte le ore coperte, purtroppo. Deve venire a prendere suo figlio a mezzogiorno, non può frequentare la mensa, nè i pomeriggi obbligatori”</em><br />
Ebbravi, complimenti. Viva la scuola dell’obbligo, dove son tanto fortunata che si trovi in un edificio grande.<br />
<em>“Direttrice, mi perdoni. Io sono separata, non sto lavorando per curare mio figlio e farlo migliorare per fargli avere una vita, quando pensa che potrò avere 4 ore per poter avere un lavoro almeno part time al mattino, visto che fa solo 3 pomeriggi su cinque in questa scuola?”. </em>Ed ancora: <em>“Signora, domani Alexander ha solo un’ora coperta. Può entrare tranquillamente alle 9.30 e uscire alle 10.30″</em></p>
<p><em>“Ma il famoso sostegno totale che era stato stanziato?”</em> dico io? <em>“Il Comune non lo ha concesso, ci ha risposto “arrangiatevi. Alexander ha 11 ore scoperte su 27 e noi non possiamo tenerlo senza sostegno. Vada lei e veda se può fare qualcosa”.</em></p>
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		<title>Ricostruiamo l&#8217;Italia sul merito</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 09:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scuola e università]]></category>
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		<description><![CDATA[Due milioni di giovani nullafacenti, cinquemila ogni anno lasciano lasciano l’Italia verso gli Stati Uniti o l’Europa centro-settentrionale. Con questi numeri appare evidente che ci stiamo dimenticando di gettare le fondamenta per il nostro futuro, il futuro dell’Italia. La reazione del mondo politico alla cosiddetta “fuga di cervelli” e al mondo della disoccupazione (soprattutto giovanile) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/My-Russians-d-album-di-the-bbp-.jpg"><img class="size-full wp-image-20226 alignleft" title="My Russians (d), album di the bbp" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/My-Russians-d-album-di-the-bbp-.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a>Due milioni di giovani nullafacenti, cinquemila ogni anno lasciano lasciano l’Italia verso gli Stati Uniti o l’Europa centro-settentrionale. Con questi numeri appare evidente che ci stiamo dimenticando di gettare le fondamenta per il nostro futuro, il futuro dell’Italia. La reazione del mondo politico alla cosiddetta “fuga di cervelli” e al mondo della disoccupazione (soprattutto giovanile) è impalpabile.</p>
<p>Solo partendo dal merito e dalle energie più positive l’Italia sarà in grado di tornare a crescere valorizzando i suoi talenti, facendo sì che i giovani meritevoli possano rimanere nel loro Paese, per contribuire all’edificazione della nuova società.</p>
<p>Ecco quindi le proposte:<br />
− premiare gli studenti meritevoli restituendo loro una piccola parte delle tasse versate; tale importo potrà essere utilizzato per aumentare ulteriormente il livello di conoscenza attraverso l’acquisto di libri e o abbonamenti a giornali o attraverso l’iscrizione a corsi di specializzazione post universitari;<br />
− responsabilizzare i singoli Istituti scolastici che dovranno decidere di destinare le risorse disponibili agli studenti davvero meritevoli;<br />
− concretamente, facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro premiando i giovani di talento con una visibilità maggiore ;<br />
− diminuire il fenomeno del “brain drain”;<br />
− simbolicamente, rendere evidente che le Istituzioni tutte credono nella necessità di sostenere il merito.</p>
<p><a href="http://www.sign4rights.it/petizioni/ONORE-AL-MERITO">Clicca qui se credi anche tu che per l’Italia sia fondamentale investire sui giovani e sul futuro. Firmare la petizione.</a></p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di <a href="http://piemonte.estremocentro.net/2011/05/28/ricostruiamo-litalia-sul-merito/" target="_blank">Andrea Magnano</a></em></p>
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		<title>Per l’abolizione del valore legale del titolo di studio. In nome di Einaudi.</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 15:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immaginate di dover scegliere un dottore. Avendo bisogno di una cura o magari di un solo consulto, sceglierete sicuramente il più bravo e indicato per il vostro problema. Per sceglierlo, i modi sono diversi, ma probabilmente il più comune è quello di informarsi con gli amici, i parenti, i conoscenti o con quanti si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/graduate.