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	<title>Pierferdinando Casini &#187; Interventi</title>
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		<title>Casini: &#8220;Indietro non si torna, il decreto si può solo migliorare&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 10:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ tempo di riforme, cominciamo dalla giustizia L&#8217;intervista pubblicata su &#8216;Il Messaggero&#8217; di Barbara Jerkov Per le categorie interessate il pacchetto liberalizzazioni pretende di far troppo. Per il Pd troppo poco. Berlusconi si è detto deluso dal governo dei tecnici prevedendo: «Presto verremo richiamati noi». E il suo giudizio presidente Casini? Il decreto Monti ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>E’ tempo di riforme, cominciamo dalla giustizia</strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC_0630.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24444" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC_0630-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></strong>L&#8217;intervista pubblicata su &#8216;Il Messaggero&#8217; di Barbara Jerkov</em></p>
<p>Per le categorie interessate il pacchetto liberalizzazioni pretende di far troppo. Per il Pd troppo poco. Berlusconi si è detto deluso dal governo dei tecnici prevedendo: «Presto verremo richiamati noi».</p>
<p><strong>E il suo giudizio presidente Casini? Il decreto Monti ha fatto troppo o troppo poco?</strong><br />
«I giudizi contrapposti sono la miglior certificazione che si è mosso qualcosa di importante», risponde il leader dell&#8217;Udc. «Si doveva mettere in moto un gigante, non era facile rompere le incrostazioni e l&#8217;immobilismo di anni. Il bicchiere è mezzo vuoto e mezzo pieno, d&#8217;accordo; per me ciò che conta è che sia mezzo pieno. Se era tutto così semplice da fare, allora perché non l&#8217;hanno fatto in governi precedenti?».</p>
<p><strong>Pdl e Pd già preannunciano una massa di emendamenti in Parlamento. Il Terzo Polo farà altrettanto?</strong><br />
«Siamo sempre disponibili a introdurre elementi migliorativi. Se invece qualcuno pensa di bussare alle nostre porte per annacquare gli elementi di concorrenza, si risparmi pure la fatica perché noi pensiamo che a forza di recepire le istanze corporative l&#8217;Italia sta morendo».<span id="more-25066"></span></p>
<p><strong>Che cosa le sarebbe piaciuto veder affrontato con maggior coraggio?</strong><br />
«E&#8217; chiaro che l&#8217;approccio è stato per forza di cose gradualistico. Sui servizi pubblici locali e sulla rete gas si è cominciato a incidere, vedremo come si materializzerà la riforma in concreto dal momento che molti di questi provvedimenti oggi si mettono appena in marcia, poi sarà necessario tutto un iter lungo e complesso per portarli a compimento Le confesso che il timore che anche questa volta non si incidesse sullo scorporo della rete gas c&#8217;era, invece si è arrivati a una decisione di principio importante».</p>
<p><strong>Altrettanto soddisfatto su assicurazioni e banche?</strong><br />
«Sulle assicurazioni non sarà una rivoluzione, ma un&#8217;attenzione maggiore al cliente è innegabile. Del resto tutto il decreto è destinato ad allargare la concorrenza e più concorrenza significa prezzi più competitivi e clienti potenzialmente più soddisfatti. Quanto alle banche effettivamente c&#8217;è ancora da fare».</p>
<p><strong>Benzina?</strong><br />
«Il sistema rimane tendenzialmente in mano alle grandi compagnie. Qui francamente penso anch&#8217;io che si poteva avere più coraggio».</p>
<p><strong>Professioni?</strong><br />
«Si va nella giusta direzione. Trovo molto giusto il tirocinio nelle università, è un aiuto ai giovani e una spinta a muoversi sciogliendo un bel po&#8217; di lacci e lacciuoli».</p>
<p><strong>E veniamo a farmacie e taxi, due categorie scese sul piede di guerra. Sono stati davvero penalizzati più di altri?</strong><br />
«Proprio non penso, anche qui si poteva fare ben di più. Si è scelta invece la strada di ampliare la concorrenza, inserendo norme innovative e interessanti che stimolano la fantasia imprenditoriale e, ancora una volta, la concorrenza».</p>
<p><strong>Venendo ai giudizi più strettamente politici, l&#8217;altro giorno Berlusconi ancora una volta ha bocciato seccamente l&#8217;operato del governo, ieri invece Alfano è intervenuto per esprimere apprezzamento e assicurare il sostegno pieno del Pdl al decreto in Parlamento. Un Pdl a due facce: qual è quella vera?</strong><br />
«E&#8217; chiaro che il Pdl ondeggia tra il populismo catastrofista di chi ritiene che nulla sia cambiato e il realismo di chi invece sta favorendo il percorso di Monti. Alfano mi sembra interpreti questa seconda faccia, Berlusconi come al solito le rappresenta tutte e due. Resta il fatto che non penso si possa minimizzare il risultato di Monti. Monti ha fatto tornare l&#8217;Italia sulla scena europea da protagonista. Lo spread sta diminuendo seppur lentamente: negli ultimi giorni è sceso di quasi cento punti. Il decreto sulle liberalizzazioni è un segnale concreto. Allora perché minimizzare tutto questo?».</p>
<p><strong>Perché, presidente?</strong><br />
«Capisco che sia una strada difficile per il Pdl, non voglio banalizzare. Personalmente però non credo che questo ondeggiare continuo tra due stati d&#8217;animo opposti convenga loro: anche al Pdl dovrebbe interessare potersi intestare il sostegno a un governo che ha già realizzato tanto. Il rischio vero, così facendo, è che non riescano ad avere alla fine né il dividendo del sostegno a&#8217;ìfenti né quello di chi sta sul serio all&#8217;opposizione».</p>
<p><strong>Nel Pdl c&#8217;è chi, come il vicepresidente della Camera Lupi, ha parlato di un&#8217;Opa di Casini sugli azzurri. Cosa risponde? </strong><br />
«Considero quella di Lupi la battuta di un amico rivolta a un altro amico. Non c&#8217;è nessun&#8217;Opa di alcuno su alcunché. Io credo che i partiti debbano semplicemente di fare il loro dovere, poi a giudicarli saranno i cittadini. Ciascuno è artefice del proprio destino: noi siamo stati artefici del nostro restando all&#8217;op posizione dei governi di Prodi e di Berlusconi, noi siamo stati artefici del nostro destino rifiutando di entrare nel Pdl. Noi saremo artefici del nostro destino in base alla modalità in cui saremo credibili nel sostegno a Monti».</p>
<p><strong>Sin dal primo giorno di questo governo lei ha detto che le alleanze future dipenderanno da come si sta in questa maggioranza. L&#8217;altro giorno, proprio sul Messaggero, Pisanu l&#8217;ha invitata ad aprire un canale di dialogo privilegiato con Alfano. Pensa di seguire il consiglio?</strong><br />
«Io dialogo con tutti. Dialogo con Alfano, che stimo e che come me sta nel Ppe. Dialogo con il Pd, che ha avuto un grandissimo merito che riconosco loro ogni giorno: se si fosse andati a votare avrebbero vinto, invece hanno capito che c’era un Paese da salvare e hanno accettato una scelta che dal punto di vista egoistico non so quanti partiti avrebbero fatto. Quanto a noi dell&#8217;Udc, il nostro segretario ha detto chiaramente che faremo un congresso, disponibili ad azzerare il partito non appella si creeranno le condizioni per nuove convergenze».</p>
<p><strong>Non è già il progetto del Terzo Polo questo?</strong><br />
«Il Terzo Polo deve ulteriormente aprirsi alla società civile, al mondo cattolico. E, perette no, anche a tanti protagonisti dell&#8217;attuale esecutivo di cui non bisogna essere gelosi o &#8216; aver paura, spero anzi che entrino in politica e ne siano protagonisti».</p>
<p><strong>Sta parlando di una nuova e più vasta area moderata destinata a candidare lo stesso Monti?</strong><br />
«Monti lasciamolo in pace! Sostengo con troppa lealtà il governo per creargli difficoltà tirandolo da una parte o dall&#8217;altra. Monti è l&#8217;unico che non ha bisogni di candidarsi essendo già senatore a vita, e ripete sempre che non si presenterà alle elezioni. Ma certamente non possiamo interdire la politica ad altri».</p>
<p><strong>Chi, per esempio?</strong><br />
«Non faccio nomi per non mettere in difficoltà nessuno, ma le ribadisco che noi siamo disposti a tutto, anche ad azzerare il nostro partito se questo serve a un progetto più alto e più ampio. Né ci interessa intestarci alcuna paternità. Ormai gli uomini della provvidenza non sono più di moda».</p>
