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	<title>Pierferdinando Casini &#187; Famiglia</title>
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		<title>Passa dalle famiglie il futuro dell&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 09:24:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Roberto Dal Pan “La condizione di povertà economica delle famiglie con figli si è aggravata” ed ancora “Secondo stime effettuate dalla Banca d’Italia, tra il 2007 ed il 2010 il reddito equivalente sarebbe diminuito in media dell’1,5 per cento. Il calo sarebbe stato più forte, oltre il 3 per cento, tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Giovane-famiglia...-album-di-Alessandro-Pinna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20040" title="Giovane famiglia..., album di Alessandro Pinna" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Giovane-famiglia...-album-di-Alessandro-Pinna-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di <a href="http://veneto.estremocentro.net/2011/10/10/passa-dalle-famiglie-il-futuro-dellitalia/">Roberto Dal Pan</a></em></p>
<p style="text-align: justify;">“La condizione di povertà economica delle famiglie con figli si è aggravata” ed ancora “Secondo stime effettuate dalla Banca d’Italia, tra il 2007 ed il 2010 il reddito equivalente sarebbe diminuito in media dell’1,5 per cento. Il calo sarebbe stato più forte, oltre il 3 per cento, tra i nuclei con capofamiglia di età compresa tra i 40 ed i 64 anni”. Non lasciano spazio a dubbi interpretativi <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-10-07/draghi-aggravata-poverta-famiglie-141001.shtml?uuid=AaQZinAE">le frasi pronunciate dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi</a> durante un convegno tenuto lo scorso fine settimana all’Abbazia di Spineto a Sarteano (SI) ed organizzato dall’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. Nel corso del suo intervento, il prossimo presidente della Banca Centrale Europea ha richiamato ancora una volta l’attenzione sul gravissimo problema dell’assenza di misure strutturali che favoriscano l’uscita del Paese dalla situazione di stagnazione economica, sottolineando nuovamente come la speranza di crescita economica sia direttamente collegata alla risoluzione dei problemi dei giovani e delle famiglie con figli.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi nelle stesse ore in cui si svolgeva il convegno all’Abbazia di Spineto, il Consiglio Direttivo del <a href="http://www.forumfamiglie.org/">Forum delle Associazioni Familiari</a>, con parole molto simili, lanciava l’allarme sulla condizione delle famiglie italiane stigmatizzando l’assoluta insufficienza degli strumenti finora messi in campo dal Governo attraverso la manovra finanziaria e sollecitava lo stesso Governo a porvi rimedio attraverso una riforma del fisco e del sistema tariffario da inserire nelle misure a sostegno della crescita che dovrebbero venire presentate nei prossimi giorni. Il Forum ribadiva la necessità di introdurre nel sistema impositivo i correttivi specificamente previsti nel progetto “Fattore Famiglia” al fine ricondurre lo stesso a maggiori criteri di equità e giustizia sociale, completando la proposta con la riforma dell’ISEE per puntare ad una migliore rimodulazione anche della tassazione locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il “Fattore Famiglia” è la proposta introdotta verso la fine del 2010 dal Forum delle Associazioni Familiari ed è volta al miglioramento di alcune criticità del quoziente famigliare, specialmente nella parte in cui, analizzando quanto accade in Francia, parrebbe avvantaggiare i redditi più alti. Si tratta in effetti di un sistema abbastanza semplice ed intuitivo che parte dalla determinazione di una zona “no tax” entro la quale non vi è alcuna imposizione fiscale; il livello sotto al quale non vi è tassazione viene calcolato avendo riguardo alla soglia di povertà relativa calcolata annualmente dall’ISTAT ed utilizzando come base di partenza il costo di mantenimento della persona singola da moltiplicare per il “Fattore Famiglia” estratto da una scala di equivalenza ottenuta applicando sostanzialmente il cosiddetto “quoziente Parma”. Il “Fattore Famiglia” può essere ulteriormente precisato mediante aliquote opportunamente aumentate in presenza di specifici fattori di bisogno quali, ad esempio, la presenza di persone con disabilità oppure non autosufficienti, etc.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal dossier dedicato alla proposta e pubblicato sul numero 50/2010 di “Famiglia Cristiana” apprendiamo che – secondo i dati ISTAT – l’11,3 per cento delle famiglie italiane, pari a 21.832.811 nuclei, si trova al di sotto della soglia di povertà relativa e quasi la metà sono famiglie con figli; con l’aumentare del numero di figli la situazione si aggrava tanto che se il 9 per cento delle famiglie con un figlio si trova sotto la soglia di povertà relativa, tale dato sale al 16 per cento con la presenza di due figli, al 25 per cento con tre ed al 30 per cento con quatto o più. Ipotizzando una “no tax area” di base a 7.000 euro (quasi pari cioè alla soglia di povertà relativa secondo gli ultimi dati ISTAT per una famiglia monocomponente e cioè 599,80 € mensili) ed una scala di Fattore Famiglia con coefficienti pari a 1.60 per due componenti, 2.20 per tre, 2.80 per quattro, 3.60 per cinque, 4,40 per sei, 5.20 per sette e 6.00 per otto, si ottengono i diversi importi della soglia sotto la quale non vi è tassazione diretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un interessante convegno sul tema, tenutosi nell’aprile del 2011 a Roma ed organizzato in collaborazione tra il Forum Famiglie e <a href="http://www.iltributaristalapet.it/">l’Associazione Nazionale Tributaristi LAPET</a> con la collaborazione dell’Università Unitelma Sapienza, ci consente di fare qualche calcolo sull’ammontare economico della manovra così intesa: basandoci sempre sui dati ISTAT disponibili l’applicazione del Fattore Famiglia così ipotizzato costerebbe allo Stato in totale poco meno di 17 miliardi di euro per mancati introiti; in base al tasso di propensione al risparmio per le fasce di reddito analizzate ed ai relativi capitoli di spesa, di tale importo circa 1,6 miliardi andrebbero a confluire nel risparmio privato mentre circa 15,3 miliardi di euro verrebbero utilizzati per l’aumento dei consumi delle famiglie interessate, generando quindi nuovi introiti per lo Stato dalla tassazione indiretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un aspetto correlato alla rimodulazione dell’imposizione fiscale a carico della famiglie con figli e non meno importante