Tutti i post della categoria: Politica

I moderati soffocano in questo centrodestra. Renzi scelta obbligata

postato il 27 luglio 2015

Pier Ferdinando CasiniL’intervista di Umberto Rosso a Pier Ferdinando Casini pubblicata su “La Repubblica”

«Questo centrodestra a trazione Salvini è immangiabile per i moderati, e finisce per dare a Renzi la responsabilità ma anche l’opportunità di rappresentarne una fascia sempre più ampia».

Senatore Casini, i moderati rischiano di soffocare nel centrodestra?
«Gli spazi politici purtroppo si restringono sempre di più. C’è un convitato di pietra che si chiama Grillo, che sta mettendo radici con il suo populismo e l’antipolitica. Dall’altro, la Lega di Salvini. Che un giorno strizza l’occhio al disastroso referendum di Tsipras e l’altro attacca Alfano sugli immigrati e scatena la caccia all’extracomunitario».

Berlusconi però annuncia un ritorno in pista.
«Ma in realtà tira i remi in barca e perde pezzi. Ha completamente smarrito quel ruolo di grande equilibrista del centrodestra che aveva un tempo, giostrando fra Fini e Tremonti, Casini e Bossi. Era riuscito – e lo riconosco io che non sono certo mai stato alla sua corte ma eletto sempre coi miei voti – a evitare la deriva leghista. Al centrodestra serviva una rifondazione, all’altezza del suo ruolo nel Ppe. Invece è finito nelle mani dell’estremismo di Salvini». [Continua a leggere]

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Casini: “Silvio dà l’egemonia alla Lega. Così apre un’autostrada al Pd”

postato il 11 febbraio 2015

Pier Ferdinando CasiniL’intervista di Andrea Garibaldi a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Corriere della Sera

Pier Ferdinando Casini, dopo una carriera di 35 anni al centro dello schieramento politico, si confessa così: «Io? Faccio con convinzione il presidente della commissione Esteri del Senato. Credo che i partiti abbiano bisogno di protagonisti nuovi. Se qualcuno si profila posso dargli consigli. Se non me li chiedono, li capisco».

Ha rischiato di diventare presidente della Repubblica.
«Tsipras in Grecia proporrà come presidente un esponente del Partito popolare europeo scelto dal suo avversario, Samaras. Renzi avrebbe potuto scegliere questa strada accettando le proposte di Berlusconi e Alfano, cioè Amato e il sottoscritto».

Lei ha sperato?

«Fa piacere che il mondo moderato mi abbia indicato e sono grato anche a Berlusconi, dopo anni di incomprensioni. Ma non mi sono mai illuso. Ero sicuro che Renzi cercasse di compattare il Pd piuttosto che gettare un ponte verso il centrodestra. Ma tutto è bene quel che finisce bene».

Che presidente sarà Mattarella?

«Scrupoloso e serio, terrà conto delle ragioni di chi non lo ha votato, come e più di quelle di chi lo ha sostenuto». [Continua a leggere]

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Casini: ora da Renzi la scossa per il Sud

postato il 17 agosto 2014

«Forza Italia? Fa già parte della maggioranza»

Pier Ferdinando Casini

L’intervista di Francesco G. Gioffredi a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Quotidiano di Puglia

L’autunno della scossa alle riforme e dello sprint alla crescita. L’autunno, anche, del ciclo politico che entra nel vivo e promette svolte e scenari tra le mura di partiti e coalizioni. E poi il 2015, che in Puglia sarà l’orizzonte delle elezioni regionali. Mesi ad alto voltaggio, e l’analisi di Pier Ferdinando Casini affronta tutti i nodi. Il leader Udc anche quest’anno ha scelto il Salento per la pausa estiva: «Ormai faccio i 20 anni di nozze col Salento. E spero di tornarci per altri 20. Ci sono tanti amici, come per esempio Luigi Melica, una persona che stimo molto».

Il Sud torna alla ribalta dell’agenda Renzi, almeno nelle dichiarazioni programmatiche. Il premier promette un tour periodico e un monitoraggio costante della spesa dei fondi europei. È davvero l’ultima chiamata per il Mezzogiorno, soprattutto in vista del ciclo di programmazione 2014-2020?
«Personalmente sono davvero preoccupato dalla parcellizzazione della spesa. Finanziare micro-interventi settoriali vuol dire solo sprecare grandi occasioni, quando invece occorrerebbe individuare alcune opere strategiche per rilanciare davvero il Sud. Sì, è vero: il Mezzogiorno è una risorsa per l’intero Paese, ma a forza di dichiararlo rischiamo di perdere tempo prezioso».