<p><strong>Questa eventuale scomposizione e ricomposizione dei partiti dipende dalla nuova legge elettorale o è indipendente da questa?</strong><br />
«Tutti sanno qual è la legge elettorale che mi piacerebbe: quel sistema tedesco che ha garantito alla Germania cinquant&#8217;anni di alternanza bipolare tra socialisti e democristiani, ma che quando il Paese ne ha avuto la necessità ha consentito una larga coalizione. Un sistema che ha questa dose di flessibilità e di aderenza ai bisogni reali mi piace. Ciò premesso, e anche se dicendo questo so che deluderò molti colleghi della politica, io sono indifferente ai sistemi elettorali. Le forze politiche, se rappresentano esigenze reali della società, non sono né favorite né danneggiate dai sistemi elettorali. Quale che sia la legge noi abbiamo la convinzione di essere protagonisti, per questo siamo aperti a tutte le soluzioni, che siano alla tedesca alla francese o alla spagnola. Fatta salva l&#8217;esigenza, cui ci ha richiamato il capo dello Stato, di restituire ai cittadini la scelta dei parlamentari».</p>
<p><strong>Il presidente Napolitano sta svolgendo un ruolo chiave nel favorire le condizioni per la ripresa di un confronto concreto in Parlamento sulle riforme.</strong><br />
«E noi rispondiamo al suo appello rispondiamo: presente! Siamo convinti che la politica non solo debba assecondare l&#8217;impegno del governo sui temi economico-sociali, ma debba fare di più. Primo: riformare se stessa, con la riforma del bicameralismo perfetto, dei regolamenti parlamentari e della legge elettorale. Secondo: bisogna chiudere vent&#8217;anni di contrapposizione tra potere giudiziario e potere legislativo».</p>
<p><strong>In che modo, presidente?</strong><br />
Aver votato la scorsa settimana tutti insieme una mozione approvando a larghissima maggioranza la relazione del ministro Severino al Parlamento deve indicarci la prossima grande riforma da affrontare: proprio quella della giustizia. Ci sono tante riforme a costo zero che possono rendere finalmente più efficiente il sistema giudiziario italiano. E altre, come le intercettazioni, su cui si deve raggiungere un equilibrio di civiltà. In queste ore sono in Calabria, una regione martoriata dalla &#8216;ndrangheta. Abbiamo il dovere di alzare il tasso etico del nostro Paese e questo non si può fare se non c&#8217;è una ricomposizione tra il mondo della giustizia e il mondo della politica. La politica deve fare autocritica, ma pure il mondo della magistratura deve riflettere su certi eccessi di questi anni. La politica deve difendersi dai fenomeni criminali e deve essere aiutata a difendersi. E allo stesso tempo, dalla delegittimazione della magistratura a tutti i livelli non può che derivare un abbassamento del tasso etico. Ecco, anche su tutto questo è giunto il momento di una svolta».</p>
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		<title>Mozione unitaria per sostegno al governo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 18:42:12 +0000</pubDate>
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Gran parte delle nostre difficoltà vengono dal pregresso italiano ma anche dallo stato un po&#8217; confusionale che c&#8217;e&#8217; in Europa.<br />
Quindi abbiamo convenuto sul fatto che il governo si possa e si debba presentare al vertice del 30 a Bruxelles con il supporto forte di una mozione parlamentare con il più ampio consenso possibile appoggiata da Terzo polo, Pdl, Pd e dalle forze che vorranno essere disponibili a questa intesa nazionale.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
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		<title>Casini: &#8220;Sulla legge elettorale l&#8217;accordo in aula è possibile&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 08:04:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’intervista di Marcello Sorgi pubblicata su ‘la Stampa’ Presidente Casini, tutti i veli sono caduti: -oggi Monti incontra voi segretari della maggioranza alla luce del sole, senza più doversi nascondere. Com&#8217;è nata la svolta? «Vede, in politica c&#8217;è sempre un po&#8217; di ipocrisia: da quando è nato il governo, ci siamo visti con Monti, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2012/01/casini_lastampa_160112.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24945" title="casini_lastampa_160112" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2012/01/casini_lastampa_160112-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a>L’intervista di Marcello Sorgi pubblicata su ‘la Stampa’</em></strong></p>
<p>Presidente Casini, tutti i veli sono caduti: -oggi Monti incontra voi segretari della maggioranza alla luce del sole, senza più doversi nascondere.<br />
<strong>Com&#8217;è nata la svolta?</strong><br />
«Vede, in politica c&#8217;è sempre un po&#8217; di ipocrisia: da quando è nato il governo, ci siamo visti con Monti, come tra noi della maggioranza, altre volte. Domani è la prima volta che accade ufficialmente, ma non direi che è un fatto sconvolgente».</p>
<p><strong>Sarà soddisfatto, lei che ha tanto premuto per far uscire questa maggioranza dalla clandestinità.</strong><br />
«A me sembra normale che con tutto quel che sta accadendo e nel vivo di un cambiamento positivo di rapporti tra Italia e Europa, chi appoggia il governo discuta delle prospettive. Se vuole la mia valutazione, ritengo che noi abbiamo fatto il primo passo per uscire dall&#8217;isolamento in cui eravamo con il governo Berlusconi, abbiamo dimostrato di poter essere credibili con la manovra di dicembre, con gli impegni presi per il pareggio di bilancio nel 2013 e con il programma di liberalizzazioni che sta per essere varato. Adesso però dobbiamo trovare il modo di ottenere dall&#8217;Europa risposte concrete sul rafforzamento del fondo salva-Stati, sul ruolo della Bce e sull&#8217;effettiva difesa dell&#8217;euro dagli attacchi speculativi che continuano».<span id="more-24935"></span></p>
<p><strong>Non crede che l&#8217;Italia paghi ancora il prezzo dell&#8217;appoggio incerto dei partiti al governo? Non passa giorno che non si alzi qualcuno a dire che Monti deve avere più rispetto per i politici, altrimenti…</strong><br />
«Da parte mia come del Terzo polo non c&#8217;è nessuna intermittenza nell&#8217;appoggio al governo, che sosteniamo a testa alta. E per quanto riguarda la maggioranza, per noi è politica come sono tutte quelle che votano i governi in Parlamento, ci mancherebbe altro».</p>
<p><strong>E allora perché tutte queste precisazioni? Non è il nostro governo, non è la nostra manovra: certi momenti sembra ci sia una gara a prendere le distanze da Monti.</strong><br />
«Se guarda la sostanza converrà che il governo finora ha potuto realizzare il suo programma. Che poi i partiti intervengano per chiedere qualche aggiustamento, anche questo rientra nella normalità dei rapporti politici. E che dopo vent&#8217;anni di bipolarismo imperniato sulla reciproca demonizzazione di Berlusconi e dei comunisti, Alfano e Bersani si muovano con cautela è comprensibile. Noi per questo avevamo proposto un armistizio politico con l&#8217;ingresso nel governo anche dei rappresentanti dei partiti. Sarebbe stata una soluzione più forte».</p>
<p><strong>Per questo gira voce di un rimpasto per rafforzare il governo inserendo ministri politici? </strong><br />
«Lo escludo. Non ha più senso riaprire quel discorso. Ormai il governo così com&#8217;è deve poter lavorare in pace e arrivare alla sua scadenza».</p>
<p><strong>La scadenza naturale del 2013, o le elezioni anticipate, di cui malgrado tutto si continua a parlare?</strong><br />
«Io quando sento ancora discutere di elezioni anticipate mi domando se chi ci pensa ha capito veramente in che situazione ci troviamo. L&#8217;idea che questo governo debba essere considerato una parentesi, da chiudere al più presto, per tornare alla normalità, circola purtroppo, ma è fuori dalla realtà. Occorre rendersi conto che se abbiamo dovuto chiamare Monti a fare quel che sta facendo è dipeso dall&#8217;incapacità della politica di affrontare i problemi che essa stessa aveva creato. Era tutto chiaro da tempo: ma né Prodi, né Berlusconi, con i loro due ultimi governi, sono stati in grado di trovare e mettere in pratica le soluzioni. Con questo non voglio dire che la colpa sia solo loro, anzi Alfano ha ragione quando dice che è ingiusto scaricare le responsabilità solo sul governo appena caduto».</p>
