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	<title>Pierferdinando Casini &#187; Giustizia</title>
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		<title>Il processo breve è un&#8217;indecenza</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 16:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tema sociale è la priorità per il Paese Il tema sociale è la priorità per il Paese.  Dico alla maggioranza e a Berlusconi:  togliete di mezzo questo processo breve perché non ha nulla di credibile, non e&#8217; una cosa che si possa fare, e&#8217; un&#8217;indecenza. Oggi il tema sociale, e in particolare quello dell&#8217;occupazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il tema sociale è la priorità per il Paese</strong></p>
<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2009/09/pier1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4735" title="Pier Ferdinando Casini " src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2009/09/pier1-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" /></a></p>
<p>Il tema sociale è la priorità per il Paese.  Dico alla maggioranza e a Berlusconi:  togliete di mezzo questo processo breve perché non ha nulla di credibile, non e&#8217; una cosa che si possa fare, e&#8217; un&#8217;indecenza.<br />
Oggi il tema sociale, e in particolare quello dell&#8217;occupazione, è la priorità più sentita.<br />
Noi chiediamo che ci sia un impegno forte per le imprese, le industrie e il lavoro degli italiani.<br />
E&#8217; singolare che davanti a una crisi che colpisce il mondo del lavoro e le imprese italiane, ci sia l’incapacità da parte del governo di nominare il ministro dello Sviluppo economico.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
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		<title>Processo breve: non voteremo quel testo. Al Paese non serve un&#8217;amnistia</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 10:22:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Non entriamo in un governo dove l&#8217;unico che conta è Tremonti L’intervista a Pier Ferdinando Casini su Il Corriere della Sera di Aldo Cazzullo «Dove eravamo rimasti? Al predellino, quando ci venne spiegato che i moderati fuori dal Pdl non avrebbero avuto diritto di cittadinanza? Al bipartitismo, quando Veltroni e Berlusconi ci additarono come sbocco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Non entriamo in un governo dove l&#8217;unico che conta è Tremonti</em></strong></p>
<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2009/09/pier1.jpg"><img class="size-medium wp-image-4735 alignleft" title="Pier Ferdinando Casini " src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2009/09/pier1-226x300.jpg" alt="" width="226" height="300" /></a></p>
<p>L’intervista a Pier Ferdinando Casini su <em>Il Corriere della Sera</em> di <em>Aldo Cazzullo</em></p>
<p>«Dove eravamo rimasti? Al predellino, quando ci venne spiegato che i moderati fuori dal Pdl non avrebbero avuto diritto di cittadinanza? Al bipartitismo, quando Veltroni e Berlusconi ci additarono come sbocco della transizione italiana la terra promessa di due partiti unici? Invece tutto è andato nella direzione da noi denunciata. Il goffo tentativo di ridurre la politica italiana al bipartitismo ha posto sul piedistallo due grandi vincitori: non il Pd e il Pdl, ma Di Pietro e la Lega».</p>
<p><strong>Presidente Casini, è la sua estate. Tutti la cercano. Berlusconi la voleva al governo. Bersani la vuole nell&#8217;Alleanza democratica. </strong><br />
«È l&#8217;estate in cui si tocca con mano quel che diciamo da tempo: la Lega è diventata l&#8217;arbitro della politica italiana. Per fortuna Berlusconi ha impedito le elezioni anticipate, e ha fatto bene. Il voto in autunno sarebbe stato non solo un&#8217;ammissione di responsabilità da parte del Pdl, costretto a interrompere la legislatura dopo due anni come Prodi, nonostante i cento deputati di maggioranza. Berlusconi ha capito che sarebbe stato la vittima designata. Avrebbe trainato la coalizione alla vittoria alla Camera, impallando il Senato. A quel punto la Lega e una parte della sinistra avrebbero fatto nascere il governo Tremonti».<span id="more-10196"></span></p>
<p><strong>Tutto questo non toglie che prima o poi lei dovrà scegliere in quale alleanza entrare. </strong><br />
«Tutto questo dimostra che la gente comincia a riflettere sulle nostre idee, a lungo considerate minoritarie. È sempre brutto far la parte di chi l&#8217;aveva detto. Eppure è proprio così: noi l&#8217;avevamo detto. Due anni fa, abbiamo preso i nostri stracci e abbiamo condotto una corsa disperata, fuori dal Pdl. Ora ci chiedono di entrare al governo? Ma in questo governo l&#8217;unico che conta è Tremonti. C&#8217;è un problema di squilibrio istituzionale, con il ministero dell&#8217;Economia che ha inglobato cinque o sei ministeri della Prima Repubblica, da ultimo le Attività produttive, ormai ridotte a un simulacro. E c&#8217;è un problema di squilibrio politico: Tremonti è il garante della Lega al governo».</p>