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19457" title="graduate" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/graduate-300x277.jpg" alt="" width="300" height="277" /></a>Immaginate di dover scegliere un dottore. Avendo bisogno di una cura o magari di un solo consulto, sceglierete sicuramente il più bravo e indicato per il vostro problema. Per sceglierlo, i modi sono diversi, ma probabilmente il più comune è quello di informarsi con gli amici, i parenti, i conoscenti o con quanti si sono trovati nella vostra stessa situazione: confrontando i loro consigli e i loro pareri, sceglierete il “migliore” – o quello che più alla definizione di “migliore” si avvicina. Preso un appuntamento, vi recherete al suo studio e – probabilmente – vedrete alle sue spalle una parete tappezzata di quadri che incorniciano splendide lauree con il massimo dei voti, master e specializzazioni varie: guardando tutte quelle certificazioni, vi sentirete sicuramente confortati nella vostra scelta. Uno o più “pezzi di carta” vi rassicureranno.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, eppure. Mettete caso che quella parete dietro alla scrivania del dottore non sia tappezzata da questi famosi quadri, ma sia bianca, assolutamente bianca. Come vi sentireste? Tranquilli, perché vi fidate del giudizio e dei consigli dei vostri cari, o preoccupati, perché non vedete nessuna “carta” che certifichi, che “legalizzi” quei pareri che avete ricevuto? Ecco, da come risponderete a questa domanda seguirà la vostra condivisione o meno del mio ragionamento. Che, l’avrete capito, verte sulla più liberale e necessarie delle riforme, in questi tempi difficili: l’abolizione del valore legale del titolo di studio (da far precedere o seguire ad un’altra importante abrogazione, quella degli Ordini professionali fascio-corporativi).</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, immaginiamo che la vostra risposta sia “tranquillità”. Vi vengo subito incontro, perché anch’io la penso come voi, e mi spiego meglio: nella scelta delle varie professionalità di cui avete bisogno ogni giorno (abbiamo detto dottore, ma avremmo potuto dire ingegnere, avvocato, commercialista) cos’è che vi guida? Ovvio, il <em>feedback</em> positivo di cui quel professionista gode nella società o anche solo nella cerchia delle vostre conoscenze. Il curriculum, la “certificazione” dei titoli di studio, beh, quella viene dopo. L’uomo è uomo e – che dir se ne voglia – più che degli <em>scripta </em>si interessa sempre ai <em>verba</em>. Anche perché, parliamoci chiaro, il livello professionale può essere stabilito dalla stampa della laurea? No. È un pezzo di carta che fa il professionista? No. Senza quelle carte il dottore varrebbe meno di quanto vale? No. Sono il livello di istruzione e le competenze che fanno il professionista, questo sì. Ma non c’è bisogno che la loro certificazione diventi “costringente”. Io la penso come Luigi Einaudi: deve essere il <em>mercato</em> a decidere chi è il migliore, deve essere il cittadino che deve scegliere il meglio. Non un pezzo di carta. La richiesta di abolire il valore legale dei titoli di studio, infatti, non equivale – come ho notato pensano alcuni – all’eliminazione della scuola o università (sic!), figuriamoci. Si tratta del superamento del nostro sistema generale, per andare incontro a uno modellato su quello anglosassone, ben più libero e competitivo rispetto al nostro. Si potrebbero così valorizzare al meglio le potenzialità e le migliori espressioni del corpo sociale e dalla società civile, contro la malabestia (Sturzo docet) dello “statalismo”, contro lo Stato-Leviatano (se preferite Hobbes), contro la più perniciosa difesa dello <em>status quo</em>. “V’era bisogno di un bollo statale per accreditare i giovani usciti dalla bottega di Giotto o di Michelangelo?” si chiedeva Einaudi in uno dei suoi testi, intitolato per l’appunto <em>Per l’abolizione del valore legale del titolo di studio </em>–<em> </em>e continuava “[In Inghilterra] nei conventi degli ordini religiosi convennero uomini dediti alla meditazione ed insegnarono ai giovani chiamati da intima vocazione ad entrare nell’ordine. Chi diede loro la facoltà di insegnare e giudicare? Il sovrano poi sanzionò il fatto già accaduto, la fama già riconosciuta; ma la fonte del diritto di insegnare e dichiarare non era il diploma imperiale o la bolla papale; era invece il riconoscimento pubblico spontaneo di un corpo di facoltà nato dal fatto, e affermato dalla gelosa tutela del buon nome del collegio insegnante”. Capito? Per acclarare la grandiosità degli artisti o la grandezza di un professore, che altra certificazione serve se non quella di “soddisfazione” della propria committenza/utenza? Nessuna. Non una laurea, non un master, non un pezzo di carta. Se le cose andassero così anche oggi, tutto sarebbe più veloce, più efficiente, più meritocratico. Se io ho le mani d’oro, se ho il genio filosofico, se ho la parlantina di un retore greco, ho bisogno del “valore legale del titolo di studio”? No. Come non ne avrò bisogno nel caso sia un più semplice e modesto aspirante medico, professore, avvocato e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">Se, invece, la vostra risposta alla mia domanda di prima, dovesse essere “preoccupazione”, per non vedere delle decine di lauree elegantemente affisse al muro; se in sostanza, più del consiglio di chi vi vuole bene e vi sta vicino, per voi sarebbe importante poter leggere “LAUREA” in bla, bla, bla, beh non so che dirvi. O meglio, una cosa posso dirvela: e se quei titoli fossero frutto di imbrogli o di inganni, se fossero truccati o comprati? Vi sentireste ugualmente sicuri?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Riceviamo e pubblichiamo” di Giuseppe Portonera</em></p>