dell’aumento della disponibilità finanziaria all’interno del nucleo famigliare è quello evidenziato proprio dal Governatore di Bankitalia nel suo intervento citato più sopra: “il legame tra i redditi dei genitori e quello dei figli in Italia è molto stretto, quasi a livello di quelli dei paesi anglosassoni” e molto diverso da quello rilevato nei paesi del centro e nord Europa; ciò significa che, aggiunge Mario Draghi, il successo professionale di un giovane sembra dipendere più dalle condizioni della famiglia d’origine che dalle capacità personali ed in ragione di ciò possono essere utili strumenti che, sono ancora parole di Draghi, “assicurino condizioni di partenza meno diseguali ai giovani che si affacciano alla vita adulta”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle considerazioni che precedono, dovrebbe essere evidente la convenienza anche economica per lo Stato nel favorire, con appropriati strumenti legislativi, le famiglie con più figli o quanto meno mitigare le situazioni economiche che ora penalizzano i giovani che tentano di crearsi una propria famiglia. A queste considerazioni economiche se ne aggiungono altre che, per chi come noi ritiene di guardare alla vita pubblica tenendo presenti anche gli insegnamenti cristiani, hanno un valore almeno equiparabile se non – a volte – superiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Mercoledì 5 ottobre u.s., in occasione della presentazione del rapporto “<a href="http://www.progettoculturale.it/progettoculturale/s2magazine/index1.jsp?idPagina=30243">Il Cambiamento demografico. Rapporto-proposta sul futuro dell’Italia</a>.”, il Cardinale Angelo Bagnasco nel corso del suo intervento ha affermato che “la nostra cultura fa talvolta vedere i figli come un peso, un costo, una rinuncia, ma i figli sono prima di tutto una risorsa” per poi continuare dicendo che “la ragione del calo delle nascite non può essere soltanto di tipo economico. Si tratta piuttosto di una povertà culturale e morale, che ha di molto preceduto lo stato di innegabile crisi che caratterizza la congiuntura presente” e concludendo con l’ammonizione “se non si riusciranno a far scaturire, nel breve periodo, le condizioni psicologiche e culturali per siglare un patto intergenerazionale l’Italia non potrà invertire il proprio declino: potrà forse aumentare la ricchezza di alcuni, comunque di pochi, ma si prosciugherà il destino di un popolo”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Un politico pensa alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni” recita un noto aforisma; mai come in questo caso si può dire che l’attenzione ai problemi delle famiglie e, per estensione, del nostro Paese è lo strumento che ci consentirà di stabilire quanti tra i politici attuali potranno fregiarsi dell’appellativo di “statista”.</p>
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		<title>Una manovra senza orizzonte</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 07:09:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Mario Pezzati La manovra in questi giorni è stata ulteriormente modificata e quello che è uscito ha quasi il sapore di una beffa, perché Bossi e Berlusconi si sono appropriati di una nostra proposta, facendola passare per una loro idea. Intendiamoci, noi non ci lamentiamo di questo, ma ci lamentiamo perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/08/manovra-economica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-21309" title="manovra-economica" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/08/manovra-economica-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Mario Pezzati</em></p>
<p style="text-align: justify;">La manovra in questi giorni è stata ulteriormente modificata e quello che è uscito ha quasi il sapore di una beffa, perché  Bossi e Berlusconi si sono appropriati di una nostra proposta, facendola passare per una loro idea.</p>
<p style="text-align: justify;">Intendiamoci, noi non ci lamentiamo di questo, ma ci lamentiamo perché non hanno preso le nostre proposte più importanti, ovvero le politiche per la famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">A giugno solamente noi avevamo <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/06/Province_salta_taglio_opposizione_spacca_co_8_110706017.shtml">votato a favore dell’eliminazione delle province </a>, mentre Lega e PDL si erano strenuamente opposti a questa nostra proposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, invece, affermano, gloriandosene, di avere deciso <a href="http://www.corriere.it/politica/11_agosto_30/Pensioni-tagli-lotta-all-evasione-la-manovra-marro-digiacomo_9a4ce1fc-d2cb-11e0-874f-4dd2e67056a6.shtml">un importante taglio dei costi della politica </a>, e io mi chiedo: cosa è cambiato da Giugno a ora?</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla. Ma il punto non è a chi attribuire il merito del taglio delle province, chi legge i giornali e ha buona memoria lo sa benissimo, ma semmai che il taglio delle province doveva essere propedeutico ad un altro punto fondamentale: una politica seria di aiuti alle famiglie numerose.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ chiaro che attuare una simile politica ha un costo, che non può essere pagato dai cittadini, ma che può essere affrontato con il taglio alla politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dimezzamento dei parlamentari e l’abolizione delle province, noi lo abbiamo sempre visto come uno strumento per reperire fondi da destinare alle famiglie numerose, per rinnovare il loro potere di acquisto consumato dalle ultime scriteriate politiche di questo governo, in modo da stimolare il mercato interno e contrastare gli effetti depressivi di una manovra che si caratterizza per le sue tasse.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo felici che siano state accolte le nostre rimostranze verso la tassa di solidarietà: era ingiusta verso quello che per noi è ceto medio, mentre è giusto che a pagarla siano i politici, proprio per dare il buon esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, speriamo che vi sia il tempo per il governo per tornare indietro sull’assegnazione delle 6 frequenze del digitale terrestre ancora in ballottaggio. E’ un regalo inaccettabile,<a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2011/08/24/vengano-messe-allasta-le-frequenze-televisive/"> lo abbiamo detto</a> e lo ripetiamo, soprattutto alla luce della <a href="http://it.finance.yahoo.com/notizie/Frequenze-Ministero-offerte-2-reuters_ids-2589953843.html?x=0">recente asta per le frequenze della banda larga mobile</a> che proprio oggi ha visto raggiungere offerte per un controvalore di 2,3 miliardi di euro e vedrà nei prossimi giorni iniziare la fase dei rilanci.