<p><strong>È proprio quel «simulacro di ministero» che vi ha offerto Berlusconi. </strong><br />
«Al governo non si va per soddisfare vanità. Grazie a Dio, le mie vanità me le sono tolte tutte, e continuo a soddisfarle. Al governo si va per incidere politicamente. E oggi ci sarebbe consentita solo la parte del parente povero. Aggiungere un posto a tavola non servirebbe né a chi lo mette, né a chi lo riceve».</p>
<p><strong>Ma è Bossi che non vi vuole. Dice che state in mezzo per intercettare le poltrone. </strong><br />
«Bossi ha passato l&#8217;estate a insultarmi. Io preferisco replicare con i ragionamenti. È vero il contrario. Noi, alla faccia della &#8220;logica democristiana&#8221;, siamo l&#8217;unico partito all&#8217;opposizione da due legislature. Prima con Prodi, ora con Berlusconi. Il partito della nazione non nasce per aggiungersi agli uni o agli altri. Nasce ponendo una domanda: è possibile essere protagonisti in politica nel nome della dignità e della responsabilità? Perché Fioroni e Pisanu devono stare in due partiti diversi? Quale linea, quali valori, quale programma li divide, se non l&#8217;idea che alimentano gli uni e gli altri alternativamente per cui da una parte c&#8217;è il regno del bene e dall&#8217;altra il regno del male? Il partito della nazione nasce perché l&#8217;Italia si sta disgregando. E in un Paese disgregato le grandi scelte di modernizzazione non si fanno, perché costano. Prendiamo il nucleare. Noi siamo favorevoli. Ma com&#8217;è possibile pensare di poterlo fare senza un accordo bipartisan? Che succede se tra qualche anno c&#8217;è una nuova maggioranza a cui il nucleare non sta bene? Si torna indietro? Questi sono temi su cui non si può scherzare».</p>
<p><strong>Per un accordo vasto ci vorrebbe un nuovo governo. </strong><br />
«Il governo di responsabilità nazionale che noi abbiamo evocato non è il governo di tutti contro Berlusconi e Lega. Non è la vendetta contro chi ha vinto le elezioni. Ma non è nemmeno il governo di prima, con Casini al posto di Fini. Sarebbe umiliante. Vedo che provano a blandirci sbandierando i valori, l&#8217;identità cristiana. Ma a noi non interessa questo esibizionismo valoriale, usato o per compiacere le gerarchie ecclesiastiche o per innestarvi sopra operazioni politiche. Noi difendiamo i valori, e proprio per questo non ci piace il mercimonio».</p>
<p><strong>A cosa si riferisce?</strong><br />
«Vedo che i temi della bioetica vengono affrontati a volte con una logica emergenziale, come nel caso di Eluana, in cui si voleva fare una legge in 24 ore, e poi vengono trascurati per mesi, per poi essere rispolverati strumentalmente al fine di costruire un&#8217;alleanza politica. Ma sui temi etici non si costruiscono né alleanze, né steccati».</p>
<p><strong>Ma lei con chi lo vuol fare il partito della nazione? </strong><br />
«Il partito della nazione è un processo. Non ho la bacchetta magica, non fondo partiti a tavolino come Berlusconi. È chiaro che ci sono interlocutori naturali, come Rutelli. Spero poi che dalla società civile qualcosa si muova. Ma non entro nel gossip dei nomi. Anche perché molti esponenti della società civile vorrebbero entrare in campo a partita finita, quando si gusta la vittoria. Se si votasse domani mattina, questo partito avrebbe la necessità di candidarsi autonomamente; e allora tanti entusiasmi si appannerebbero. Cesa ha detto: noi azzeriamo l&#8217;Udc. Io dico: leviamo il mio nome dal simbolo, facciamo un grande concorso di idee per un simbolo nuovo. Più di così, cosa dobbiamo fare? Saranno i fatti a far maturare il resto».</p>
<p><strong>Per Fini ci sarebbe spazio?</strong><br />
«Come presidente della Camera, Fini si sta comportando bene. Sul suo futuro politico, deve decidere lui. Non è in stato di minorità. Per ora, non si capisce se i finiani rientrano nel Pdl o fanno un partito. Senza sapere queste cose, come faccio a fare una proposta a Fini? Deve dire lui quel che vuol fare, agli italiani prima che a me. Certo, oggi vengono a galla le contraddizioni iniziali di un progetto politico in cui molti si sono fatti imbarcare senza crederci fino in fondo. Però sapevamo tutti com&#8217;è Berlusconi&#8230;».</p>
<p><strong>Com&#8217;è Berlusconi? </strong><br />