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		<title>Zero sconto? Voltiamo pagina!</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 13:01:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C’è scritto “libri”, io leggo “5 Million Club“, abbreviato in “FMC”, simpatica locuzione coniata da Beppe Severgnini per indicare coloro che  entrano regolarmente in libreria. Severgnini, e credo ognuno di noi possa essere d’accordo, è dell’idea che il numero sia un pò piccolo, e vada quindi sostenuto e, se possibile, ampliato. Ha appena ricevuto il via libera alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/06/libro1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-19214" title="libro" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/06/libro1.jpg" alt="" width="297" height="238" /></a>C’è scritto “libri”, io leggo “<em>5 Million Club</em>“, abbreviato in <a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-09-24/01.spm" target="_blank">“FMC”, simpatica locuzione coniata da Beppe Severgnini </a>per indicare coloro che  entrano regolarmente in libreria. Severgnini, e credo ognuno di noi possa essere d’accordo, è dell’idea che il numero sia un pò piccolo, e vada quindi sostenuto e, se possibile, ampliato. <a href="http://www.corriere.it/cultura/11_giugno_23/sconto-libri-tetto-camera_fa9b343a-9d99-11e0-b1a1-4623f252d3e7.shtml" target="_blank">Ha appena ricevuto il via libera alla Camera una proposta di legge bipartisan che pone un tetto massimo del 15% alla possibilità di sconto sui libri</a>. L’iter parlamentare è appena cominciato, però forse meriterebbe maggiore attenzione, da parte di tutti. Gli interessi, anche contrastanti, in gioco sono molti: quelli dei piccoli e grandi editori, sempre più in difficoltà vista la ristrezza del mercato, quello dei lettori, che sono pochi ma ai quali non si può chiedere un eccessivo sacrificio. Ma se, uscendo dalla solita logica “aumento costo-maggior guadagno”, si provasse ad ampliare l’orizzonte, magari includendo nella riflessione le prospettive future della lettura e dei lettori? Cercando non di fermarsi alla fotografia, perciò statica, della situazione attuale, ma di proiettarsi nell&#8217;Italia di domani (e se fosse già quella di oggi?), fatta di giovani attivi sulla Rete, sempre e dovunque connessi, diciamo “Giovani2.0&#8243;. Ciò richiede competenze e conoscenze forse non possedute nè ritenute essenziali dall’attuale classe politica, ma ciò non può certo essere una giustificazione. Ma non serve essere “amici della Rete” per sapere che il “costo della cultura” grava inevitabilmente sulle famiglie. Libri, scolastici e non sono acquisti che gravano inevitabilmente sulla famiglia. Sappiamo tutti delle “corse in libreria” (con numeri alti relativamente, vero) durante le grandi promozioni o gli “assalti alle <a href="http://www.salonelibro.it/" target="_blank">Fiere del Libro”, Torino </a>su tutte anche a livello europeo. Ma siamo quindi proprio sicuri che la soluzione sia un blocco delle tariffe, in prima analisi sfavorevole e poco allettante per il lettore?<br />
Perché, invece, lasciando da parte l’attenzione al divieto, optare per un’incentivazione del mercato 2.0? Nel mondo anglosassone <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/E-book" target="_blank">l’E-Book </a>ha già conquistato una considerevole fetta del settore: perché non buttarsi su questo fronte? In Italia siamo ancora indietro, ma perché per una volta non provare a precedere tendenze e progresso?  E non solo per quel che riguarda l’ambito, per così dire ‘commerciale’, dell’editoria, ma anche -e soprattutto, dico da studente!- l’ambito scolastico-didattico! Trovare e presentare una soluzione ora e subito è cosa non facile. Più facile è dire, senza se e senza ma, che la cultura deve essere incentivata e sostenuta, che il lettore va stimolato e tutelato, che la prospettiva da cui guardare il mondo è a 360° e ormai in… 4D! La politica, se vuole essere “buona” e con la “P” maiuscola, deve saper leggere il presente per indicare e anticipare il futuro. Quante volte in queste poche righe ho scritto “la politica deve saper leggere”? Svariate!…Mi sorge il dubbio: la Politica fa parte del 5 Million Club?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Riceviamo e pubblichiamo” di <a href="http://liguria.estremocentro.net/2011/06/24/zero-sconti-voltiamo-pagina/" target="_blank">Edoardo Marangoni</a></em></p>