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di ciò, è legittimo pensare che se vendessimo, con lo stesso meccanismo, le frequenze del digitale ancora libere potremmo raggiungere la cifra di 3 miliardi di euro, e forse superarla, in modo da avere fondi da destinare alla famiglia e allo sviluppo della banda larga per internet e colmare il gap tecnologico che ci separa dal resto del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo guardiamo con interessi ai prossimi giorni: la nostra idea di tagliare tutte le province era ottima, e alla fine lo hanno riconosciuto anche gli altri attori politici che si sono adeguati, e siamo sicuri che le nostre idee in tema di sostegno alla famiglia e di vendita delle frequenze digitali siano pure ottime e possano rilanciare l’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;assurdo valzer del bonus bebè</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jul 2011 07:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2006 700mila bambini italiani ricevevano, al momento della loro nascita, una lettera dal Presidente del Consiglio,  che così recitava: «Caro…, felicitazioni per il tuo arrivo! E’ il Presidente del Consiglio a scriverti per porti la prima domanda della tua vita: lo sai che la nuova legge finanziaria ti assegna un bonus di mille euro? I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Ese-ojito-8º-EXPLORE-22-09-2010-album-di-Jose-Casielles-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20388" title="Ese ojito (8º EXPLORE - 22-09-2010), album di Jose Casielles" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Ese-ojito-8º-EXPLORE-22-09-2010-album-di-Jose-Casielles--300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Nel 2006 700mila bambini italiani ricevevano, al momento della loro nascita, una lettera dal Presidente del Consiglio,  che così recitava: «Caro…, felicitazioni per il tuo arrivo! E’ il Presidente del Consiglio a scriverti per porti la prima domanda della tua vita: lo sai che la nuova legge finanziaria ti assegna un bonus di mille euro? I tuoi genitori potranno riscuoterlo presso questo ufficio postale. Un grosso bacio».  Insieme alla lettera vi era un modulo di autocertificazione, dove i genitori avrebbero dovuto dichiarare che il loro reddito complessivo non superava i 50.000 euro, e che opportunamente compilato e presentato ad un ufficio postale dava diritto a ritirare l&#8217;assegno da 1.000 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Cinque anni dopo,  alcuni di quei bambini che avevano beneficiato del cosiddetto &#8220;bonus bebè&#8221; ricevono un’altra lettera,  questa volta del  Ministero delle Economia che perentorio avverte: «dagli accertamenti effettuati è emerso che Lei ha falsamente dichiarato di avere un reddito familiare complessivo non superiore a 50.000 euro… Si contesta, pertanto, di avere riscosso illecitamente il bonus bebè utilizzando un’autocertificazione mendace… Si intima la restituzione entro 30 giorni del bonus e il pagamento della sanzione amministrativa pari a 3.000 euro che dovrà essere effettuato solo dopo che il giudice penale si sarà pronunciato in merito alla punibilità della falsa autocertificazione». I bimbi a cinque anni non avranno capito un gran che, ma ai genitori sarà venuto un colpo: il ministero dell&#8217;Economia, senza troppe felicitazioni, rivuole indietro i soldi.</p>
<p style="text-align: justify;">Al ministero non sono impazziti ma tentano di porre rimedio, piuttosto maldestramente, ad un grossolano errore del governo che nella missiva originaria non ha precisato  che il reddito da dichiarare era quello lordo e non il netto, e che le rendite patrimoniali erano incluse. E&#8217; facile immaginare la reazione furibonda delle famiglie e delle organizzazioni a difesa dei consumatori che, giustamente, fanno presente che l’errore è dovuto alla poca chiarezza della modulistica inviata e si chiedono perché dovrebbero pagare i cittadini per una leggerezza del governo.  Ai dubbi di famiglie ed associazioni risponde, con una terza incredibile lettera, il  sottosegretario Giovanardi:  &#8221;Cara mamma e caro papà, sei anni fa vi arrivò una lettera firmata dal Presidente Silvio Berlusconi che vi avvertiva della possibilità di incassare un assegno di mille euro per la nascita di vostro figlio, nel caso in cui il vostro reddito complessivo fosse stato inferiore ai 50 mila euro. Su oltre 700.000 assegni inviati e incassati dagli aventi diritto purtroppo circa 8.000, ad una verifica fatta dagli uffici sull’autocertificazione, sono risultati non in regola con quanto stabilito dal Parlamento. Come delegato per  la Presidenza del Consiglio dei Ministri alle politiche per la famiglia, innanzitutto mi scuso per i toni sgarbati e minacciosi della lettera che gli uffici del Ministero dell’economia vi hanno inviato per richiedere la restituzione di tale somma. Come ho già dichiarato alla Camera dei Deputati giovedì 21 luglio 2011 rispondendo ad interpellanze dei Parlamentari, chi ha ricevuto la lettera può prendere contatto con gli uffici che vi hanno scritto per dimostrare la correttezza dell’autocertificazione e non procedere alla restituzione. Se questo non fosse possibile, perché per esempio c’è stato un equivoco fra reddito lordo e reddito netto, tutto potrà venire sanato con la restituzione dei mille euro, senza interessi e se necessario anche a rate. In sostanza  è come se una banca vi avesse prestato sei anni fa mille euro e oggi ne richiedesse semplicemente la restituzione senza nessun interesse. Posso concordare con voi che la cosa sia spiacevole ma bisogna anche tener conto delle centinaia e migliaia di coppie a cui è nato un figlio e che i mille euro non li hanno incassati perché hanno interpretato correttamente la norma di legge. Nell’augurare ogni bene a voi e alla vostra famiglia, colgo l’occasione per salutarvi con viva cordialità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda è davvero surreale se non ridicola, fortunatamente la sanzione è stata cancellata ma restano il grossolano errore del governo e il disagio per le famiglie che in tempi di ristrettezza economica e di assenza di politiche familiari si vedono comunque costrette a restituire un bonus che si è presto rivelato un malus.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di <a href="http://sardegna.estremocentro.net/2011/07/29/il-bonus-bebe-un-simpatico-prestito-del-governo/">Maria Pina Cuccaru</a></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/lettera_berlusconi_bonus200.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-20385" title="lettera_berlusconi_bonus200" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/lettera_berlusconi_bonus200.jpg" alt="" width="650" height="902" /></a><br />