<p><strong>Però c&#8217;è anche chi obietta che, dopo tutti gli sforzi imposti da Monti, la crisi è allo stesso punto.</strong><br />
«Chi pensa questo sbaglia. Abbiamo molti anni da recuperare. Per decenni la politica ha consentito al Paese di vivere al di sopra delle proprie possibilità, scaricando il debito sulle future generazioni. Magari fosse questione di settimane, o di mesi. La strada è molto lunga e sulla nostra capacità di resistenza ci giochiamo tutto, a cominciare dalla nostra credibilità in Europa. L&#8217;idea che non siamo capaci di darci regole severe per sempre in fondo è quel che giustifica le resistenze tedesche -della Merkel e dell&#8217;opinione pubblica del suo paese &#8211; a venirci incontro».</p>
<p><strong>Tra i peones del Parlamento si teme che la permanenza del governo tecnico, specie se produrrà risultati, possa far apparire la politica come origine dei guai.</strong><br />
«Se la politica sa approfittare di questa fase per riformare se stessa, un timore del genere è ingiustificato. Abbiamo molto da fare: non si tratta solo di agire sui costi della politica, ma di riformare il bicameralismo, i regolamenti, la legge elettorale».</p>
<p><strong>E lei crede davvero che si possa far questo nei pochi mesi di qui alla scadenza del 2013?</strong><br />
«Io penso che un&#8217;intesa su questi punti sia possibile e a portata di mano. Sulla distinzione di ruoli tra Senato e Camera c&#8217;è larga condivisione. La riduzione del numero dei parlamentari di almeno cento dalla prossima legislatura e di un terzo a partire dalla successiva è assolutamente necessaria. E sui regolamenti Luciano Violante ha messo a punto un progetto assai puntuale. Certo, si tratta di lavorare seriamente. Se invece continuiamo a vivacchiare, allora sì, il rischio che la sfiducia nella politica prevalga è reale».</p>
<p><strong>Non le chiedo dell&#8217;antipolitica: se la sono presa con lei e con due suoi colleghi perché a Natale siete andati alle Maldive. Ma sia sincero: si è pentito di avere scelto quella vacanza in un clima come questo?</strong><br />
«Le dico la verità: se dopo tanti anni di vita politica messi continuamente al vaglio degli elettori, il rilievo è di essere andato in vacanza dieci giorni con la mia famiglia, me lo prendo e accetto le critiche. Ma attenti a spingere il qualunquismo, perché per questa strada si arriva a contestare il cotechino di Monti e a scoprire che se lo è pagato di tasca sua».</p>
<p><strong>Secondo lei il voto della Camera che ha negato l&#8217;autorizzazione all&#8217;arresto di Cosentino incoraggia o no l&#8217;antipolitica?</strong><br />
«Duole dirlo: incoraggia. Quando un ex ministro dell&#8217;Interno appena uscito dal Viminale come Maroni sostiene che le accuse contro il deputato erano fondate e non c&#8217;era fumus persecutionis, il Parlamento avrebbe avuto il dovere di accontentare le richieste dei magistrati».</p>
<p><strong>E come mai l&#8217;Udc ha dato libertà di voto ai suoi parlamentari?</strong><br />
«Sulle questioni personali noi garantiamo la libertà di coscienza. Ma la posizione del partito, per come è stata esposta in aula, era chiarissima».</p>
<p><strong>Lei era contrario ai referendum elettorali. Adesso che la Corte costituzionale li ha bocciati, non crede sarà più difficile trovare un&#8217;intesa per cambiare il Porcellum?</strong><br />
«Non sono pessimista sulla legge elettorale. Credo che un accordo sia possibile se tutti mettiamo sul tavolo le nostre proposte e ci prepariamo a discuterne in modo costruttivo. Noi per esempio siamo favorevoli a un sistema proporzionale con sbarramento alla tedesca e siamo pronti a mantenere l&#8217;indicazione del candidato premier prima del voto, in modo che i cittadini possano scegliersi il governo, e non solo il partito. L&#8217;importante è uscire dai sistemi rigidi, dalle coalizioni forzose, che in tutti questi anni ci hanno dato governi che non riuscivano a governare. In Germania, quando si va a votare, gli elettori sanno che l&#8217;alternativa è tra democristiani e socialisti. Ma sanno anche che in caso di necessità può accadere che si faccia la grande coalizione».</p>
<p><strong>Com&#8217;è accaduto in Italia?</strong><br />
«Zitto! Non lo sa che in Italia certe cose non si possono ancora dire?».</p>
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		<title>Casini: «Il governo va bene e deve fare ancora tante riforme per l&#8217;ltalia»</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 07:53:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’intervista pubblicata su l’Unità di Susanna Turco Con Monti l&#8217;Italia è tornata al centro del ring, e ora i compiti li devono fare tutti, Merkel compresa». «La politica italiana deve autoriformarsi in fretta, a partire dalla riduzione dei parlamentari». «Il referendum? A prescindere dalla Consulta, la legge elettorale va cambiata comunque». Di ritorno da una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>L’intervista pubblicata su l’Unità di Susanna Turco </em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC_0630.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24444" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/12/DSC_0630-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></em></strong>Con Monti l&#8217;Italia è tornata al centro del ring, e ora i compiti li devono fare tutti, Merkel compresa». «La politica italiana deve autoriformarsi in fretta, a partire dalla riduzione dei parlamentari». «Il referendum? A prescindere dalla Consulta, la legge elettorale va cambiata comunque». Di ritorno da una vacanza alle Maldive oggetto di polemiche che liquida con una battuta («sì, stavo in un club esclusivo con cinquecento italiani») Pier Ferdinando Casini, leader Udc e grande sponsor dell&#8217;attuale governo, parla della fase due che va a incominciare: per l&#8217;esecutivo, e per i partiti. Con sguardo lungo sul Centro: «Un grande rassemblement dei cattolici? Più che temerlo lo auspico. Chi lo condivide, nel Pdl e nel Pd, non dovrebbe sottrarsi».</p>
<p><strong>Prima Sarkozy, a breve la Merkel: come giudica la missione europea di Monti?</strong><br />
«Finalmente siamo di nuovo al centro del ring. L&#8217;Italia è sempre stata un Paese fondamentale per gli equilibri europei, e oggi torna ad essere indispensabile. La fase è delicatissima, ma è importante che ci sia chi, come Monti, parla del nostro Paese dicendo ciò che va detto anche a Francia e Germania. Abbiamo fatto i compiti a casa, adesso tutti devono farli. Intendo dire che anche la Merkel deve porsi il problema. Comprendo le motivazioni del suo pressing perché ci sia una presa di coscienza e si cambi passo: ma una volta provocato l&#8217;elettroshock, se la Germania non è lesta rischia di finire anche lei sotto le macerie dell&#8217;Europa».<span id="more-24808"></span></p>
<p><strong>Cosa vede sul tavolo, in vista del consiglio europeo di fine gennaio?</strong><br />
«Alcune incongruenze ormai sono evidenti e vanno affrontate subito. Prima fra tutte il ruolo della Bce: non possiamo pensare che agisca come la Federal reserve, però deve avere la possibilità di muoversi con maggior snellezza e fluidità. Ma penso anche alla riduzione della quota di debito per i Paesi che superano il 60 per cento del rapporto debito/Pii, e alla possibilità di defalcare gli investimenti strutturali dal calcolo del deficit rispetto al Pil. Questioni che ormai riguardano tutti. Per tornare a Monti, ciò che ha fatto ci rende fiduciosi: a partire dalla manovra, che è stata anche la precondizione per avere voce in capitolo in Europa. Questa era la strada, altro che chiedere alla Germania &#8211; come si è fatto l&#8217;estate scorsa &#8211; l&#8217;emissione degli Eurobond. Perché non basta chiedere: bisogna costruire le condizioni per dare alla Merkel la possibilità di spiegare alla sua opinione pubblica che sono indispensabili».</p>
<p><strong>In poche settimane l&#8217;atteggiamento della Francia è cambiato, pensa che cambierà anche quello della Germania?</strong><br />
«Non lo so. La Francia rischia, il loro non è stato un atto di filantropia, ma di intelligenza. Lo stesso dovrebbe fare anche la Merkel. Ma voglio avere fiducia, spero che sin qui abbia fatto un calcolo azzardato ma lucido».</p>