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		<title>Notte prima degli esami</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/2011/06/21/notte-prima-degli-esami/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 09:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono a casa e la mia ultima campanella di scuola è suonata ormai da qualche giorno. Non immaginavo di provare questa strana sensazione, alla resa dei conti, dopo 5 anni passati in una classe che ho spesso disprezzato e criticato, ma che mi ha comunque lasciato dei grandi insegnamenti. Forse tutte le incomprensioni, tutti i litigi, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/06/Album-di-Sofia-Giuntini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19076" title="Album di Sofia-Giuntini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/06/Album-di-Sofia-Giuntini-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Sono a casa e la mia ultima campanella di scuola è suonata ormai da qualche giorno. Non immaginavo di provare questa strana sensazione, alla resa dei conti, dopo 5 anni passati in una classe che ho spesso disprezzato e criticato, ma che mi ha comunque lasciato dei grandi insegnamenti. Forse tutte le incomprensioni, tutti i litigi, a qualcosa sono serviti, a farmi capire che in qualsiasi grande gruppo, di studio, di lavoro, i problemi si presenteranno sempre, e la bravura dei componenti sta nel vivere tutto ciò con maturità, portando rispetto anche per la persona che con te è stata scorretta.</p>
<p>Insomma, non mi sono mai trovata troppo bene nella mia classe, a parte quelle poche persone con cui ho legato parecchio e con cui ho vissuto magici momenti, che resteranno nella mia e nella loro memoria.</p>
<p>Oltre il brutto c’è stato anche il bello, momenti particolari che ci hanno fatto capire che stare dietro un banco o una cattedra non è affatto semplice, che a formaci non siamo da soli, ma c’è chi sa darti tanto, oltre un numero o un verbo da declinare. La cosa migliore che ricorderò sempre sono i miei professori. Tutti speciali nel loro essere, senza alcuna distinzione, ognuno di loro mi ha insegnato una cosa diversa, una diversa lezione di vita da cui trarre ispirazione e indicazione.</p>
<p>Durante questi 5 anni, che adesso, mi sembra di aver vissuto troppo in fretta, la persona che mi ha insegnato di più è la mia prof. di matematica. Una donna semplice, dolce e forte, che non mi ha trasmesso l’amore per la materia che da anni e anni insegna con passione e dedizione, ma mi ha insegnato a vivere, a capire quando non devo alzare la voce, perché il momento non è quello giusto, quando essere pacata e quanto siano importanti le passioni, che sono le cose che ci vengono meglio e che ci rendono davvero felici. I suoi occhi che si illuminano davanti a numeri e grafici non li dimenticherò mai!</p>
<p>La seconda persona a cui devo molto è il mio bidello. Ci siamo conosciuti lo scorso anno, o meglio, lui ha capito in pochissimo tempo chi sono e cosa faccio e vorrei fare della mia vita. Non mi sono mai aperta fino in fondo, ma lui ha avuto la capacità di conoscermi, di capirmi. Quando in classe qualcuno dice cose che avresti preferito non sentire, quando ti rendi conto di non aver fatto abbastanza in quella o quell’altra materia, apri una porta e vai a sederti in quella sedia, messa li appositamente per te, che hai bisogno di silenzio o delle parole di qualcuno che ti capisce semplicemente guardandoti.</p>
<p>Devo tanto anche alle persone a cui probabilmente non avrei mai immaginato, prima di oggi, di dover dire grazie. Le persone false, maleducate, che però mi hanno fatto capire che non possiamo sempre incontrare gente che ci piace, che ci va bene, ma vivere in società significa saper convivere con tutti, all’insegna del rispetto e dell’educazione, cosa che molti non hanno ancora capito.</p>
<p>Forse questi anni li sto sentendo così utili per il mio futuro, perché ho avuto sempre un atteggiamento diverso rispetto agli altri, uno stile di comportamento che spesso ha generato discussioni, un modo di vedere le cose troppo diverso dagli altri. Io non ho mai pensato che un professore entrasse in classe e dicesse: “Oggi vi insegno come vivere nella società, prendete appunti”, “Oggi vi insegno cosa s’intende per rispetto e come questo debba essere usato”. I professori non sono manuali d’uso per la vita. Sono uomini e donne che si mettono in gioco, che ti spingono a leggere tra le righe ciò che potrebbe servirti una volta fuori della tua classe. Nessuno ha avuto mai la presunzione di entrare in classe e spiegarci il mondo, chi li avrebbe mai ascoltati se si fossero posti in tal modo?! Sta all’alunno andare oltre, capire che quando un professore lascia parlare l’interrogato a ruota libera lo fa per capire chi è l’interpellato, come ragione, come parla, come sono i suoi occhi mentre racconta qualcosa. Questi non sono discorsi insensati, valgono molto di più della lezione imparata a memoria.</p>