Proprio per non dissipare più fondi e – in generale – chance, non sarebbe meglio accentrare il controllo della spesa nell’Agenzia della coesione territoriale?
«È un tema che comporta inevitabilmente riflessioni amare sulla condotta delle Regioni stesse. Si è tanto parlato di federalismo, ma noi siamo stati tra i pochi a votare contro quel provvedimento in salsa leghista. C’è senza dubbio la necessità di ripensare l’assetto delle Regioni. Detto ciò, sono contrario a provvedimenti punitivi, ma bisogna necessariamente prendere atto di quanto non è stato fatto in merito alla spesa dei fondi europei. E allora, piuttosto che perderli, meglio accentrare: mai come in questo caso il fine giustifica i mezzi». [Continua a leggere]

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Casini: «Il centrodestra va rifatto. Ma senza il Cav non si può»

postato il 15 agosto 2014

Nell’Udc ho dato: dissidi con Berlusconi, ma la legittimazione la danno gli elettori. Giusta la lista con Alfano, ora via alla costituente popolare

Pier Ferdinando Casini

L’intervista di Barbara Romano a Pier Ferdinando Casini pubblicata su “Libero”

«Mi piace stare in questo ufficio. È un tributo a una stagione politica di cui la storia darà un giudizio molto più positivo di certo opinionismo da strapazzo». L’ufficio è quello che fu di Giulio Andreotti a Palazzo Giustiniani. E lui è Pier Ferdinando Casini. «Io sono un democristiano come Andreotti e non sono pentito. La stagione dei pentimenti arriva per chi ha qualcosa da farsi perdonare».

E così si scopre che l’allievo di Forlani in realtà è figlio di Belzebù.
«Mai stato andreottiano. Neanche nella Dc. Dell’Andreotti politico non ho nessuna nostalgia. Lui per me è stato un esempio per il modo in cui ha vissuto il suo calvario giudiziario. La sua fiducia nello Stato e la pazienza verso le angherie che ha subito sono le qualità fondamentali per chi fa politica».

Andreotti fu 7 volte premier. Lei, invece…
«Se mi reincarno, magari…».

Intanto però è disoccupato.
«Io milito nell’Udc. I più ridicoli sono quelli che non capiscono che le stagioni passano. Sono stato capopartito per tanti anni e non ho più intenzione di farlo. Mi trovo benissimo a fare il presidente della commissione Esteri dove ho discusso fino agli ultimi giorni dei cristiani perseguitati in Iraq. Oggi sono queste le sfide che mi interessano. Di quello che succede nel comitato provinciale dell’Udc di Vercelli non me ne può fregare di meno». [Continua a leggere]

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Uniti per fermare i populisti ma no ai matrimoni di convenienza

postato il 18 maggio 2014

Non parteciperò alle primarie. Spazio ai giovani
Pier Ferdinando Casini

L’intervista a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Mattino di Maria Paola Milanesio

Senatore Pier Ferdinando Casini, dopo che anche Silvio Berlusconi ha definito inevitabile un’alleanza con il Ncd, sembra che al patto tra i moderati manchi solo la firma del notaio.
«C’è un interesse comune della democrazia italiana ed è evitare che il populismo trionfi su tutta la linea. In questo contesto la prospettiva di un bipolarismo tra Matteo Renzi e Beppe Grillo delinea il rischio di una democrazia incompiuta. Per dirla in altre parole: gli elettori non possono essere obbligati a scegliere tra sinistra e M5S».

Ma se il campo moderato è rimasto sguarnito è anche perché sono venuti meno i consensi nei confronti delle forze di centro.
«È vero che dopo 20 anni il mondo moderato rischia di essere ”non pervenuto” e le ragioni di questa assenza sono molte. Tuttavia, noi abbiamo il dovere di ragionare su come dare voce a chi non si riconosce né in Renzi né in Grillo».

Mette i due leader sullo stesso piano?
«Stando così le cose, ciascuno di noi spera che sia il Pd il primo partito». [Continua a leggere]

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Il mio sogno è concorrere alla riunificazione dei popolari

postato il 14 maggio 2014

Serve un cambio di politica a livello europeo o faremo vincere forze come quella di Grillo

Pier Ferdinando CasiniL’intervista di Carlo Muzzi a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Giornale di Brescia

Tra Europa e la rinnovata sfida di un contenitore italiano dei moderati. Corre lungo questi temi il dialogo con Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione esteri del Senato, ieri a Brescia per un dibattito.

Come vede il voto per le elezioni europee?

Purtroppo come spesso capita in Italia, in occasione delle Europee si affrontano tutti i temi salvo quelli legati all’Europa. Mi piacerebbe invece che si discutesse delle politiche connesse all’Ue parlando ad esempio di crescita invece che di rigore.

 Cosa pensa del fenomeno dell’euroscetticismo?