<p><strong>Il governo Monti è chiamato a gestire la fase due. Passera ha parlato combattivamente di un decreto al mese.</strong><br />
«II problema non è la contabilità dei decreti, ma la sostanza. Si dovrebbe procedere anzitutto alle liberalizzazioni: colpendo però tutti, non i soliti noti. Senza dimenticare, per esempio, i servizi pubblici locali. Ecco, mi auguro che non si guardi in faccia a nessuno, solo così le liberalizzazioni avranno corso in Parlamento».</p>
<p><strong>Cosa metterebbe ancora nell&#8217;agenda delle riforme?</strong><br />
«L&#8217;evasione fiscale, stando attenti a non alimentare l&#8217;odio sociale. Perché la ricchezza tante volte è prodotto di lavoro e sacrificio. Il peccato è la ricchezza parassitarla. E quella illegale è peccato mortale».</p>
<p><strong>Condivide i blitz della Finanza?</strong><br />
«Certo: la lotta all&#8217;evasione è fatta anche da simboli, ed è sacrosanto far capire che evadere è un ladrocinio. Esprimo anzi la mia solidarietà ad Attilio Befera, direttore dell&#8217;Agenzia delle Entrate: è assurdo che oggi diventi lo spauracchio del centrodestra, dopo aver avuto la fiducia del governo Berlusconi».</p>
<p><strong>Che altro dovrebbe fare il governo?</strong><br />
«Concentrarsi sulla crescita. E qui ci vuole un po&#8217; di fantasia, perché non sono molto persuaso che nuovi Cipe sbloccheranno tutte queste somme. Dopo tre anni di annunci rivelatisi bufale, ho una certa diffidenza. Infine, ci sono altre emergenze, come le carceri e la criminalità. Sulla giustizia si possono fare tante riforme a costo zero: le pene alternative al carcere, la riduzione delle circoscrizioni giudiziarie, maggiori garanzie per gli imputati evitando espedienti dilatori».</p>
<p><strong>Marco Follini ha invitato a riempire di contenuti anche l&#8217;agenda dei partiti, per ora piuttosto smilza. La vostra fase due?</strong><br />
«I partiti hanno avuto l&#8217;intelligenza di dichiarare l&#8217;armistizio, però è adesso che si giocano la loro credibilità. In altre parole, dobbiamo autoriformarci, dimostrando di avere la capacita di fare scelte anche dolorose. O il problema diventerà davvero stabilire chi ha pagato il cotechino di Monti. Ed è già allucinante che lui debba spiegare che il cotechino l&#8217;ha pagato la moglie: allucinante, ma figlio di un clima».</p>
<p><strong>In concreto? Nuova legge elettorale?</strong><br />
«La legge elettorale è l&#8217;ultimo dei problemi: Chiti ha fatto bene a promuovere la mozione di indirizzo, tutti sappiamo che il sistema va rivisto. Ma pregiudiziale è la riduzione del numero dei parlamentari. Io propongo una diminuzione graduale e realistica, perché è questo Parlamento che deve incominciare: dunque una riforma che tagli, per la prossima consultazione, cento parlamentari, e poi a regime porti Senato e Camera a due terzi di quel che sono ora».</p>
<p><strong>Poi?</strong><br />
«Differenziare il ruolo e le materie dei due rami del Parlamento: per esempio alla Camera la fiducia al governo, al Senato un ruolo preminente in politica estera, nei trattati internazionali, su questioni di rilievo costituzionale, con un presidente che sia una sorta di vice Capo dello Stato. Ci vorrebbe, ovviamente, anche una revisione dei regolamenti».</p>
<p><strong>E la nuova legge elettorale? L&#8217;Udc è per il proporzionale alla tedesca, ma non pochi vedono con orrore l&#8217;idea di una Grosse Koalition.</strong><br />
«E non li capisco: orrore dovrebbe suscitarlo ripensare alle vecchie coalizioni, quelle con la Lega e con Di Pietro».</p>
<p><strong>Cosa si aspetta dalla Consulta, chiamata a decidere dell&#8217;ammissibilità del referendum?</strong><br />
«Nulla: in un caso o nell&#8217;altro una nuova legge elettorale dovremo farla».</p>
<p><strong>E le prospettive del Centro? Il Foglio scrive che lei il grande rassemblement bianco, un nuovo partitone che triangolasse tra Bagnasco, Riccardi e Fioroni «un po’ lo teme».</strong><br />
«Più che temerlo lo auspico, veramente. La Cei ha fatto una cosa importante: ha fatto capire che i cattolici sono disponibili a sporcarsi le mani con la politica. E io, nella formazione di questo governo, ho operato in ogni modo per favorire l&#8217;arrivo di personalità nuove, anche raccogliendo la sollecitazione di quei mondi. Detto questo e purché non si parli più di un partito cattolico, ma di cattolici &#8211; se lei mi chiede cosa c&#8217;è nel mio libro dei sogni&#8230;»</p>
<p><strong>Cosa c&#8217;è?</strong><br />
«Un partito della Nazione in grado di allargare i confini del Terzo polo a personalità del mondo economico, come tanti che stanno in questo governo, ma anche dell&#8217;associazionismo. Questo vedo, e credo che nessuno del Pdl e del Pd che condivida questa politica dovrebbe sottrarsi».</p>
<p><strong>Qualcuno degli attuali ministri potrebbe diventare un vostro candidato?</strong><br />
«Io dico solo, alla destra come alla sinistra, che un sistema che volesse interdire a chi oggi sta nel governo Monti l&#8217;approdo in politica, dimostrerebbe di essere incapace di aprirsi al nuovo, e dunque molto debole, degno di stare in un convalescenziario».</p>
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		<title>Casini: &#8220;Il colmo le accuse di Silvio, chi ha creato il problema non può essere la soluzione&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 08:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’intervista a Pier Ferdinando Casini pubblicata su ‘Repubblica’ di Goffredo De Marchis «Se il governo regge, e deve reggere altrimenti l&#8217;Italia affonda, cambierà la politica, verrà modificato un sistema tanto mitizzato, ma che non sta in piedi». Pier Ferdinando Casini continua a interpretare il ruolo di alfiere dell&#8217;esecutivo Monti e immagina nuovi scenari. Non teme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>L’intervista a Pier Ferdinando Casini pubblicata su ‘Repubblica’ di Goffredo De Marchis </em></strong></p>
<p><em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/12/casini_primopiano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24271" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/12/casini_primopiano-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></a></em>«Se il governo regge, e deve reggere altrimenti l&#8217;Italia affonda, cambierà la politica, verrà modificato un sistema tanto mitizzato, ma che non sta in piedi». Pier Ferdinando Casini continua a interpretare il ruolo di alfiere dell&#8217;esecutivo Monti e immagina nuovi scenari. Non teme contraccolpi sul suo elettorato, non ondeggia tra il sostegno e il distinguo come fanno gli &#8220;alleati&#8221; Pd e Pdl. «La ragione è molto semplice- questo governo obbliga tutti a prendere atto che lo schema bipolare non ha la forza necessaria per arginare verifiche serie come questa crisi». Alfano, Berlusconi e Bersani devono ripensarsi, quindi. È il messaggio del leader dell&#8217;Udc.</p>
<p><strong>Il governo Monti è partito con la spinta di una grande credibilità. Adesso il consenso cala e devono ancora arrivare gli effetti della manovra sulle tasche dei cittadini.</strong><br />
«In Italia siamo vittime di preoccupanti vuoti di memoria. Abbiamo avuto il governo Prodi: non riusciva ad andare avanti e dopo solo due anni è stato costretto a gettare la spugna. È arrivato Berlusconi che, dopo le illusioni della campagna elettorale, ha vivacchiato, ha tirato a campare finché non ha dovuto cedere il passo. Ora il nostro problema sarebbe che il governo si dedica poco allo sviluppo, alle liberalizzazioni? Ma che discorso è? Monti è in carica da appena un mese. Ed è vero che ha colpito in parte i soliti noti. Ma non è vero che non siano stati penalizzati i redditi alti. Quella sulla casa è una patrimoniale mascherata, diciamo la verità. Lo dico con chiarezza- se vogliamo superare la crisi dobbiamo evitare quest&#8217;opera di rimozione. Che ha aspetti surreali: mi sembra il colmo che chi è stato fino a ieri causa del problema oggi si proponga come la soluzione».<span id="more-24623"></span></p>
<p><strong>Si riferisce a Berlusconi che rivendica i meriti del suo esecutivo e denuncia il rischio recessione?</strong><br />