<p>Probabilmente, i ragazzi disprezzano tanto la scuola perché non hanno capito qual è l’atteggiamento da avere durante le lezioni, che bisogna stare sempre attenti, non per evitare una nota o una passeggiata in presidenza, ma perché ogni singola parola, ogni singolo sguardo possono dirti qualcosa, soprattutto se a parlare o a guardarti sono persone adulte, che rispetto a te hanno un vissuto maggiore.</p>
<p>Non è mia intenzione fare la parte della secchiona seduta da sempre a primo banco, perché anzi sono proprio queste le persone che non ci hanno capito nulla, che non hanno capito il senso.</p>
<p>Infine nella classifica delle persone che “Ricorderò” aggiungerei anche un vecchio compagno di classe, bocciato al secondo anno. Lui, proprio l&#8217;ultimo giorno di scuola, dopo una mattinata di allegria, foto, musica, il miglior modo per dire addio alla scuola, ci ha commosso con le sue lacrime, inaspettate e sincere, chi si era trattenuto tutto il tempo, per evitare domande del tipo “Ma non sei contento di farla finita con questa scuola?”, non ha potuto più contenere la sua emozione. Le lacrime di Giovanni hanno dimostrato quando sia importante, per un ragazzo con gravi problemi economici e con una famiglia altrettanto problematica, quando sia importante la scuola, che funge da casa, famiglia, che colma ciò che non c’è! Giovanni senza la scuola come farebbe? Si sentirebbe inutile, perché non saprebbe dove fare l’imitatore, dove far ridere se stesso e gli altri.</p>
<p>La scuola è ancora nostro, di tutti coloro che amano imparare, conoscere, esplorare, se stessi e il mondo esterno, mettersi in discussiono, di coloro che hanno voglia di insegnare agli altri tutto ciò che hanno già appreso, di coloro che vogliono dimostrare a se stessi e agli altri quanto realmente valgano.</p>
<p>Non so se riuscirò a fare tutto questo, ma di una cosa sono certa, che “Questa scuola sarà sempre mia”!</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Sofia Allegra </em></p>
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		<title>Sono fiero della scuola pubblica italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 13:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scuola pubblica italiana è una realtà che include e non esclude e io ne sono fiero, al contrario di Berlusconi. Sono inaccettabili i tagli che questo governo sta praticando sul futuro dei giovani: come la riduzione del numero degli insegnanti di sostegno, che permettono ai ragazzi disabili di avanzare nel loro percorso insieme ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/pierferdinandocasini/5257574516/in/photostream"><img class="alignleft size-medium wp-image-17977" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/p-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>La scuola pubblica italiana è una realtà che include e non esclude e io ne sono fiero, al contrario di Berlusconi.<br />
Sono inaccettabili i tagli che questo governo sta praticando sul futuro dei giovani: come la riduzione del numero degli insegnanti di sostegno, che permettono ai ragazzi disabili di avanzare nel loro percorso insieme ai propri compagni, o i tagli al tempo pieno, un attacco alla libertà delle donne spesso costrette a dover rinunciare al lavoro o a scegliere un part-time. Le vere politiche sulla famiglia passano dal non tagliare questi servizi.</p>
<p><em>Pier Ferdinando </em></p>
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		<title>L’istruzione pubblica è straordinaria</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 18:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io difendo la Chiesa perché credo, non per voti Quando difendo la Chiesa lo faccio perché ci credo non perché mi aspetto dei voti alle prossime elezioni. Da cattolico difendo la competitività tra la scuola pubblica e quella libera, perché io la definisco così. Ma so che la scuola pubblica italiana è straordinaria. Io ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/03/a1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16120" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/03/a1-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a><strong>Io difendo la Chiesa perché credo, non per voti</strong></p>
<p>Quando difendo la Chiesa lo faccio perché ci credo non perché mi aspetto dei voti alle prossime elezioni. Da cattolico difendo la competitività tra la scuola pubblica e quella libera, perché io la definisco così. Ma so che la scuola pubblica italiana è straordinaria. Io ho mandato le mie figlie alla scuola pubblica, e hanno trovato insegnanti straordinari.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