«Io ho un rapporto di simpatia con lui. Tutto si può dire salvo che sia uno che non è scoperto nelle sue modalità politiche. E il modo in cui ha fatto il Pdl era indicativo di come l&#8217;avrebbe guidato. Paradossalmente, è più facile trattare con Berlusconi dall&#8217;esterno, come fa Bossi, che non nello stesso partito. Infatti non c&#8217;è giorno che non manifestino il loro disagio Rotondi e altri ex dc, che per mesi mi hanno svillaneggiato spiegandomi che fuori dal Pdl sarei stato irrilevante».</p>
<p><strong>Ma lei potrebbe mai tornare con Berlusconi?</strong><br />
«C&#8217;è un doppio Berlusconi. C&#8217;è quello che a inizio legislatura pronuncia un discorso che valorizza il ruolo dell&#8217;opposizione, e concorre con il centrosinistra e con i togati a eleggere Vietti al Csm. E c&#8217;è il Berlusconi vittima del delirio di autosufficienza. Per fortuna ora ha capito la manovra di aggiramento che era in corso contro di lui. Maroni ha parlato di un&#8217;operazione per far fuori Berlusconi. Ha ragione, ma non erano certo Di Pietro e Bersani i manovratori; e Maroni dovrebbe saperne qualcosa di più di quel che fa finta di non sapere. Se a Berlusconi è servito brandire lo spauracchio dell&#8217;Udc per evitare la congiura, mi fa piacere per lui. Ma non basta dire che siamo insieme nel Ppe per fare un&#8217;alleanza. Il giorno in cui Berlusconi andasse alle urne, finita la legislatura, su percorso di decoro politico-istituzionale, si può discutere con lui. Ma se Berlusconi andasse al voto anticipato lanciando un appello al superamento della Costituzione, guidando una coalizione in cui conta solo la Lega e gli altri fanno tappezzeria, gridando contro i poteri forti, il capo dello Stato, la magistratura e la Corte costituzionale, è ovvio che noi non potremmo mai starci».</p>
<p><strong>E il processo breve, glielo votate? </strong><br />
«Com&#8217;è uscito dal Senato, no. Noi siamo stati il partito che più di ogni altro si è fatto carico della specificità del ruolo di Berlusconi come presidente del Consiglio. Il legittimo impedimento l&#8217;abbiamo costruito noi, perché ci pareva importante far finire la stagione in cui Berlusconi e la magistratura erano avvolti in una contesa ormai patologica. Se vogliamo pensare a una tutela per le alte cariche, siamo disponibili. Ma cancellare centinaia di processi per farne finire uno o due sarebbe una follia. Di tutto il Paese sente il bisogno, tranne che di un&#8217;amnistia».</p>
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		<title>Ferragosto in carcere</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Aug 2010 15:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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		<description><![CDATA[“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Così si legge nell’articolo 27 della Costituzione italiana e mai come oggi questo principio fondamentale è smentito dalle reali condizioni delle carceri italiane che patiscono un sovraffollamento senza precedenti, che questo blog ha già più volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/08/carceri2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10010" title="carcere, the bbp" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/08/carceri2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2010/07/29/riceviamo-e-pubblichiamo-riflessioni-sul-carcere-italiano/">“</a></span><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2010/07/29/riceviamo-e-pubblichiamo-riflessioni-sul-carcere-italiano/">Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”</a>. Così si legge nell’articolo 27 della Costituzione italiana e mai come oggi questo principio fondamentale è smentito dalle reali condizioni delle carceri italiane che patiscono <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2010/04/15/carceri-e-emergenza-continua/">un sovraffollamento senza precedenti</a><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2010/04/15/carceri-e-emergenza-continua/">, che questo blog ha già più volte denunciat</a><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2010/04/15/carceri-e-emergenza-continua/">o</a>: 68.206 detenuti sono letteralmente stipati nei penitenziari italiani in condizioni precarie se non inumane. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">Il sovraffollamento degli istituti penitenziari unito ad una notevole riduzione dell’organico del personale di ogni livello che lavora nelle carceri ha reso questi luoghi dei veri e propri gironi infernali, dei luoghi dove viene mortificata l’umanità ed anche lo spirito dell’art. 27 della Costituzione, dei luoghi terribili dunque dal quale purtroppo troppo spesso “libera” solo la morte come risulta dalle cifre sui detenuti suicidi: 40 dall’inizio del 2010, 594 negli ultimi dieci anni. Ma quest’anno il suicidio è ricomparso tra </span></span></span><span style="font-size: small;">coloro che in carcere lavorano da inizio anno infatti già 4 agenti di Polizia penitenziaria si sono tolti la vita e il 23 luglio si è ucciso anche il Provveditore alle carceri della Calabria, Paolo Quattrone. In questo affollato girone infernale c’è purtroppo posto anche per i bambini fino ai tre anni d’età che secondo la legge possono rimanere in carcere con le loro mamme detenute. Ed anche per i bambini delle detenute scatta l’allarme sovraffollamento, in particolare nel carcere di Rebibbia il nido della sezione femminile segnala 19 presenze a fronte dei 14 posti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">Per accendere i riflettori su questa emergenza, che non conosce vacanza, 170 tra deputati e senatori di tutti i partiti parteciperanno al <a href="http://www.radicali.it/ferragosto-in-carcere-2010">“2° Ferragosto in carcere</a>”</span></span></span><span style="color: #1b50a9;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">, si tratta di una imponente visita di sindacato ispettivo che si svolgerà nel fine settimana di Ferragosto e che vedrà i parlamentari nei corridoi e nelle celle delle 205 case circondariali e di reclusione del territorio nazionale compresi gli istituti per minori. All’iniziativa <a href="http://www.udc-italia.it/News/SchedaReader.aspx?TypeID=3&amp;ID=91695">aderisce anche l’Udc</a></span><span style="color: #000000;">, che si conferma sempre più impegnata sul fronte caldo delle carceri con la denuncia delle criticità del sistema penitenziario (sovraffollamento, suicidi, manutenzione e carenza d’organico della polizia penitenziaria) e l’opera di convincimento presso le forze politiche sulla necessità di un risolutivo Piano nazionale delle carceri.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1b50a9;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/08/carcerecagliari.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10007" title="carcerecagliari" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/08/carcerecagliari-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>&#8220;E&#8217; importante &#8211; spiega l&#8217;on. Roberto Rao, Capogruppo in commissione giustizia a Montecitorio, dopo aver visitato la Casa circondariale Buoncammino di Cagliari &#8211; che la massiccia partecipazione di parlamentari non rappresenti il modo per lavarsi la coscienza una volta l&#8217;anno e poi dimenticarsi di affrontare con serietà e responsabilità il problema in commissione e nelle aule parlamentari. Questo è quello che ci hanno chiesto le persone che vivono e operano all&#8217;interno delle carceri: i tanti, troppi reclusi in attesa di giudizio, coloro che stanno giustamente scontando la pena e gli agenti di polizia penitenziaria, il personale medico, sanitario ed educativo&#8221;. &#8221;Anche a Cagliari &#8211; spiega &#8211; è evidente che solo grazie alla disponibilità e flessibilità degli operatori si riesce a sopperire alle carenze di organico e di fondi, con encomiabile sacrificio da parte di tutto il personale: grazie a loro la barca non affonda. Occorrono interventi legislativi rapidi, seri e approfonditi: questa e&#8217; una priorità della giustizia, che dovremmo affrontare alla ripresa dei lavori parlamentari prima di altre iniziative, anche utili ma che riguardano solo un gruppo ristretto di cittadini&#8221;.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #1b50a9;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">L’iniziativa “Ferragosto in carcere”, che ha ricevuto anche il plauso della Conferenza Episcopale Italiana, sarà dunque un importante momento di solidarietà, approfondimento e denuncia. L’Udc sarà parte integrante di questa iniziativa, oltre a Roberto Rao parteciperanno all&#8217;iniziativa: </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">Enzo Carra (al carcere di Civitavecchia), Amedeo Ciccanti (al super carcere di Ascoli), Teresio Delfino (alle carceri di Saluzzo e di Cuneo), Anna Teresa Formisano (al carcere di Cassino), Pierluigi Mantini (al carcere de L&#8217;Aquila), Lorenzo Ria (alla Casa circondariale Borgo S. Nicola di Lecce), Mario Tassone (al carcere di Siano ed al carcere minorile di Catanzaro) e Domenico Zinzi (al carcere di Santa Maria Capua Vetere). Ai parlamentari si aggiungono anche i consiglieri regionali Pippo Gianni (Sicilia), Enrico Marcora (Lombardia), Giovanni Negro (Piemonte) che svolgeranno le visite ispettive nelle rispettive regioni.</span></span></span></p>
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		<title>Csm, la nomina di Vietti mi inorgoglisce</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 10:42:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[csm]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