«Silvio ha sempre avuto una doppia personalità. Una è ragionevole, l&#8217;altra utilizza i peggiori istinti populistici. Devo dire che la doppiezza di oggi mi pare più comprensibile di quella del passato. Ha fatto un salto mortale non indifferente sostenendo il nuovo governo. Oggi cerca di alternare qualche momento di propaganda a ragionamenti seri: tutto abbastanza inevitabile».</p>
<p><strong>Il Terzo polo invece non pone condizioni. Non temete anche voi come Pd e Pdl di pagare un prezzo?</strong><br />
«Il nostro atteggiamento ha una spiegazione politica ancora prima che programmatica. I due grandi partiti non hanno mai messo in discussione il sistema che si era creato perché pur vedendone i limiti hanno sempre cercato di lucrarne i vantaggi. II Terzo polo invece, e l&#8217;Udc prima del Terzo polo, è nato sulla base della denuncia dell&#8217;equilibrio politico. Questo governo costringe Pd e Pdl non solo a un sacrificio forte rispetto ai loro elettori ma li obbliga a prendere atto che il vecchio schema non regge».</p>
<p><strong>Quindi dietro le quinte del governo Monti lei sogna un nuovo assetto?</strong><br />
«Questo governo è destinato inevitabilmente a modificare la tipologia di sistema che abbiamo costruito. Tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno e non credo che Pd e Pdl siano spaventati: hanno dimostrato coraggio. II Pdl ha avuto la capacità di capire che la sua agonia coincideva con la tomba per l&#8217;Italia. Il Pd aveva la vittoria in tasca e ci ha rinunciato. Quando sento Di Pietro usare toni da campagna elettorale penso che Bersani sia stato particolarmente ardimentoso».</p>
<p><strong>Sembrano complimenti ma suonano come un epitaffio.</strong><br />
«Assolutamente no Loro sono i partiti di maggioranza, loro possono contendersi la guida del Paese. Sta a loro decidere se vogliono creare come in Germania schieramenti alternativi oppure guardarsi indietro».</p>
<p><strong>Berlusconi rilancia le riforme. Quante volte abbiamo già sentito questo ritornello?</strong><br />
«Lo voglio prendere in parola. Perché mette il dito nella piaga. O la politica dimostra di avere una capacità di guida nella riforma di se stessa o scompare II governo tecnico lavora su un binario molto importante che è quello delle misure economiche e sociali. Noi dobbiamo lavorare alla nostra autoriforma. I titoli sono sempre gli stessi, da anni: riduzione del numero dei parlamentari, superamento del bicameralismo, una legge elettorale che apra alla concorrenza tra le forze politiche: parliamo tanto di liberalizzazioni, ma il mercato non vale solo per le farmacie o i taxi. Ci metto anche la giustizia. È un&#8217;assoluta emergenza italiana ed è a costo zero. Non dobbiamo perdere tempo, a cominciare dal tema delle intercettazioni. Bisogna agire senza intenti punitivi nei confronti della magistratura ma anche senza complessi. Se i problemi esistono, è compito della politica affrontarli».</p>
<p><strong>Come si fanno le riforme? Bicamerale, tavolo dei leader?</strong><br />
«Quale tavolo migliore del Parlamento? Basta quello I leader si sentono di continuo, i capigruppo lavorano tutti i giorni. Non c&#8217;è bisogno di altri strumenti».</p>
<p><strong>Anche la fase due sembra una formula vecchia.</strong><br />
«Monti è chiamato a una prova con se stesso. Le idee chiare ce l&#8217;ha. Certo, un conto è scriverle in un saggio, un conto è applicarle al governo. Occorre il rilancio degli investimenti, misure per la produttività e la crescita, una severa lotta all&#8217;evasione fiscale. Un&#8217;altra manovra no. Non la reggerebbe il Paese. Servono le riforme. Un nuovo intervento sui conti avrebbe sì un carattere recessivo».</p>
<p><strong>Con il governo Monti dobbiamo attenderci un risveglio dei cattolici in politica?</strong><br />
«Non possiamo più pensare a un mondo cattolico subalterno a chi disegna la politica. È una sfida per tutti e una ricchezza che nessuno deve strumentalizzare. Non bisogna aver paura delle novità. In questa fase emergeranno nuovi protagonisti, anche cattolici. E penso che nessuno possa interdire dall&#8217;impegno politico chi oggi si è dimesso dai suoi impegni professionali per servire lo Stato».</p>
<p><strong>Da Passera a Riccardi, aumenterà la concorrenza anche per lei.</strong><br />
«Per anni mi è stato spiegato che dovevo avere paura per il mio futuro. Penso di aver risposto con i fatti La paura ce l&#8217;hanno gli altri e non io che ho resistito all&#8217;opposizione con il centrosinistra e il centrodestra. E oggi ho fatto di tutto perché nascesse questo governo, senza pensare certo ai miei tornaconti personali».</p>
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		<title>Casini: «Governo più forte premier avanti fino al 2013»</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 07:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’intervista pubblicata su ‘Il Messaggero’ di Alberto Gentili «Quei cento voti in meno alla Camera fanno chiarezza. Ora il governo è più forte». Pier Ferdinando Casini preferisce guardare al « bicchiere mezzo pieno». E scommette sulla durata «fino alla primavera del 2013» di Mario Monti a palazzo Chigi. Non peccherà d&#8217;ottimismo? Berlusconi ha detto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>L’intervista pubblicata su ‘Il Messaggero’ di Alberto Gentili</strong></em></p>
<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/12/casini_ilmessaggero_181211.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24433" title="Intervista a Il Messaggero" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/12/casini_ilmessaggero_181211-300x246.jpg" alt="" width="300" height="246" /></a>«Quei cento voti in meno alla Camera fanno chiarezza. Ora il governo è più forte». Pier Ferdinando Casini preferisce guardare al « bicchiere mezzo pieno». E scommette sulla durata «fino alla primavera del 2013» di Mario Monti a palazzo Chigi.</p>
<p><strong>Non peccherà d&#8217;ottimismo? Berlusconi ha detto che non sa quanto Monti durerà e Bersani ha sostenuto che l&#8217;orizzonte del Pd sono le elezioni. Segnali poco incoraggianti, non crede? </strong><br />
«Io sostengo che è stato un miracolo, un vero miracolo, essere riusciti a passare nel giro di venti giorni dalla contrapposizione più esasperata tra Berlusconi e Bersani, al fatto che ormai da diverse votazioni si sommino in Parlamento i voti di Pdl e Pd. Poi è naturale che alcuni esponenti manifestino mal di pancia».</p>
<p><strong>Però i distinguo ci sono e Monti ci deve fare i conti.</strong><br />
«Ce li facciamo pure noi e ce li faremo. Ma vedo Monti solido e forte fino alla fine della legislatura. Nessuno può permettersi di staccare la spina a questo governo: l&#8217;effetto sarebbe chiaro, chi ne sarebbe responsabile avrebbe su di sé il marchio dell&#8217;irresponsabilità. Abbiamo da collocare miliardi e miliardi di titoli di Stato e se non convinciamo gli investitori della serietà dei nostri propositi, non ci salveremo. A quel punto tutto sarò ben peggio di ciò che oggi può essere ipotizzato: precipiteremmo verso la bancarotta, vanificando i sacrifici che stiamo compiendo».<span id="more-24430"></span></p>
<p><strong>Venerdì ha avuto un colloquio con il premier, cosa vi siete detti?</strong><br />
«Abbiamo parlato della necessità di andare avanti con le liberalizzazioni. Monti mi ha confermato la volontà di farlo: non saranno i veti delle lobby a paralizzarlo. Ha un&#8217;esperienza forte, come commissario europeo ha sfidato i monopoli dei giganti americani, non si fa certo impressionare dalle corporazioni nostrane».</p>
<p><strong>Però tutto deve passare per il Parlamento: ce lo vede il Pdl votare la liberalizzazione di farmaci, tassisti, professionisti?</strong><br />
«Chi si chiamerà fuori dal tentativo di salvare il Paese sarà responsabile di tutto ciò che poi accadrà. Non credo che un centrodestra seno possa dire no alle liberalizzazioni: quel no significherebbe favorire rendite e monopoli e voltare le spalle ai consumatori e ai cittadini».</p>
<p><strong>E il Pd? Bersani ha detto chiaramente che l&#8217;articolo 18 dello statuto dei lavoratori non va toccato.</strong><br />
«Il Pd di sforzi già ne ha fatti tanti e significativi. Sono convinto che ne potrà fare alta, soprattutto tenendo presente che oggi in Italia abbiamo il mercato del lavoro più rigido e i salari più bassi d&#8217;Europa. C&#8217;è qualcosa che non funziona. Forse è il caso di preoccuparsi di alzare i salari e di favorire la concorrenza con regole più flessibili».</p>