</em></p>
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		<title>Gioco d&#8217;azzardo legalizzato, &#8220;pecunia non olet&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 09:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Una vera piaga, soprattutto per i giovani. Rischia di essere la malattia emergente del nostro millennio” . Queste le chiare parole usate dal prof. Rosario Sorrentino, neurologo, fondatore e direttore dell’IRCAP (Istituto di Ricerca e Cura sugli Attacchi di Panico), qualche tempo addietro in occasione della presentazione di una campagna di sensibilizzazione sul gioco responsabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Lucky-Sevens-album-di-rlsycle.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-20343" title="Lucky Sevens, album di rlsycle" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Lucky-Sevens-album-di-rlsycle.jpg" alt="" width="373" height="500" /></a>“Una vera piaga, soprattutto per i giovani. Rischia di essere la malattia emergente del nostro millennio” . Queste le chiare parole usate dal prof. Rosario Sorrentino, neurologo, fondatore e direttore dell’IRCAP (Istituto di Ricerca e Cura sugli Attacchi di Panico), qualche tempo addietro in occasione della presentazione di una campagna di sensibilizzazione sul gioco responsabile sostenuta dalla stessa Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e presentata da SNAI.</p>
<p>“Si profila sempre più il rischio di una <em>addiction generation</em>, una generazione dipendente dalle emozioni ottenute grazie ad una scarica di dopamina extra. Di fatto – continuava il prof. Sorrentino – una porta d’ingresso verso comportamenti caratterizzati da aggressività, impulsività, rabbia e con una chiara matrice sociopatica”.</p>
<p>Le dimensioni del fenomeno sono allarmanti se è vero che, secondo un’indagine promossa da EURISPES, il gioco pubblico rappresenta la terza industria italiana, dopo l’ENI e la FIAT.  Dai dati disponibili tramite i Monopoli si rileva come nel 2006 gli introiti del gioco ammontassero a circa 15,4 miliardi di euro mentre solo tre anni più tardi fossero già arrivati a 54,4 miliardi per raggiungere i 61 miliardi l’anno scorso e puntare, secondo le stime più attendibili, alla soglia degli 80 miliardi di euro per l’anno 2011.</p>
<p>E’ stato stimato che circa l’80% della popolazione adulta abbia giocato almeno una volta e, secondo una ricerca effettuata a cura di NOMISMA, il 68% dei 950.000 studenti intervistati ha dichiarato di avere giocato d’azzardo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità circa il 3% della popolazione italiana, circa un milione e mezzo di persone, sono a rischio ludopatia e circa 700.000 di essi sono già affetti dalla sindrome del gioco patologico.</p>
<p>Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il gioco d’azzardo patologico è in effetti una “dipendenza senza sostanze” che si caratterizza per la comparsa di fenomeni di tolleranza con un aumento crescente ed incontrollato del desiderio di gioco e di vere e proprie crisi di astinenza. Il soggetto affetto da ludopatia perde così il controllo di sé e la percezione della realtà che lo circonda, arrivando a contrarre debiti che eccedono le proprie capacità reddituali e cadendo facilmente nelle mani degli usurai.</p>
<p>La fascia di popolazione che più frequentemente viene interessata da casi di gioco patologico è quella delle persone di età compresa tra i 40 ed i 55 anni, di estrazione medio-bassa e basso o nullo livello di occupazione; molto spesso in questi casi il giocatore patologico trascina nella propria rovina anche il nucleo famigliare cui appartiene e di cui è sovente unica fonte di reddito. La patologia è tuttavia particolarmente insidiosa anche per le generazioni più giovani in quanto la crescita del fenomeno è, in questo caso, aiutata da forme di propaganda pubblicitaria che presentato il giocatore come un modello di successo ed indicano nel gioco la via per risolvere i propri problemi economici.</p>
<p>“Una potenziale responsabilità è da attribuire ai messaggi che provengono dal mondo dei <em>mass media</em> e della comunicazione – aggiungeva infatti il prof. Sorrentino nel suo intervento al Tempio Adriano a Roma – che promuovono costantemente la cultura del piacere e del gioco, arrivando ad enfatizzare lo stereotipo del vincente, colui che con una puntata coraggiosa può cambiare in un batter d’occhio la sua vita”.</p>
<p>Attesa la pericolosità ed insidiosità del problema, le strategie di prevenzione non possono che passare attraverso una più rigida regolamentazione della disciplina dell’offerta di gioco; è infatti sotto gli occhi di tutti la facilità con cui oggi si possa accedere ai giochi d’azzardo praticamente ad ogni angolo di strada. Vi è da considerare che sono giochi d’azzardo tutti quelli in cui la vincita sia interamente o quasi interamente determinata dal caso (aleatoria) e cioè per esempio il lotto, le lotterie, il bingo, i giochi a base sportiva e gli apparecchi da intrattenimento comunemente conosciuti come <em>slot machines</em>e<em> videopoker</em>.</p>
<p>La diffusione capillare degli apparecchi di gioco, unita alla vasta offerta che giunge via <em>internet</em>,  genera enormi margini di profitto che non potevano non destare l’interesse della criminalità organizzata che del gioco d’azzardo ha fatto il suo ingresso in forze, come testimoniato recentemente dall’attività della Commissione Parlamentare Antimafia.</p>
<p>A questa criminalità “evoluta” va poi aggiunta quella “spicciola” generata dal fatto che molto spesso i locali pubblici che ospitano le <em>slot</em>, al cui interno si trovano di norma alcune migliaia di euro, sono oggetto di raid ladreschi proprio in considerazione della facilità di mettere insieme un discreto bottino con solo qualche minuto di “lavoro”.</p>
<p>L’allarme sociale generato dalle situazioni così delineate avrebbe meritato un attenzione maggiore da parte dell’attuale Governo che, mentre a parole si dice preoccupato del problema ludopatia, nei fatti non cessa di introdurre nuove tipologie di giochi che in realtà altro non sono che fantasiosi strumenti di tassazione indiretta che vanno a colpire, come dimostrato, i ceti più deboli della popolazione.</p>
<p>Ben venga quindi la recentissima proposta di legge presentata al Consiglio Regionale del Veneto per iniziativa del Gruppo consiliare dell’Unione di Centro ed avente come primo firmatario il cons. Stefano Valdegamberi; si propone infatti di vietare l’installazione dei sistemi di gioco d’azzardo elettronico in luoghi pubblici o aperti al pubblico e nei circoli ed associazioni attraverso la modifica dell’art. 110 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, in analogia ad altro provvedimento già approvato dal Consiglio Regionale del Piemonte.</p>