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		<description><![CDATA[La nomina di Michele Vietti alla vicepresidenza del Csm mi inorgoglisce e mi emoziona. Con Vietti ho condiviso la responsabilità di guidare i deputati dell&#8217;Unione di Centro in Parlamento. Speriamo che possa contribuire, anche per l&#8217;ampio consenso ricevuto, ad aprire una pagina nuova nel rapporto tra il potere legislativo e l&#8217;ordine giudiziario. Pier Ferdinando]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nomina di Michele Vietti alla vicepresidenza del Csm mi inorgoglisce e mi emoziona. Con Vietti ho condiviso la responsabilità di guidare i deputati dell&#8217;Unione di Centro in Parlamento. Speriamo che possa contribuire, anche per l&#8217;ampio consenso ricevuto, ad aprire una pagina nuova nel rapporto tra il potere legislativo e l&#8217;ordine giudiziario.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
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		<title>Caso Brancher, governo pensi ai problemi della gente, non ai ministri </title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/2010/07/05/caso-brancher-governo-pensi-ai-problemi-della-gente-non-ai-ministri/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 16:59:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ora si accantoni disegno di legge sulle intercettazioni E&#8217; ora che il Governo si preoccupi più dei problemi degli italiani che di quelli dei suoi ministri e affronti rigorosamente la manovra che rischia di tagliare servizi sociali fondamentali per i cittadini. In molte regioni italiane i tagli investiranno i trasporti pubblici locali e i servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Ora si accantoni disegno di legge sulle intercettazioni</strong></em></p>
<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-5977" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2009/11/casinifoto-300x199.jpg" alt="Pier Ferdinando Casini" width="300" height="199" /></em>E&#8217; ora che il Governo si preoccupi più dei problemi degli italiani che di quelli dei suoi ministri e affronti rigorosamente la manovra che rischia di tagliare servizi sociali fondamentali per i cittadini. In molte regioni italiane i tagli investiranno i trasporti pubblici locali e i servizi scolastici: temi molto più rilevanti che le dimissioni di Brancher. L&#8217;epilogo di questa vicenda, nata male e finita peggio, è comunque positivo. Mi auguro che il Presidente del Consiglio faccia la stessa scelta anche per la legge sulle intercettazioni accantonando questo testo e costruendo una soluzione condivisa da votare subito dopo l&#8217;estate. E&#8217; bene evitare altri colpi di sole.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intercettazioni, sono tre le cose da cambiare </title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 16:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La legge sulle intercettazioni così com’è non va. Il testo approvato dal Senato contiene almeno tre cose su cui dovremo intervenire: l’aver lasciato fuori dalle deroghe reati fondamentali come il riciclaggio e l&#8217;estorsione; i 75 giorni di intercettazioni rinnovabili con un meccanismo che non sta in piedi, e una gravissima violazione del concetto di libertà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/07/intercettazioni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9218" title="intercettazioni" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/07/intercettazioni-300x159.jpg" alt="intercettazioni" width="300" height="159" /></a></p>
<p>La legge sulle intercettazioni così com’è non va. Il testo approvato dal Senato contiene almeno tre cose su cui dovremo intervenire: l’aver lasciato fuori dalle deroghe reati fondamentali come il riciclaggio e l&#8217;estorsione; i 75 giorni di intercettazioni rinnovabili con un meccanismo che non sta in piedi, e una gravissima violazione del concetto di libertà di stampa visto che le multe agli editori comporteranno inevitabilmente uno squilibrio tra i poteri della proprietà e il principio dell&#8217;autonomia dei giornalisti.<br />
E’ inaccettabile diminuire il tasso di legalità del Paese. Non possiamo aumentare la delinquenza per tutelare la privacy. Per questo alla maggioranza dico: sediamoci intorno a un tavolo e miglioriamo insieme il testo.<br />
<em><br />