<p><strong>Ce l&#8217;ha un&#8217;idea per garantire un sostegno più convinto al governo da parte dell’acronimo Abc, Alfano, Bersani, Casini?</strong><br />
«Noi tre ci sentiamo, collaboriamo abitualmente, abbiamo un ottimo rapporto personale. Fermo restando che probabilmente andremo divisi alle elezioni. Ma rispetto agli altri due, ad A e B, io aggiungo che non credo che tra un anno e mezzo verranno meno le ragioni costitutive di una collaborazione. Perché è molto difficile che in 18 mesi Monti, nonostante le sue grandi qualità e capacità, possa risolvere tutti i problemi del Paese».</p>
<p><strong>Traduzione: alle elezioni divisi, ma poi uniti in una legislatura costituente?</strong><br />
«Sono anni che dico che bisogna pacificare l&#8217;Italia, occorre ricostruire un tessuto di unità nazionale perché il Paese sta andando a fondo. Sono stato irriso, ma i fatti mi danno ragione. E adesso sostengo che in questi mesi si possono gettare le basi per una legislatura costituente. Noi, Abc, sul piano parlamentare abbiamo tante cose da fare mentre il governo lavora alle riforme economico-sociali: i partiti devono andare avanti sul tavolo della riforma del bicameralismo, del taglio dei parlamentari, dei nuovi regolamenti. Si attende dalla politica la capacità di auto-riformarsi e se non ci riusciremo sarà un fallimento per tutti. E&#8217; in gioco la nostra credibilità».</p>
<p><strong>Cento voti in meno rendono il governo più debole o più credibile?</strong><br />
«Rendono Monti più forte, decisamente più forte. Chi si era imbarcato per tatticismo o furberia, ma non credeva al governo, ha fatto un passo indietro. E&#8217; meglio che alle prime difficoltà sia emerso con chiarezza che c&#8217;è chi decide di metterci la faccia e di perdere dei voti pur di evitare la bancarotta del Paese e chi, invece, insegue la strada più semplice del populismo e della demagogia. Ma ciò sta già creando disagio nel gruppo dell&#8217;Idv. E la Lega, dopo essere stata 8 degli ultimi 10 anni al governo, non è certo credibile nella sua protesta».</p>
<p><strong>Lo sgretolamento delle alleanza Pd-Idv e Pdl-Lega cosa le fa venire in mente?</strong><br />
«Che le vecchie coalizioni hanno dimostrato tutta la loro inadeguatezza di fronte ai problemi drammatici del Paese. E sono Idv e Lega, con il loro atteggiamento, a certificare il fallimento del bipolarismo così come era stato congegnato».</p>
<p><strong>Quale sarà l&#8217;epilogo? Monti candidato del Terzo Polo?</strong><br />
«Oggi candidare Monti a qualsiasi cosa è inutile e dannoso. Ha un lavoro importante da fare, lasciamolo fare, non tiriamolo per la giacca. Non evoco e non chiamo Monti perché non intendo indebolirlo o danneggiarlo. Il Terzo Polo pensa a vincere a prescindere dai nomi. C&#8217;è un fermento forte che vede Rutelli, Fmi ed io promotori di una cosa che sarà più grande e più alta dell&#8217;attuale Terzo Polo, aperta alle forze dell&#8217;associazionismo cattolico, alla società civile di cui alcuni ministri sono espressione».</p>
<p><strong>Ma davvero lei non si alleerà con nessuno?</strong><br />
«E&#8217; prevedibile che andremo al voto da soli. Ma da come si sosterrà il governo Monti, dalla solidarietà che potrà maturare in questo percorso parlamentare, potranno venire delle novità».</p>
<p><strong>Molto dipenderà anche dalla legge elettorale.</strong><br />
«Aspettiamo di vedere se la Consulta ammette il referendum. Se il quesito sarà accettato aspetteremo il responso dei cittadini, se non sarà ammesso riformeremo la legge per avvicinare la politica alla gente. La mia preferenza per il sistema alla tedesca è antica. Ma non impongo la mia idea a nessuno: le intese si trovano a mezza strada».</p>
<p><strong>La partita per la salvezza dell&#8217;Italia non si gioca solo da noi, decisivo è anche ciò che accade nella governance europea.</strong><br />
«Esatto, l&#8217;altro problema sono le tempeste valutarie. Per fortuna abbiamo recuperato credito per parlare in Europa, finora eravamo afoni a causa della nostra scarsa credibilità. Il compito di Monti è mettere sul tappeto una riforma dell&#8217;Unione: una moneta unica non si regge senza un coordinamento serio delle politiche fiscali ed economiche. E prima o poi si dovrà affrontare il nodo delle emissioni degli eurobond, ma solo dopo un&#8217;omologazione delle politiche economiche e fiscali. Prima la Germania non potrà mai accettare».</p>
<p><strong>Monti un miracolo è riuscito a farlo davvero, ha ricompattato i sindacati: il suo amico Bonanni ha; detto che sembra che la manovra l&#8217;abbia scritta suo zio.</strong><br />
«Bonanni è un grande sindacalista che ha dimostrato di essere riformista davvero. E&#8217; giusto adesso effe ci sia una dialettica forte con il governo e che il governo non si faccia paralizzare dalla concertazione intesa come diritto di veto».</p>
<p><strong>Venerdì ha parlato con Berlusconi nell&#8217;aula della Camera. Cosa vi siete detti?</strong><br />
«Abbiamo scherzato, come non facevamo da tempo. Oggi che vedo sempre più forti i detrattori di Berlusconi, coloro che dopo averlo sostenuto acriticamente ne scorgono tutti i difetti, non ho problemi a chiacchierare con lui. L&#8217;ho combattuto quand&#8217;era forte a viso aperto. E poi adesso siamo alleati, sosteniamo lo stesso governo».</p>
<p><strong>Cosa ne pensa dell&#8217;intervento del cardinal Bagnasco?</strong><br />
«Bagnasco e i vertici della Chiesa hanno dimostrato grande coraggio nell&#8217;affrontare terni scottanti come quelli della pedofilia, denunciando la sporcizia e annunciando tolleranza zero. E anche sull&#8217;Ici non si sono nascosti, dimostrando che la Chiesa è una grande risorsa per la nazione italiana. Parliamoci chiaro: un certo laicismo di ritorno ha ormai stancato tutte le persone serie. Dobbiamo essere grati alla Chiesa per l&#8217;opera di supplenza che fa nella solidarietà ai più deboli. Altro che privilegi!».</p>
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		<title>Casini: «Rigore ok, poi tagli alla spesa per crescere. E dopo Monti mai più ammucchiate»</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 11:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’intervista pubblicata su QN di Andrea Cangini Onorevole Casini, sembra che i gruppi parlamentari abbiano margini ristretti nell&#8217;intervenire sulla manovra del governo&#8230; «Non c&#8217;è dubbio, i margini saranno molto, molto ristretti. Sono lieto si sia trovato il modo per pagare cash le pensioni erogate dalla pubblica amministrazione, confido ci sia la possibilità di alzare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’intervista pubblicata su QN di Andrea Cangini </em><br />
<a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/12/c1.jpg"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-24206" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/12/c1-221x300.jpg" alt="" width="221" height="300" /></em></a><strong>Onorevole Casini, sembra che i gruppi parlamentari abbiano margini ristretti nell&#8217;intervenire sulla manovra del governo&#8230;</strong><br />
«Non c&#8217;è dubbio, i margini saranno molto, molto ristretti. Sono lieto si sia trovato il modo per pagare cash le pensioni erogate dalla pubblica amministrazione, confido ci sia la possibilità di alzare la soglia della rivalutazione di quelle medio-basse e dare un segnale alle famiglie introducendo almeno il concetto di quoziente familiare».</p>
<p><strong>Tutto qui?</strong><br />
«Siamo ormai rassegnati al fatto che una manovra nata sulla scia dell&#8217;emergenza sia più che altro un’imposta sui prelievi, ma…».</p>
<p><strong>Ma?</strong><br />
«Ma da gennaio il governo dovrà mettersi al lavoro sulla spesa pubblica per individuare, attraverso una scrupolosa spending review, i tagli necessari a finanziare la crescita. E mi auguro che non si trascuri il capitolo giustizia».</p>
<p><strong>E&#8217; anch&#8217;esso finalizzato alla crescita economica, in fondo.</strong><br />
«Certo, una giustizia civile così lenta tiene alla larga gli investitori stranieri. Ma occorre anche risolvere l&#8217;affollamento carcerario, rivedere le circoscrizioni giudiziarie, varare una legge per riportare lo strumento delle intercettazioni nel solco dello stato di diritto». <span id="more-24295"></span></p>