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		<title>Un augurio a tutti i docenti</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 09:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Auguro a tutti gli insegnanti, di ogni ordine e grado, supplenti, neo-assunti e precari di giungere a una concreta stabilità lavorativa. Il contesto sociale odierno, in continua metamorfosi, ha tentato in più occasioni di screditare questa figura professionale che ha trovato, e trova tuttora, motivo di esistere nella sua mission educativa. Creatività, passione e amore per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/12/auguri_docenti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13726" title="auguri_docenti" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/12/auguri_docenti.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a>Auguro a tutti gli insegnanti, di ogni ordine e grado, supplenti, neo-assunti e precari di giungere a una concreta stabilità lavorativa. Il contesto sociale odierno, in continua metamorfosi, ha tentato in più occasioni di screditare questa figura professionale che ha trovato, e trova tuttora, motivo di esistere nella sua <em>mission</em> educativa.</p>
<p>Creatività, passione e amore per il sapere sono le stelle polari che guidano il docente  in un ambiente scolastico e lavorativo insidioso e a volte ostile. Umanità, confronto e scambio sono sintomo di crescita che costantemente, con fatica – poiché osteggiati da troppa burocrazia – e dinamismo emergono negli ambienti scolastici, alimentati dal “popolo della conoscenza”. Auspicando un futuro migliore, dove le uniche intermittenze siano le luci che con il loro bagliore colorano le notti delle feste e non più i contratti lavorativi di questo corpo docente pieno di speranze.</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di <a href="http://umbria.estremocentro.net/2010/12/24/un-augurio-a-tutti-i-docenti/" target="_blank">Enrico Bocciolesi</a></em></p>
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		<title>Grazie Napolitano, dialogare con gli studenti è un dovere</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 19:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al Capo dello Stato dobbiamo dire una sola parola: grazie! Aver ricevuto gli studenti e&#8217; stato un gesto di grande sensibilità ed indica a tutti noi la strada giusta: dialogare con gli studenti non e&#8217; una possibilità ma per una classe dirigente un dovere. Pier Ferdinando]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/12/casini_pf.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13191" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/12/casini_pf.jpg" alt="" width="300" height="253" /></a>Al Capo dello Stato dobbiamo dire una sola parola: grazie! Aver ricevuto gli studenti e&#8217; stato un gesto di grande sensibilità ed indica a tutti noi la strada giusta: dialogare con gli studenti non e&#8217; una possibilità ma per una classe dirigente un dovere.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
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		<title>La violenza può uccidere le ragioni della protesta </title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 13:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;intervista al Tg5 C&#8217;e&#8217; una forte protesta sociale nel Paese. I giovani sono sempre andati in piazza. E&#8217; legittimo che lo facciano. Ma devono stare molto attenti a non farsi strumentalizzare dai violenti. Alla violenza bisogna dare una risposta compatta e unitaria. La violenza può uccidere anche le ragioni della loro protesta Pier Ferdinando]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.video.mediaset.it/video/tg5/servizio/199462/opposizione-responsabile.html#tc-s1-c1-o1-p2" target="_blank">L&#8217;intervista al Tg5</a></strong></p>
<p><a href="http://www.video.mediaset.it/video/tg5/servizio/199462/opposizione-responsabile.html#tc-s1-c1-o1-p2" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-13646" title="Intervista Pier Ferdinando Casini al Tg5" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/12/casini-tg5-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>C&#8217;e&#8217; una forte protesta sociale nel Paese. I giovani sono sempre andati in piazza. E&#8217; legittimo che lo facciano. Ma devono stare molto attenti a non farsi strumentalizzare dai violenti.<br />
Alla violenza bisogna dare una risposta compatta e unitaria. La violenza può uccidere anche le ragioni della loro protesta<span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
]]></content:encoded>
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