Pier Ferdinando</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intercettazioni, o il testo cambia o non ci sarà legge </title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se la maggioranza non accetta di cambiare il ddl sulle intercettazioni vuol dire che non vuole che questa legge, che pure andrebbe fatta per tutelare la privacy e non certo per indebolire la tutela della legalità, venga approvata. Alla maggioranza diciamo: basta esibizionismo muscolare, costruiamo assieme una proposta diversa, che tuteli la privacy, la legalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2009/06/pier.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/05/Casini3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8596" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/05/Casini3-300x208.jpg" alt="Pier Ferdinando Casini" width="300" height="208" /></a>Se la maggioranza non accetta di cambiare il ddl sulle intercettazioni vuol dire che non vuole che questa legge, che pure andrebbe fatta per tutelare la privacy e non certo per indebolire la tutela della legalità, venga approvata. Alla maggioranza diciamo: basta esibizionismo muscolare, costruiamo assieme una proposta diversa, che tuteli la privacy, la legalità e la libertà di stampa.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mozione di sfiducia Brancher, Casini risponde ad una sostenitrice</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 16:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo una lettera alla redazione: Caro Presidente, Sono alcuni giorni che impazza sul web la polemica nei riguardi di Brancher. Un ministero, l&#8217;ennesimo, istituito per favorire il federalismo (come se non ne bastassero altri 3!), mentre quello dello Sviluppo Economico rimane vacante. Intorno alla figura di Bracher, inoltre, i dubbi sono tanti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><strong><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/06/Casini_studio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9078" title="Casini_studio" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/06/Casini_studio-300x199.jpg" alt="Casini_studio" width="300" height="199" /></a></strong></span></p>
<p><strong>Riceviamo e pubblichiamo una lettera alla redazione:</strong></p>
<p>Caro Presidente,<br />
Sono alcuni giorni che impazza sul web la polemica nei riguardi di Brancher. Un ministero, l&#8217;ennesimo, istituito per favorire il federalismo (come se non ne bastassero altri 3!), mentre quello dello Sviluppo Economico rimane vacante. Intorno alla figura di Bracher, inoltre, i dubbi sono tanti e lui stesso non fa che alimentarli. L&#8217;ultimo passo, chiedere il legittimo impedimento, con la pronta e fredda risposta di Napolitano: &#8220;Ministro senza portafoglio, nessun legittimo impedimento&#8221;.<br />
La politica, però, in merito a Brancher è divisa, e ciò non fa che accrescere le perplessità nei cittadini che, davanti a tali discussioni, si trovano sempre più spaesati.<br />
Ecco, oggi mi sento proprio così: spaesata. La mia domanda è proprio questa: come si muoverà l&#8217;UDC in caso di un&#8217;eventuale mozione di sfiducia nei riguardi di Brancher?<br />
Buon lavoro da una sua sostenitrice, l&#8217;Italia ne ha tanto bisogno.<br />
<em>Marta</em></p>
<p><strong>Pier Ferdinando Casini risponde:</strong></p>
<p><em>I Parlamentari dell&#8217;UDC decideranno insieme il da farsi in caso di presentazione di una mozione di sfiducia: E&#8217; fin troppo chiaro come il nostro giudizio sia negativo, sia dal punto di vista generale (non si doveva estendere il legittimo impedimento a tutti i Ministri), sia dal punto di vista particolare (che bisogno c&#8217;era di un Ministero inutile?). A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, diceva Andreotti.<br />
Detto questo, cara Marta, le mozioni di sfiducia hanno solo l&#8217;effetto di ricompattare maggioranze traballanti, qui c&#8217;è un dissidio durissimo aperto fra Pdl e Lega ed anche all&#8217;interno del Pdl. Siamo così sicuri che la mozione di sfiducia, al di là delle intenzioni, non rappresenti un aiuto insperato?<br />
Pier Ferdinando</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Manovra: irresponsabile negarne l’urgenza, ma servono tagli più incisivi</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 12:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il disegno di legge sulle intercettazioni, la manovra economica, il futuro della Fiat di Pomigliano. Sono solo alcuni dei temi affrontati da Pier Ferdinando Casini ospite di ‘Unomattina’. Intercettazioni. “Siamo tutti spiati noi, io sicuramente sì, lei non lo so, gli italiani penso un po’ meno. Ma al di la&#8217; di quanto siamo spiati io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="390" height="238" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://blip.tv/play/AYHnkE8A" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="390" height="238" src="http://blip.tv/play/AYHnkE8A" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/05/casini7.jpg"></a>Il disegno di legge sulle intercettazioni, la manovra economica, il futuro della Fiat di Pomigliano. </em><br />