<p><strong>E&#8217; auspicabile che il Vaticano paghi l&#8217;Ici per i suoi immobili destinati ad attività commerciali?</strong><br />
«E&#8217; auspicabile che la questione venga affrontata in maniera razionale e non ideologica. Occorre una verifica puntuale sull&#8217;esistente e se ci sono esercizi commerciali del Vaticano che non pagano è ovvio che dovranno farlo».</p>
<p><strong>Monti sembra temere le piazze e i sindacati più dei partiti…</strong><br />
«Il sindacato fa il suo lavoro, che è finalizzato anche ad evitare che la protesta degeneri in eversione come nel caso di Equitalia, ma la concertazione è uno strumento datato che Monti deve rivedere».</p>
<p><strong>Qual è la logica di Monti?</strong><br />
«Risolvere i problemi che per anni la politica ha preferito ignorare. Fare scelte impopolari senza pretendere l&#8217;applauso di tutti».</p>
<p><strong>Se alla fine Monti avrà successo, cosa resterà dei partiti e degli attuali leader politici?</strong><br />
«I partiti devono accettare la sfida. Fare un passo indietro nel nome dell&#8217;interesse nazionale è stato lungimirante, ma non basta».</p>
<p><strong>Cos&#8217;altro occorre?</strong><br />
«Più coraggio. La politica dev&#8217;essere orgogliosa del proprio ruolo, appropriarsi dei risultati che Monti otterrà e autoriformarsi».</p>
<p><strong>Autoriformarsi, come?</strong><br />
«Se vuole riconquistare il centro della scena, la politica deve approfittare di questo scorcio di legislatura per superare il bipolarismo perfetto, modificare i regolamenti delle camere, ridurre il numero dei parlamentari, varare una legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di scegliersi i propri rappresentanti».</p>
<p><strong>Sulla legge elettorale gravano interessi politici diversi…</strong><br />
«E infatti l&#8217;ho messa come ultimo punto di un processo, ma credo sia possibile consolidare la democrazia dell&#8217;alternanza senza rendere i partiti schiavi di coalizioni che non riescono a governare».</p>
<p><strong>Quando la legislatura finirà, Pdl e Pd esisteranno ancora?</strong><br />
«Non escludo nulla. Penso che tra un anno e mezzo avremo nuove facce e nuove alleanze. Questo governo è destinato a cambiare l&#8217;idea stessa della politica e l&#8217;organizzazione dei partiti, ma vorrei che il parlamento fosse protagonista e non subalterno».</p>
<p><strong>Faccia una proposta.</strong><br />
«Regolamentiamo in modo nuovo i partiti, subordiniamo il loro finanziamento alla trasparenza e alla democrazia della propria vita interna, favoriamo incentivi fiscali per i privati che li sostengono superando così l&#8217;attuale sistema di finanziamento pubblico».</p>
<p><strong>I cittadini considerano un elemento di trasparenza anche decidere direttamente chi farà il premier e quale coalizione reggerà il governo…</strong><br />
«Secondo lei è trasparenza vincere con Prodi e poi impedirgli di governare? E&#8217; trasparenza costruire coalizioni monstre e puntualmente rinviare i problemi perché non riescono a decidere? Non siamo a un seminario di studi, ma nella realtà pratica e da lì dobbiam partire».</p>
<p><strong>E&#8217; meglio che a decidere premier e coalizioni siano i partiti dopo il voto?</strong><br />
«E&#8217; il male minore, occorre evitare che nascano coalizioni con partiti tra loro incompatibili».</p>
<p><strong>Vuole emarginare Vendola e Bossi?</strong><br />
«Viene emarginato chi si vuole far emarginare».</p>
<p><strong>Che futuro immagina per Monti e Passera?</strong><br />
«Sono a tutti gli effetti protagonisti della politica e credo lo rimarranno. Abbiamo bisogno di energie e volti nuovi, e poi Monti come senatore a vita ormai non può più riconvertirsi in Cincinnato».</p>
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		<title>Casini: &#8220;Il premier resterà in politica. Finita l&#8217;epoca delle ammucchiate&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 08:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’intervista sul Corriere della Sera a Pier Ferdinando Casini di Paola Di Caro È da come si atteggeranno i partiti rispetto a questa innovativa, anomala, emergenziale e per certi versi straordinaria esperienza di governo che «si decideranno le prossime alleanze». Perché questo è «lo spartiacque». Qui e ora, da questa strada, passa il cambiamento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>L’intervista </em></strong><strong><em> sul Corriere della Sera </em></strong><strong><em>a Pier Ferdinando Casini di Paola Di Caro</em></strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/10/casini_primopiano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22868" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/10/casini_primopiano-237x300.jpg" alt="" width="237" height="300" /></a> </em></strong></p>
<p>È da come si atteggeranno i partiti rispetto a questa innovativa, anomala, emergenziale e per certi versi straordinaria esperienza di governo che «si decideranno le prossime alleanze». Perché questo è «lo spartiacque». Qui e ora, da questa strada, passa il cambiamento di un sistema politico che «non sarà più come prima: è finita l&#8217;era delle ammucchiate, del mettersi assieme solo per vincere e non per governare». E la politica non deve avere paura: «In questo governo, a partire da Monti, ci sono tante persone brave e preparate che resteranno protagoniste: non dobbiamo temere la concorrenza, o siamo già sconfitti». Lo dice Pier Ferdinando Casini, che il governo tecnico lo ha auspicato, favorito, sostenuto con tutte le sue forze. E che oggi, nonostante la durezza di una manovra che «non ci rende contenti ma ci vede convinti», è sempre più sicuro che la scelta fatta è «quella giusta». Quella che pagherà per chi ha avuto, come Terzo polo, Pdl e Pd, il coraggio di rischiare e non di «cercare delle furbe convenienze».</p>
<p><strong>La manovra è stata varata. Ma la crisi dell&#8217;eurozona minaccia di esplodere. Ha qualche dubbio sulla strada che voi leader di partito avete intrapreso? </strong><br />
«Tutt&#8217;altro. Proprio perché il momento è drammatico — il rischio di tenuta democratica in Russia, la crisi americana, le decisioni che l&#8217;Europa dovrà prendere anche chiedendo agli Stati membri cessioni di un po&#8217; di serenità può arrivarci proprio dall&#8217;avere un premier come Monti che partecipa ai momenti decisionali cruciali, perché grazie a questo governo stiamo dimostrando di essere in grado di fare la nostra parte».<span id="more-24262"></span></p>
<p><strong>Con grandi malumori però, sia in Parlamento che nel Paese.</strong><br />
«Vero, ma dobbiamo distinguere tra chi fa pantomime senza aver capito che non c&#8217;è più spazio per il teatrino della politica, e le angosce serie di quella parte del Paese già stremata, che teme di non farcela più. Che nel Pdl come nel Pd ci siano stati di sofferenza è comprensibile, anche noi non siamo mica contenti per quelle famiglie che stanno scivolando nella povertà. Ma siamo convinti che se l&#8217;Italia andasse in bancarotta chi già sta male domani starebbe molto peggio».</p>
<p><strong>Il suo j&#8217;accuse è dunque per Lega e Idv?</strong><br />
«La Lega in particolare sta facendo un gioco elettorale risibile, non credibile per chi ha governato per 8 degli ultimi dieci anni. Gli italiani, lo dicono i sondaggi, lo capiscono. E pur sapendo che i sacrifici saranno duri, continuano a dare consenso al governo».</p>
<p><strong>Proprio per questo, i tre partiti che sostengono l&#8217;esecutivo potrebbero fare di più? Lei ha auspicato un coordinamento parlamentare, un&#8217;intesa alla luce del sole, ma non sembra decollare un&#8217;intesa del genere.</strong><br />
«Si sta già facendo moltissimo. Un coordinamento formale non c&#8217;è, ma sostanziale sì, ed è assolutamente necessario come dimostra anche solo il pacchetto di emendamenti per alzare la soglia delle pensioni che andranno indicizzate».</p>
<p><strong>I vertici tra partiti e con Monti resteranno fantasma o è l&#8217;ora di trattare e muoversi a viso aperto?</strong><br />
«Alcuni vertici ci sono stati, altri no, ed è bene non vergognarsene. Ma chiedere oggi ai partiti più di quello che stanno dando sarebbe eccessivo, se solo si pensa alle posizioni di partenza di un mese fa. È vero però che un collegamento tra di noi, che pure non siamo una maggioranza di larghe intese, servirà. Perché molte altre cose, oltre a quelle imposte dalla crisi economica, vanno fatte in Parlamento: riforme istituzionali, abbattimento dei costi della politica, legge elettorale, riforma della giustizia che pure, su molti punti, vede compatte le forze politiche».</p>