<p>Sarà pur vero, a dar retta a Vespasiano, che “<em>pecunia non olet</em>” ma ogni tanto, se non soccorre il buon senso, almeno valga la vergogna!</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di <a href="http://veneto.estremocentro.net/2011/07/28/pecunia-non-olet/" target="_blank">Roberto Dal Pan</a></em></p>
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		<title>Manovra, famiglie sul Titanic</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 08:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche i meno avvezzi all’economia e alla finanza avranno ormai capito che la manovra finanziaria del governo Berlusconi riguardante l’obiettivo di pareggiare il bilancio negli anni 2013-2014, sebbene presentata inizialmente come un semplice aggiustamento dei conti, è destinata invece a prendere i tratti meno piacevoli dell’aumento della pressione fiscale. L’Italia ha una pressione fiscale molto alta, tra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Giovane-famiglia...-album-di-Alessandro-Pinna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20040" title="Giovane famiglia..., album di Alessandro Pinna" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Giovane-famiglia...-album-di-Alessandro-Pinna-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Anche i meno avvezzi all’economia e alla finanza avranno ormai capito che la manovra finanziaria del <strong>governo Berlusconi</strong> riguardante l’obiettivo di pareggiare il bilancio negli anni<strong> </strong><strong>2013-2014</strong>, sebbene presentata inizialmente come un semplice aggiustamento dei conti, è destinata invece a prendere i tratti meno piacevoli dell’aumento della pressione fiscale. L’Italia ha una <strong>pressione fiscale</strong> molto alta, tra le più alte in Europa. La manovra la farà crescere addirittura dell’<strong>1,2%</strong>, mettendo ancor più in difficoltà migliaia di italiani. L’incremento delle tasse colpirà un po’ tutti, ma quelli che se la vedranno peggio saranno le <strong>giovani coppie</strong>, le <strong>famiglie monoreddito</strong> e le <strong>famiglie con molti figli</strong>. Per i <strong>benestanti</strong>, comunque colpiti, le cose andranno un po’ meglio. <strong>Tremonti</strong> ha stabilito che il taglio lineare delle <strong>480 agevolazioni fiscali e assistenziali</strong> sarà del <strong>5%</strong> nel 2013 e del <strong>20%</strong> nel 2014, anno che si preannuncerà parecchio duro.</p>
<p>Non è facilissimo capire come i tagli si abbatteranno sulle famiglie italiane, ma delle stime elaborate, <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/07/14/visualizza_new.html_785927605.html">ad esempio quelle dell’Ansa in collaborazione con i Caf della Cisl</a>, c’è veramente da preoccuparsi. Su una famiglia monoreddito benestante senza figli il taglio voluto dal governo peserebbe rispettivamente per <strong>136 euro </strong>nel 2013 e per <strong>543 euro</strong> nel 2014. Simile, purtroppo solo nel pagamento delle tasse,  è la situazione per una famiglia monoreddito il cui capofamiglia è una “<strong>tuta blu</strong>“: pagherà <strong>140 euro</strong> in più nel 2013 e <strong>556 euro</strong> nel 2014. Per quanto riguarda una <strong>giovane coppia</strong> con doppio reddito e un figlio a carico, oltre magari ad un mutuo da pagare, nel 2013 ci saranno <strong>203 euro</strong> in più di tasse l’anno successivo <strong>904 euro</strong><strong> </strong>in più. Una <strong>famiglia di ceto medio e monoreddito</strong>, con un impiego da dipendente e due figli a carico, si vedrà aumentare le tasse di <strong>169 euro</strong> nel 2013 e di <strong>676 euro</strong> nel 2014. Un <strong>pensionato</strong>, vedovo, con con un reddito superiore alla pensione sociale (15.000 euro), si troverà a pagare <strong>102 euro</strong> in più nel 2013 e <strong>400 euro</strong> in più l’anno dopo. Situazione ancora più dura per una famiglia monoreddito con due figli maggiori di 3 anni a carico: con un reddito di 25.000 euro l’anno (è il caso delle famiglie in cui chi lavora fa il <strong>poliziotto</strong>) i tagli provocheranno un aumento di <strong>226,5 euro</strong> nel 2013 e di <strong>906 euro</strong> nel 2014 a livello di tasse da pagare. Aggiungendo l’arrivo del super-ticket sanitario, i dipendenti pubblici senza aumento degli stipendi per un altro anno e l’aumento dell’età pensionabile è evidente che il peso del risanamento dei conti pubblici riguarderà soprattutto le famiglie e i ceti medio-bassi.</p>
<p>La gravità della situazione per le famiglie italiane è testimoniata anche dalla posizione  del sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi che ha giudicato negativamente la manovra e ha minacciato le dimissioni. L’imbarazzo di Giovanardi e di tutti quelli che nel governo e nella maggioranza hanno sempre parlato di  politiche a favore della famiglia è evidente. Queste politiche tanto annunciate non sono mai arrivate, anzi le famiglie sono oggetto di un “massacro fiscale” senza precedenti che pone serie preoccupazioni. <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/07/14/news/tremonti_il_debito_ci_divora_siamo_come_il_titanic-19115979/">Tremonti presentando la manovra ha parlato del Paese usando la metafora del Titanic</a>, il superbo transatlantico colato a picco nelle fredde acque dell’Atlantico del nord, e probabilmente mai immagine fu più azzeccata considerata la terribile fine che fecero le tante famiglie confinate nella terza classe della nave. Ieri sul Titanic l’orchestra suonava incurante, oggi il governo continua a far finta di niente. Troppe inquietanti similitudini.</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Adriano Frinchi</em></p>