<em>Sono solo alcuni dei temi affrontati da Pier Ferdinando Casini ospite di ‘Unomattina’.</em></p>
<p><strong>Intercettazioni. </strong>“Siamo tutti spiati noi, io sicuramente sì, lei non lo so, gli italiani penso un po’ meno. Ma al di la&#8217; di quanto siamo spiati io credo sia giusto tutelare la privacy, sia giusto tutelare il diritto di riservatezza degli italiani”. Pier Ferdinando Casini ricorda la strada indicata dal suo partito, quella di porre un &#8216;tetto&#8217; alle spese per le intercettazioni per limitarne l&#8217;attuale abuso e dice: “Dobbiamo fare una legge che, tutelando il diritto alla riservatezza, non impedisca alle indagini delicate di avvalersi di uno strumento fondamentale come le intercettazioni telefoniche perché servono in modo determinante per sconfiggere criminalità e delinquenza”.<span id="more-8863"></span><br />
“Fare il legislatore è difficile – aggiunge-  ma noi legislatori dobbiamo essere bravi proprio per questo. Tutelare la riservatezza, tutelare il magistrato che tramite le intercettazioni scopre il pedofilo, il delinquente, il mafioso, il criminale: queste sono esigenze che devono andare insieme”.<br />
Secondo Casini ieri Bossi “ha detto una cosa seria perché la Camera non è il passacarte del Senato”, per cui “è giusto che il bicameralismo serva a migliorare le leggi che si fanno e io credo che la disponibilità di Bossi debba essere raccolta dalle opposizioni: noi dobbiamo migliorare la legge”.<br />
Alla domanda perché ora il premier sembri frenare, Casini dice che “questo onestamente bisognerebbe chiederlo a Berlusconi, come tutti sanno io non sono il suo interprete più accreditato”. “Io &#8211; prosegue &#8211; penso che bisogna essere ragionevoli perché sono state previste sanzioni così pesanti nei confronti dei giornali che gli editori finiranno per intromettersi nell&#8217;autonomia del corpo redazionale, per cui si toccano principi che riguardano non solo la libertà di stampa, ma anche il ruolo e le distinzioni di ruolo che ci devono essere fra chi ha la proprietà di un giornale e chi ne ha la responsabilità della direzione, i direttori. Si vanno a toccare dei nervi molto fragili”.<br />
“E’ vero &#8211; conclude – c’è un eccesso di intercettazioni. Il mio partito proprio per questo aveva fatto una proposta di un tetto per Procura di soldi, di fondi, da indirizzare all&#8217;uso delle intercettazioni. Questo mi sembrava un metodo abbastanza efficace per limitare l&#8217;abuso”.</p>
<p><strong>Fiat. </strong>“Non c’è lo spazio per dire no all&#8217;accordo” per la Fiat di Pomigliano. “Credo che tutti gli italiani capiscano – spiega Casini-  che non c&#8217;e&#8217; strada: noi dobbiamo fare questi sacrifici perché questi sacrifici determinano investimenti ingenti della Fiat in Italia e posti di lavoro in Italia”.<br />
“E’ un tema caldo – aggiunge-  ma anche emblematico di come vanno le cose in Italia, qui bisogna essere sinceri. La Fiat ha detto: ‘io sono disponibile a investire una somma ingente però questo stabilimento non è produttivo, fare macchine qui significa perdere soldi e non guadagnarne e noi non siamo un’azienda che può perdere, ma dobbiamo guadagnare sennò chiudiamo. O investo in Italia e chiedo ai sindacati e ai lavoratori dei sacrifici o vedo a investire all’estero’.”<br />
“Non facciamo questi sacrifici? – prosegue- Ma la Fiat dice le chiacchiere stanno a zero: noi andiamo fuori e non facciamo gli investimenti in Italia e l&#8217;Italia perde posti di lavoro e Pomigliano perde posti di lavoro in una zona che ha già una disoccupazione drammatica. Allora io credo che quando la Cisl, la Uil in qualche misura anche la Cgil (non la Fiom) dicono ‘accettiamo la sfida di nuove regole, di nuovi accordi aziendali per tutelare l&#8217;occupazione’ ma fanno l&#8217;interesse dei lavoratori prima di tutto: non c&#8217;e&#8217; lo spazio per dire no a questo accordo, lo spazio per dire no a questo accordo significa il disfattismo nazionale, chiudiamo le aziende mandiamole all&#8217;estero poi non ci lamentiamo perché gli italiani hanno il 30% dei giovani disoccupati”.</p>
<p><strong>Federalismo. “</strong>Parliamo di federalismo: se il federalismo significa meno sprechi, costi standard al posto della spesa storica, noi siamo tutti favorevoli a questi principi” spiega Casini.<br />
“Il problema vero – aggiunge- è che noi temiamo che in una fase di difficoltà economica internazionale e italiana noi questo federalismo non riusciamo a realizzarlo, se non a prezzo di moltiplicazioni di sprechi e centri di spesa e di confusioni in termini di competenza.”<br />