Penso che non basti più l’euroretorica per battere i populismi e la demagogia antipolitica. I cittadini si vedono distanti dall’Unione europea soprattutto se la politica di Bruxelles resta caratterizzata da una ragionieristica tecnocrazia e intrappolata nella matematica del rigore e dei conti. O si torna a parlare di sviluppo, occupazione e crescita oppure la recessione che ha colpito l’Europa non ci permetterà di crescere.

  [Continua a leggere]

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Riforme o baratro. La palude ingrassa Grillo

postato il 8 maggio 2014

I fatti dell’Olimpico evidenziano un’emergenza nazionale, lo Stato ha perso autorità. Basta attaccare i poliziotti, sono servitori della Repubblica che fanno il loro dovere
Pier Ferdinando Casini
L’intervista di Alberto Gentili a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Messaggero

Presidente Casini, le riforme in Senato arrancano. Ce la farà il governo?
«Le riforme si devono fare. Ed è assurdo che qualcuno non abbia ancora capito che senza riforme la perdita di credibilità dell’Italia e della politica sarebbe totale e definitiva. Qualcuno pensa che Renzi stia mettendo un eccesso di enfasi, forse per ragioni elettorali. Ma ho costatato parlando con la Merkel quanta valenza si dà in Europa al tema delle riforme: il superamento del bicameralismo non è meno importante del pareggio di bilancio».

Anche nel suo gruppo e nel Pd c’è chi non ha capito: l’ordine del giorno di Calderoli è passato grazie al voto di Mario Mauro e all’assenza di Mineo.
«Rispetto i miei colleghi. Ma Mauro per primo sa che non condivido il suo voto. Tra l’altro in una compagnia assai discutibile, se si pensa che l’ordine del giorno è passato con i voti di Cinquestelle e Sel. Soprattutto non condivido i contenuti: se esamino le competenze che si vogliono trasferire alle Regioni, sbalordisco. La riforma del titolo V non è servita a farci capire i danni di un eccesso di regionalismo?». [Continua a leggere]

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Marò: la strada internazionale è quella giusta

postato il 24 aprile 2014

marò CasiniMi sembra che la strada intrapresa dal governo sia quella giusta. La scelta di chiedere la risoluzione internazionale della controversia tra Italia e India è stata sollecitata dal Parlamento che ha espresso più volte la completa sfiducia del sistema giudiziario indiano che, dopo due anni, non è ancora riuscito a fornire nemmeno un capo d’imputazione per i nostri militari. Perciò, credo che questo cambio di strategia, sia un atto dovuto e giusto. Le elezioni politiche in programma in maggio in India sono state e sono tuttora condizionanti. Sono certo che, dal giorno dopo le elezioni, si avrà maggiore realismo da parte di tutti.

Pier Ferdinando

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Napolitano: suo richiamo a riforme monito per tutti

postato il 18 aprile 2014

Pier Ferdinando CasiniIl Capo dello Stato merita la riconoscenza di tutti gli italiani per il supplemento di lavoro a cui si è sottoposto, garantendo una soluzione alla drammatica crisi che abbiamo affrontato. Il suo richiamo a riforme condivise tra maggioranza e opposizione costituisce un monito per tutti: un conto è il lavoro dell’esecutivo, un altrol’individuazione di un nuovo vestito istituzionale per l’Italia del futuro.
Questa grande riforma va discussa in Parlamento ed è necessario assecondare lo sforzo di chi si è impegnato a vararla fuori dal perimetro ristretto delle forze che sostengono il governo, perché vi sia un più ampio accordo tra maggioranza e opposizione. La vigile azione del Presidente della Repubblica, rispettosa delle prerogative parlamentari e dell’equilibrio tra le parti, resta per noi un presidio essenziale.

Pier Ferdinando

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Dopo Europee, squadra moderati superi divisioni

postato il 16 aprile 2014

Pier Ferdinando CasiniRenzi deve riuscire ad approvare il testo sulle riforme costituzionali prima del 25 maggio. Grillo è nervoso perché capisce che una politica che taglia se stessa, è una politica che incomincia a fargli male, a dargli fastidio. Una politica che riesce a superare il bicameralismo perfetto è il segnale che qualcosa cambia nel nostro Paese.
Lo schema che purtroppo rischia di esserci per il futuro è un bipolarismo costruito tra Renzi e Grillo, tra una politica che si riforma e un’antipolitica che si propone. Ma la colpa è nostra, è di noi moderati che non sappiamo andare oltre le nostre divisioni, le nostre piccole particolarità, le nostre listine che si disperdono in mille rivoli.
Questo sarà il tema vero, dopo le elezioni europee: la possibilità di rimettere in campo una squadra di moderati che sappia superare le vecchie divisioni.

Pier Ferdinando

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