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		<title>Basilicata: la regione più povera d’Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 11:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ISTAT allarma l’Italia: nel 2010 risulta povera o quasi povera circa una famiglia su cinque. Nel 2010 l’incidenza di povertà assoluta e relativa ha toccato quote altissime. Il fenomeno, come purtroppo prevedibile, è particolarmente evidente nel Mezzogiorno, dove é povera quasi la metà (il 47,3%) delle famiglie con tre o più figli minori e, tra le regioni più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-07-15/lallarme-istat-poverta-famiglia-122138.shtml?uuid=AaieNJoD"><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Castelsaraceno-PZ-album-di-Pixel69-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19903" title="Castelsaraceno (PZ), album di Pixel69" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Castelsaraceno-PZ-album-di-Pixel69--300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>L’ISTAT allarma l’Italia</a>: <strong>nel 2010 risulta povera o quasi povera circa una famiglia su cinque</strong>. Nel 2010 l’incidenza di povertà assoluta e relativa ha toccato quote altissime. Il fenomeno, come purtroppo prevedibile, è <strong>particolarmente evidente ne</strong>l <strong>Mezzogiorno</strong>, dove é povera quasi la metà (il 47,3%) delle famiglie con tre o più figli minori e, tra le regioni più povere d’Italia, <strong>la Basilicata si aggiudica questo triste primato</strong>: è la regione <strong>dove la povertà relativa ha l’incidenza maggiore (28,3 %),</strong> seguita da Sicilia (27 %) e Calabria (26 %) .</p>
<p>A quanto pare, in Basilicata non va proprio tutto così bene come sembra. <strong>I problemi sono molti e hanno radici ben profonde</strong>: sappiamo quanti giovani abbandonano la Basilicata (in gran parte laureati) e sappiamo per quale motivo: <strong>la mancanza di lavoro</strong>.</p>
<p>Eppure, <a href="http://basilicata.estremocentro.net/2011/05/25/basilicata-terra-dai-mille-problemi-e-dalle-mille-risorse/">la nostra Terra non è certamente povera di risorse</a>, anzi! Abbiamo <strong>risorse energetiche</strong> (il petrolio), <strong>ambientali </strong>(l’acqua) e <strong>culturali</strong> (Melfi, Venosa, Matera..). Terra ricca, <strong>patria di gente una volta fiera e combattiva</strong>, costretta ora a vivere <strong>dell’elemosina dei  petrolieri</strong> che abusano delle nostre ricchezze e dei politici che, abbindolando la popolazione lucana, hanno costruito <strong>un impero di clientelismo di estensione incalcolabile</strong>.</p>
<p><strong>Siamo schiavi di un sistema che abbiamo creato noi stessi</strong>, noi che abbiamo riposto la nostra fiducia <strong>in persone incapaci, inadeguate e immeritevoli</strong> di ricoprire cariche importanti. La mala-politica ha distrutto tutto, anche la nostra voglia di ribellarci. <strong>Siamo abituati a tutto</strong> e, ormai, ogni bruttura sembra scivolarci addosso, senza provocare reazione.</p>
<p><strong>Siamo poveri, nelle tasche e nello spirito</strong>. Ci hanno tolto le forze e i mezzi per rialzarci, hanno fatto scappare i ragazzi: figli, fratelli, sorelle, cugini. Sono andati via, hanno offerto la loro intelligenza a chi ha saputo sfruttare le doti dei giovani per il bene collettivo.</p>
<p><strong>Io, però, spero ancora.</strong> Spero che un giorno, i lucani possano svegliarsi da <strong>questo torpore.</strong></p>
<p>Purtroppo non c’è più molto tempo per tergiversare: <strong>ognuno deve metterci la propria faccia</strong>, il proprio impegno: ragazzi,  anziani, padri, madri. Tutti. Soltanto se non permetteremo di toglierci anche questo <strong>briciolo di speranza</strong> che ci è rimasto, <strong>qualcosa forse potrà cambiare</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di <a href="http://basilicata.estremocentro.net/2011/07/15/basilicata-la-regione-piu-povera-d’italia/" target="_blank">Marta Romano</a></em></p>
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		<title>Due calcoli sui BOT, sugli investimenti e sulle nuove tasse del Governo</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 16:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo detto di come il governo, aumentando l’imposta di bollo sui conti titoli, penalizzi i piccoli risparmiatori. Oggi vorrei approfondire l’argomento, perché mi rendo conto che sono stato un po’ frettoloso, macchiandomi quindi di una colpa grave, visto che parliamo del risparmio degli italiani e che l’argomento è alquanto complesso. Partiamo da alcune informazioni di base: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Malta-Euros-Coins-album-di-marfis_75.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19661" title="Malta - Euros (Coins), album di marfis_75" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/07/Malta-Euros-Coins-album-di-marfis_75-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Abbiamo detto di come il governo, aumentando l’imposta di bollo sui conti titoli, <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2011/07/06/uno-sguardo-ad-una-finanziaria-miope-e-penalizzante/" target="_blank">penalizzi i piccoli risparmiatori</a>. Oggi vorrei approfondire l’argomento, perché mi rendo conto che sono stato un po’ frettoloso, macchiandomi quindi di una colpa grave, visto che parliamo del risparmio degli italiani e che l’argomento è alquanto complesso.</p>
<p>Partiamo da alcune informazioni di base: sui dividendi che danno BOT, CCT, BTP e titoli azionari, al momento vi sono 3 tassazioni che colpiscono tutti (cassettisti e investitori), e poi il capital gain che colpisce solo gli investitori (con questa categoria considero i risparmiatori che acquistano e vendono titoli, guadagnando sulla differenza di prezzo). Con queste tasse, chi sono colpiti? I piccoli risparmiatori, non certo i grandi patrimoni. Perché? Perché per un grande patrimonio, pagare 39 euro o 120 euro cambia poco nei rendimenti, ma per chi investe 20.000 euro con un rendimento all’1% (caso dei BOT), significa andare in perdita.</p>
<p>Spieghiamo come. Intanto partiamo dal rendimento lordo e ipotizziamo un BOT che rende circa 1,2% l’anno. Se consideriamo un investimento di 20.000 euro, otteniamo un rendimento lordo di circa 240 euro. Adesso a questi 240 euro, dobbiamo togliere: 30 euro di tenuta titoli (per i titoli azionari è pari a 60 euro), 120 euro (come è nella finanziaria) di bollo annuale e scendiamo da 240 euro a 90 euro.</p>
<p>Abbiamo finito? No, perché in realtà il dividendo non è di 240 euro, ma meno, infatti al dividendo lo stato applica una ritenuta alla fonte (una tassa)  pari al 12,5% del dividendo, quindi altri 30 euro da pagare. Quindi alla fine abbiamo: 240 euro di introito a cui dobbiamo togliere il 12,5% (quindi 30 euro circa), 30 euro di tenuta titoli, 120 euro di bollo annuale. Quanto resta? 60 euro.</p>
<p>Vi sembra molto? Direi di no, perché per giunta, dobbiamo fare un’altra specificazione: il dividendo lordo (240 euro) va a finire nel calcolo IRPEF e quindi altre tasse.</p>
<p>E se invece di un Bot, consideriamo un BTP decennale? Il BTP <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-06-28/salgono-rendimenti-asta-decennale-121414.shtml?uuid=AanJXfjD&amp;fromSearch" target="_blank">con scadenza a 10 anni</a>, rende circa il 5% lordo che su 20.000 euro investiti garantisce un rendimento pari a circa 1000 euro.</p>