E’ vero, ammette, “ci sono gli sprechi, ma soprattutto c’è un problema molto serio: noi<strong> </strong>dobbiamo guardare a cosa fa l’Europa”.</p>
<p><strong>Province.</strong> “Stamattina ho letto che la signora Merkel, il cancelliere tedesco, che nei giorni scorsi ha fatto una manovra da 100 miliardi (e in confronto la nostra è praticamente una ‘spazzolatina’), si pone il problema di accorpare i Lander, le regioni tedesche, e noi abbiamo il problema di ridurre le province”. Poi ricorda: “In campagna elettorale, io, Berlusconi, Veltroni eravamo candidati Premier e tutti abbiamo detto ‘aboliamo le province’. Noi siamo rimasti di questa idea. In questo frangente hanno tirato fuori l’ipotesi di abolirne 10. Meglio che niente, almeno incominciamo. Poi però sono passati a 5, poi a 4, e alla fine tutti sanati: non si abolisce più alcuna provincia.”<br />
“Col disegno delle autonomie locali – sottolinea Casini &#8211; addirittura si vogliono dare più competenze alla province: ma la cartina di tornasole che il federalismo rischia di non essere una cosa seria è che, se non si taglia, si moltiplicheranno solo le spese e si renderà il divario che già c’è fra il Nord e il Sud del Paese ancora più forte”.</p>
<p><strong>Enti locali.  </strong>“I Presidenti delle regioni, Roberto Formigoni in primis, contestano la manovra finanziaria e dicono ci sono pochi tagli al centro e molti alle regioni. Certo – sottolinea Casini-  questi tagli lineari non vanno: prevedere  meno trasferimenti senza andare ad individuare delle aree di spreco, rischia di decurtare fortemente l&#8217;accesso ai servizi sociali”.</p>
<p><strong>Riforme. </strong>Per Casini “la manovra è inevitabile” e “chi dice che se ne poteva fare a meno è un<strong> </strong>irresponsabile, un pazzo, perché questa manovra è una manovra che giustamente il Governo fa per mettere al riparo i conti pubblici italiani e penso che la lotta all&#8217;evasione sia positiva”.“Ma noi pensiamo – aggiunge- che certi tagli devono essere fatti in modo più incisivo e che serva un progetto di grandi riforme sulla previdenza e sulle liberalizzazioni”. Insomma, sottolinea: “da un lato, bisogna avere più coraggio a tagliare e, dall’altro, bisogna avere più coraggio  a fare grandi riforme”.</p>
<p><strong>Articolo 41 della Costituzione.  </strong>Per commentare l’ipotesi di riforma dell’art. 41 della Costituzione Casini usa una metafora: <strong>“</strong>A me sembra che in certe circostanze siamo come quel signore che ha i<strong> </strong>bambini ammalati, ha la moglie che lo sta mollando, sta per fallire<strong> </strong>con l’azienda e dice: ‘Sapete qual è la novità? Ho perso il gatto’. Ecco, l’articolo 41 è come quando diciamo ‘Ho perso il gatto’ rispetto a questi eventi”.<br />
E spiega: “Non c’è bisogno di fare una modifica costituzionale che dura 2 anni per ottenere delle cose che sono facilmente ottenibili, se c’è volontà politica, con delle leggi. Noi introduciamo sempre degli spot nuovi, poi non si fa niente mentre le cose che si potrebbero e dovrebbero fare vengono rinviate”.</p>
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		<title>Ddl intercettazioni prima della manovra? E’ umorismo, nemmeno politica</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 14:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mandare alla Camera prima il ddl intercettazioni e poi la manovra sarebbe puro umorismo, non è neanche politica. Qui si tratta di avere buon senso: c&#8217;e&#8217; un decreto e un ddl di cui si discute da tre anni. Il decreto ce lo impone l&#8217;Europa, e&#8217; un&#8217;emergenza, e&#8217; chiaro che si dovrà partire prima dalla manovra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/05/casini5.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8504" title="casini5" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/05/casini5.jpg" alt="casini5" width="250" height="280" /></a>Mandare alla Camera prima il ddl intercettazioni e poi la manovra sarebbe puro umorismo, non è neanche politica.<br />
Qui si tratta di avere buon senso: c&#8217;e&#8217; un decreto e un ddl di cui si discute da tre anni.<br />
Il decreto ce lo impone l&#8217;Europa, e&#8217; un&#8217;emergenza, e&#8217; chiaro che si dovrà partire prima dalla manovra economica.<br />
Credo sarebbe irresponsabile dire agli italiani che abbiamo scherzato e che le intercettazioni sono piu&#8217; importanti della finanziaria.<br />
Capite che sarebbe umorismo e non politica.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
]]></content:encoded>
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