<p><strong>Sta dicendo che per  la politica finita nelle retrovie c&#8217;è uno spazio per ritornare in campo? </strong><br />
«Ma la politica è in campo! Basta con i complessi di inferiorità e le manie di persecuzione, perché se persecuzione c&#8217;è stata ce la siamo chiamata per l&#8217;incapacità di decidere, la pratica del rinvio&#8230; Purtroppo sono stato buon profeta dicendo che l&#8217;esaurimento del berlusconismo rischiava di liquidare un&#8217;intera classe politica: ci siamo andati vicini».</p>
<p><strong>Il rischio è ancora alto: è difficile immaginare con quali alleanze, parole d&#8217;ordine e leader i partiti si ripresenteranno alle elezioni.</strong><br />
«Sicuramente la politica, dopo questa parentesi che è un vero passaggio epocale, non sarà più come prima. Difficile che le tre forze principali si presentino insieme, ma la stagione delle ammucchiate è sicuramente finita. La velocità con cui la Lega e lldv hanno cambiato spartito dimostra come fossero effimere le loro convinzioni e forti le loro convenienze».</p>
<p><strong>Per voi del Terzo polo sarà dunque il momento delle scelte: guardate al Pdl per comune appartenenza al Ppe, ora che Berlusconi non lo guida più?</strong><br />
«Il Ppe è un riferimento importante, ma non ci ha impedito di essere divisi anche in passato. Per noi il banco di prova sarà come si muoveranno i partiti rispetto all&#8217;esperienza del governo Monti: da qui trarremo le conseguenze per le nostre alleanze. Anche per noi cambiano le prospettive, nulla è come prima».</p>
<p><strong>Che pensa di Alfano e Bersani?</strong><br />
«Li ho trovati entrambi molto responsabili. Il Pdl ha capito che questo passaggio rappresentava l&#8217;ancora di salvezza per evitare la disgregazione di un grande partito, il Pd ha avuto il coraggio di non andare a vincere sapendo che non avrebbe potuto governare».</p>
<p><strong>Alle prossime elezioni vedremo ancora protagonisti Monti, Passera, gli altri ministri?</strong><br />
«Monti più protagonista di così è difficile! Per me, è una persona di straordinaria qualità, sia professionale sia personale. E dunque, certo che lui e gli altri ministri saranno presenti in politica: se rimanessero fuori, significherebbe che è successa una catastrofe. E noi non dobbiamo temerli, ma invitarli a un lavoro comune. La politica è troppo ingessata, e questo è il modo migliore per liquidarla. Serve più competitivita, più concorrenza, più dinamismo anche in politica».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8216;Viaggio nel Nord tradito&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 08:30:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;intervento all&#8217;Assemblea nazionale del Terzo Polo, alla Fiera di Verona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;intervento all&#8217;Assemblea nazionale del Terzo Polo, alla Fiera di Verona</p>
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		<title>Casini al Pdl: &#8220;No a governi senza il Pd&#8221; </title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 08:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’interista su QN a Pier Ferdinando Casini di Pierfrancesco De Robertis Presidente Casini, dopo la riunione con gli amici del Terzo Polo sarete di certo andati al ristorante. L&#8217;ha trovato pieno? «Guardi, lasciamo stare le battute. Vedo che nella mia parrocchia aumentano quelli che vengono a prendere il pasto della Caritas, vedo la gente preoccupata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/09/casini_300911.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22327" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/09/casini_300911-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" /></a>L’interista su QN a Pier Ferdinando Casini di Pierfrancesco De Robertis</em></p>
<p><strong>Presidente Casini, dopo la riunione con gli amici del Terzo Polo sarete di certo andati al ristorante. L&#8217;ha trovato pieno?</strong><br />
«Guardi, lasciamo stare le battute. Vedo che nella mia parrocchia aumentano quelli che vengono a prendere il pasto della Caritas, vedo la gente preoccupata perché non riesce a trovar lavoro ai propri figli di trent&#8217;anni. Questo vedo, più che ristoranti pieni».</p>
<p><strong>Si apre una settimana parlamentare decisiva. Lei ne ha viste passare tante: Berlusconi cade o la sfanga anche stavolta?</strong><br />
«Ma, non so. Il punto comunque non è se Berlusconi cade questa settimana, la prossima o tra un mese. Il punto è che abbiamo un terribile problema con l&#8217;Europa, che si chiama credibilità. Loro ce lo fanno capire a volte anche in modo poco carino, ma la colpa è nostra».</p>
<p><strong>Voi e le altre opposizioni insistete molto nel chiedere al Cavaliere un passo indietro. Non è che così lo fate arroccare sempre più? </strong><br />
«Noi siamo opposizione, e facciamo il nostro mestiere. Oggi la novità è un&#8217;altra, e cioè che a chiederglielo sono tanti che lavorano fianco a fianco con lui. Berlusconi forse senza rendersene conto sta divenendo il capro espiatorio per problemi che non sono tutti riconducibili a lui. Voi sentite un riflesso molto limitato di quello che sentiamo noi nei commenti privati».</p>
<p><strong>Se martedì sul rendiconto il premier risolverà un appello al vostro senso di responsabilità per non affossare l&#8217;Italia, che cosa farete? </strong><br />
«E&#8217; una posizione gravissima perché dimostra che invece di prendere atto della realtà, il presidente del consiglio utilizza una necessità del Paese come scudo per continuare questa marcia dissennata verso il nulla».<span id="more-23399"></span></p>
<p><strong>E&#8217; probabile che prima o poi il governo cadrà. A quel punto?</strong><br />
«Noi abbiamo fatto un esame approfondito della situazione italiana, e se questa analisi è seria significa che serve un governo di larga colazione che coinvolga le forze maggiori, quindi anche il Pd. Se qualcuno ha usato lo spauracchio della crisi per mandare a casa Berlusconi questo non è un nostro discorso».</p>
<p><strong>Ha in mente un governo tecnico? </strong><br />
«I governi sono tutti politici. Poi sarà il capo dello Stato a decidere se a farlo sarà un tecnico o un politico».</p>
<p><strong>Alla convention del Terzo Polo lei ha parlato di un governo guidato da un indipendente. Esclude quindi un&#8217;ipotesi Gianni Letta? </strong><br />
«Non escludo niente ed escludo tutto. Deciderà il presidente della Repubblica».</p>
<p><strong>Quindi il Cavaliere potrà indicare un nome? </strong><br />
«Berlusconi deve stare in un&#8217;operazione di questo tipo, altrimenti non si fa».</p>
<p><strong>E&#8217; realistico pensare che ci stia?</strong><br />
«Conoscendolo dico che boccerà l&#8217;ipotesi fino al giorno in cui non cadrà, poi siccome è un uomo realista prenderà atto della situazione».</p>
<p><strong>Se sul rendiconto il governo terrà, il Pd parla già di una possibile mozione di sfiducia. Voi che farete?</strong><br />
«Mi voglio togliere un dente al giorno. Per cui vediamo che cosa succederà sui mercati, vediamo ciò che succederà sul rendiconto, vediamo i numeri e poi mi auguro che Berlusconi non persegua a tutti i costi l&#8217;accanimento terapeutico verso il suo governo».</p>
<p><strong>Il Pdl vi accusa di un&#8217;intensa campagna acquisti. </strong><br />
«Non abbiamo molto da offrire, quindi c&#8217;è poco spazio per una campagna acquisti. In ogni caso noi delle campagne acquisti di Berlusconi da venti anni a questa parte siamo solo vittime».</p>
<p><strong>Solo saboto il parlamentare Pdl Mazzuca aveva parlato di alcune avances politiche che erano venute da lei in persona. </strong><br />
«Mazzuca lo vedo sempre, lo conosco da una vita, so benissimo quello che pensa e sono sufficientemente intelligente per considerarlo con grande rispetto e quindi non fargli nessuna offerta».</p>
<p><strong>Che effetto le ha fatto vedere Pisanu alla riunione del terzo Polo. </strong><br />
«Ha fatto un discorso bellissimo. Mi ha fatto molto piacere vederlo, come peraltro altri amici. Ad esempio il fiorentino Bonciani».</p>
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