<p>Sembra molto? Intanto consideriamo che questi soldi restano “bloccati” per circa 10 anni (a meno di volerli vendere e perdere 1-2% del capitale investito), e ogni anni si percepiscono questi 1000 euro lordi. Ma quanto resta di netto? Riprendiamo i calcoli precedenti e abbiamo 1000 euro lordi a cui sottrarre 125 euro (il 12,55 di ritenuta), 30 euro di tenuta titoli e 120 euro di bollo annuale, e resta un totale di 725 euro, a cui togliere le ulteriori tassazioni dell’IRPEF.</p>
<p>Stesso andamento se consideriamo i titoli azionari (che rendono qualcosina in più, ma hanno maggiori tasse, ad esempio le spese di tenuta titoli raddoppiano e passano a 60 euro). Da questi calcoli diventa evidente che chi subisce il depauperamento maggiore è il piccolo risparmiatore, e andando nello specifico, chi possiamo considerare come piccolo risparmiatore? Se consideriamo gli importi calcolati, ci rendiamo conto che i 20.000 euro investiti sono appannaggio o di un pensionato o di un giovane lavoratore (che in media percepisce poco meno di 1000 euro al mese e non ha molte possibilità di mettere da parte grandi risparmi, visto lo stipendio e il costo della vita). Quindi ad essere penalizzati maggiormente sono le due categorie più “deboli” in Italia: i pensionati e i giovani lavoratori.</p>
<p>E cosa succede se aumentiamo il capital gain? Nel 2009 lo Stato italiano dal capital gain ha preso circa 300 milioni, quindi anche raddoppiandolo e considerando il 2009 lo Stato prenderebbe solo altri 300 milioni aggiuntivi. Ma anche qui, al di là delle ideologie, andiamo a colpire solo i piccoli risparmiatori. Infatti la tassazione del capital gain interessa solo le <span style="color: #000000;">persone fisiche non imprenditori o, se imprenditori, limitatamente ai beni non appartenenti all’impresa. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sono esclusi i soggetti che conseguono tali redditi nell’ambito di un’attività commerciale, in quanto per questi ultimi i proventi conseguiti sono attratti per presunzione assoluta nella disciplina del reddito d’impresa, ove non soggetti a ritenuta d’imposta o ad imposta sostitutiva (art. 45 TU). </span>Banche, assicurazioni e investitori professionali (fondi speculativi e fondi di investimento) subiscono la tassazione del regime dichiarativo e quindi sui guadagni derivanti da investimenti di borsa pagano le tasse “aziendali” (Irap e simili) con tassazione al tra il 40 e il 50% degli utili. Da ciò si deduce che, se per una questione ideologica vogliamo aumentare la tassazione del capital gain dal 12,5%, si può fare, ma si sappia che si vanno a colpire i piccoli risparmiatori senza che lo Stato possa incamerare cifre tali da avviare un robusto risanamento dei suoi conti.</p>
<p><span style="color: #000000;">Da quanto sopra, non ho voluto considerare le conseguenze per la già debole “industria finanziaria” italiana. </span></p>
<p>A questo punto, possiamo solo concludere in un modo: se il governo vuole aumentare la tassazione dell’imposta di bollo e portarla a 120 euro, può farlo, ma, se volesse fare una cosa giusta, dovrebbe coinvolgere i grandi patrimoni o quanto meno quelli abbienti, partendo da una cifra di almeno 200.000 euro investiti, proprio per non penalizzare gli italiani non abbienti o addirittura poveri.</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Mario Pezzati</em></p>
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		<title>Politiche per la famiglia: nel Lazio si fa sul serio, buoni propositi anche a Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 09:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo anni di promesse non mantenute sembra che qualcosa si muova per le famiglie italiane, ma i protagonisti di questa svolta non sono i ministri del governo Berlusconi, che continuano ad essere inadempienti rispetto al loro programma elettorale, ma due giunte: quella regionale del  Lazio e quella del Comune di Bologna. La giunta della regione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/06/famiglia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19009" title="famiglia" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/06/famiglia-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Dopo anni di promesse non mantenute sembra che qualcosa si muova per le famiglie italiane, ma i protagonisti di questa svolta non sono i ministri del governo Berlusconi, che continuano ad essere inadempienti rispetto al loro programma elettorale, ma due giunte: quella regionale del  Lazio e quella del Comune di Bologna.</p>
<p><a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/06/18/news/bonus_famiglia_anche_alle_coppie_di_fatto-17868992/">La giunta della regione Lazio, guidata da Renata Polverini, ha approvato il suo piano famiglia</a> che prevede un abbattimento delle tariffe degli asili nido, bonus bebè, progetto mille asili, tagesmutter, le cosiddette “mamme di giorno”, e il progetto “bimbi in stazione” che creerà dei nido nelle stazioni per i figli dei pendolari. Quello della regione Lazio è un piano unico degli interventi a sostegno della famiglia che stanzia sessanta milioni di euro per rispondere ai bisogni delle famiglie soprattutto di quelle in difficoltà. La paternità del piano famiglia del Lazio è dell’assessore alla Famiglia e ai servizi sociali <a href="http://www.aldoforte.it/">Aldo Forte (Udc)</a> che nel corso di una conferenza stampa con il Presidente Polverini ha illustrato nel dettaglio la strategia a favore delle famiglie della regione: <strong>12 milioni di euro per il bonus bebè</strong><strong> </strong>(il bonus è del valore di 500 euro ed è destinato a tutti i figli nati nelle famiglie con reddito Isee uguale o inferiore a 20mila euro, per un numero che è stimabile in circa 25 mila bambini); altri<strong> </strong><strong>18,6 milioni</strong> di euro sono previsti per <strong>la costruzione di nuovi asili nido </strong>e ulteriori <strong>15 milioni</strong> <strong>per l’abbattimento delle tariffe</strong> dei nidi comunali o convenzionati; poi risorse  per <strong>il Registro per gli assistenti familiari e il Tagesmutter</strong> (dal tedesco letteralmente “mamma di giorno”), figura professionale, generalmente di sesso femminile, con funzioni di assistente domiciliare all’infanzia, che si prende cura dei bambini presso il proprio domicilio (sino ad un massimo di 5 bambini); e ancora aiuti <strong>alle neo-mamme, ai genitori separati e ai minori vittime di maltrattamento. Il Piano Famiglia prevede poi la creazione di un servizio pubblico regionale per le adozioni internazionali</strong><strong> </strong>che offre un servizio di front office di assistenza al percorso adottivo rivolto alle coppie.</p>
<p><a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/2011/06/18/527007-punti_alle_coppie_sposate.shtml">Qualche novità per le famiglie arriva anche da Bologna</a> dove il neo sindaco Virginio Merola che conferma in pieno ciò che aveva promesso in campagna elettorale: punti in più alle coppie sposate rispetto a quelle di fatto nelle graduatorie comunali, ad esempio quelle per le case pubbliche. «Deve essere così», ha detto il primo cittadino di fronte alle telecamere di Ètv: «Perché siamo persone libere – argomenta – ma nella vita dobbiamo saper mettere insieme anche la responsabilità con la libertà. Se ci assumiamo impegni maggiori verso gli altri credo che sia necessario distinguere». Una importante posizione quella di Merola che ha riscontrato <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2011/06/18/dichiarazioni-di-merola-mi-hanno-fatto-piacere/">il parere favorevole di Pier Ferdinando Casini</a> e del <a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/politica/2011/06/18/527224-punti_alle_coppie_sposate.shtml">Forum delle Famiglie</a>, ma che non ha mancato di suscitare forti polemiche nella maggioranza che sostiene Merola: furibondi radicali e socialisti, <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/06/18/foto/il_manifesto_socialista-17894959/1/">che addirittura parlano di coppia di fatto tra il vescovo Caffarra e il sindaco Merola</a>, il dipietrista Franco Grillini e l’assessore, “cattolica adulta”, Amelia Frascaroli.</p>
<p>Le novità a favore delle famiglie sono indubbiamente una buona notizia, specie in tempi come questi dove sono propri i nuclei familiari a soffrire e pagare caro le conseguenze della crisi economica. Allo stesso tempo stupiscono le reazioni scomposte di una certa sinistra bolognese alle affermazioni di buon senso del primo cittadino Virginio Merola. C’è una volontà di gettare questioni importanti ed impellenti come l’aiuto alle famiglie in una polemica sterile ed ideologica, di inutile contrapposizione tra coppie sposate e coppie di fatto, tra coppie eterosessuali e coppie gay. Le famiglie italiane, specie quelle che hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, non riescono a capire certi furori anticlericali ottocenteschi e non hanno bisogno che partiti e movimenti, per evidenti interessi di bottega, inneschino inutili contrasti e scontri che hanno come unico terribile risultato quello di bloccare aiuti e risorse per le famiglie, specie quelle più in difficoltà. C’è bisogno di un atteggiamento costruttivo, di evitare di mettere i bastoni tra le ruote, c’è bisogno che i nostri amministratori abbiano a cuore le famiglie e più in generali i più deboli, che come ha dimostrato il provvedimento della giunta Polverini, non hanno colore politico, distinzione di sesso, razza o credo religioso.</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Adriano Frinchi</em></p>
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		<title>Le dichiarazioni di Merola mi hanno fatto molto piacere</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 14:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna; Merola]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non conosco Virginio Merola. Il sindaco della mia citta&#8217;, Bologna. Ma ieri ho letto sue dichiarazioni sulla famiglia che mi hanno fatto molto piacere. Spero vivamente che non se ne sia già pentito.</p>
<p><em>Pier Ferdinando </em></p>
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		<title>La maggioranza ha bocciato la moratoria su Equitalia proposta dall&#8217;UDC</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 18:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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		<category><![CDATA[Lavoro e imprese]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il video è relativo alla dichiarazione di voto dell&#8217;on. Mauro Libè sulla mozione UDC.</em></p>
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<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2011/05/24/dal-governo-solo-spot-noi-chiediamo-fatti/">La battaglia dell’Udc per un fisco più giusto</a> è arrivata nell’aula della Camera dove <a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.asp?highLight=0&amp;idAtto=38854&amp;stile=6">la mozione firmata dai deputati centristi</a> è stata discussa e votata. Primo firmatario della mozione è stato l’on. Mauro Libè che questa mattina ha avuto l&#8217;onere della dichiarazione di voto nell’Aula di Montecitorio. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8-Nrdc6W12M">Libè nel suo intervento</a> ha illustrato la proposta dell’Udc che prevedeva una moratoria di almeno un anno per gli importi riscossi da Equitalia per le imprese e famiglie con obiettive difficoltà economiche, la possibilità di ridurre gli interessi delle sanzioni annesse e di prevedere un aumento del numero massimo di rate concesse nelle rateizzazioni da Equitalia, l&#8217;opportunità di promuovere l&#8217;istituzione di un fondo di garanzia che intervenisse a sostegno delle imprese che sono in situazione di obiettiva difficoltà per le pendenze nei confronti degli enti di riscossione di Stato e che si trovassero costrette a licenziare i dipendenti e a fallire, e, infine, impegnava il governo ad adottare iniziative normative volte a utilizzare sui territori regionali i profitti, rappresentati da sanzioni ed interessi.</p>
<p>L’intento della proposta dell’Udc era quello di <strong>distinguere tra evasori e onesti in difficoltà</strong> attraverso una moratoria che consentisse a chi ha sempre pagato di superare questo particolare momento di crisi. La<a href="http://www.agenparl.it/articoli/news/economia/20110607-equitalia-dalla-camera-no-a-moratoria"> Camera ha però respinto la proposta di moratoria</a> sulla riscossione dei tributi da parte di Equitalia, ha pesato per questo il veto del Governo che, pur avendo espresso parere favorevole sul testo, ha dichiarato la propria contrarietà al capoverso in cui si proponeva la moratoria. Rammarico tra i deputati dell’Udc impegnati su questo fronte che vedono maggioranza e governo più interessati a fantomatici trasferimenti di ministeri al nord che non, <a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/06_giugno/07/fisco_udc_maggioranza_non_vuole_moratoria_esecuzioni_equitalia,29941183.html">come ha dichiarato l&#8217;on. Libè</a>,  ad una proposta che mira a tutelare &#8221;chi per anni ha concorso a creare onestamente la ricchezza nazionale e si trova momentaneamente in crisi e che paradossalmente si trova ad essere trattato come un delinquente qualsiasi&#8221;.</p>
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