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	<title>Pierferdinando Casini &#187; Elezioni</title>
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		<title>Con qualunque legge elettorale il Terzo Polo è decisivo</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 19:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con estremismi si vince ma non si governa Una legge elettorale diversa è fondamentale ma con tutte le leggi elettorali che possiamo fare, il terzo polo è determinante. In qualsiasi scenario noi siamo decisivi. Senza gente con la testa sulle spalle, il governo non si tiene in piedi. Con gli estremismi si vince ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Con estremismi si vince ma non si governa </strong></em></p>
<p>Una legge elettorale diversa è fondamentale ma con tutte le leggi elettorali che possiamo fare, il terzo polo è determinante. In qualsiasi scenario noi siamo decisivi. Senza gente con la testa sulle spalle, il governo non si tiene in piedi. Con gli estremismi si vince ma non si governa.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Verso una riforma di Equitalia</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 19:48:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Lega, in affanno di consensi e in perdita di voti, ha deciso adesso, con colpevole ritardo, di proporre delle modifiche all’operato di Equitalia. Noi ne avevamo già parlato, e non possiamo che essere contenti che il governo e la Lega decidano di accogliere le nostre mozioni, anzi, i problemi sollevati dai cittadini italiani, ma al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/06/Equitalia_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-19029" title="Equitalia_" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/06/Equitalia_2-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a>La Lega, in affanno di consensi e in perdita di voti, ha deciso adesso, con colpevole ritardo, di proporre delle modifiche all’operato di Equitalia. Noi <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2011/05/25/un-salvagente-alle-famiglie-la-moratoria-verso-equitalia/" target="_blank">ne avevamo già parlato</a>, e non possiamo che essere contenti che il governo e la Lega decidano di accogliere le nostre mozioni, anzi, i problemi sollevati dai cittadini italiani, ma al contempo vorremmo che il provvedimento su Equitalia fosse accurato e preciso e non intriso della demagogia che si è vista in questi gironi da parte del governo (giusto per fare un esempio, il discorso di abbassare le tasse, quando tutti sanno benissimo che lo Stato italiano soldi non ne ha).</p>
<p>Il problema non è se l’azione di Equitalia sia giusta o meno, perché questa organizzazione si limita a porre in essere ciò che prescrive la legge, ma semmai, che questa azione debba essere contemperata al più ampio principio di colpire l’evasore fiscale e non il cittadino che si sta rimettendo in carreggiata.</p>
<p>In sostanza, noi vorremmo che, l’annunciato provvedimento su Equitalia, non fosse l’ennesimo colpo di spugna per chi è un evasore cronico, o per chi vuole fare il furbo, ma che fosse studiato un meccanismo che premia il cittadino che cerca di essere virtuoso e in linea con i pagamenti e punisca severamente chi evade.</p>
<p>Il punto focale è questo: la strada per riportare in ordine i conti dell’Italia è nella lotta all’evasione, perché se è vero che, come dicono le statistiche ufficiali, sfuggono al radar del fisco almeno 500 miliardi di euro di economia sommersa, allora l’impegno di tutti deve essere nel fare emergere questa massa enorme di denaro. Invito tutti a fare due calcoli: se emergesse anche solo la metà di questa cifra, ovvero 250 miliardi, e se su questa emersione si pagassero le giuste tasse (stimiamo al 40%), lo Stato italiano avrebbe un extragettito0 fiscale di 100 miliardi di euro, ovvero 2 volte e mezza la manovra che Tremonti si appresta a varare.</p>
<p>Per questo motivo noi vorremmo che si iniziasse con Equitalia, prevedendo una moratoria e una rateizzazione per le famiglie bisognose e in difficoltà, ma al contempo, il pugno di ferro per chi, coscientemente, evade il fisco. Solo in questo modo si può attuare un provvedimento che non sia punitivo verso il cittadino e l’azienda onesta, e che al contempo permetta di mantenere l’equilibrio finanziario dell’Italia.</p>
<p>Nei prossimi giorni vedremo cosa il governo intende fare su Equitalia e vigileremo affinchè non sia l’ennesimo pasticcio, perché siamo convinti che i cittadini meritano di essere trattati con rispetto e intelligenza da tutte le forze politiche, perché il popolo italiano non si fa prendere in giro da chi lancia vuoti proclami e false promesse.</p>
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		<title>Berlusconi si concentri sui problemi degli italiani</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 15:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è la necessità di voltare pagina. Mi auguro che se il governo sarà bocciato domenica e lunedì, finalmente si torni a parlare dei problemi degli italiani. Abbiamo il 30 &#8211; 40% di giovani disoccupati. Nel Mezzogiorno il mondo femminile profondamente colpito dalla crisi. La questione sociale è enorme, pensate a ciò che è successo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/abc2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18347" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/abc2-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>C&#8217;è la necessità di voltare pagina. Mi auguro che se il governo sarà bocciato domenica e lunedì, finalmente si torni a parlare dei problemi degli italiani.<br />
Abbiamo il 30 &#8211; 40% di giovani disoccupati. Nel Mezzogiorno il mondo femminile profondamente colpito dalla crisi. La questione sociale è enorme, pensate a ciò che è successo per Fincantieri nei giorni scorsi. Una fascia di ceto medio sta scivolando nell&#8217;area della povertà, perché un Paese che non si sviluppa è un Paese che produce più disoccupati.<br />
Se il risultato delle elezioni amministrative rafforzerà quella la bocciatura della politica del governo, chiediamo che Berlusconi finalmente si concentri sui problemi degli italiani, perché queste sono le emergenze, non i suoi processi.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
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		<title>Amministrative, pensare ai problemi delle città</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2011 15:38:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riteniamo che in queste elezioni amministrative bisogna pensare alle città, ai problemi della collettività. Purtroppo c&#8217;è stata una degenerazione anche del costume politico in Italia. Chi ha voluto trasformare queste elezioni in un referendum pro o contro il governo ha ottenuto il risultato di essere sonoramente bocciato, ma soprattutto ha svilito il grande significato del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riteniamo che in queste elezioni amministrative bisogna pensare alle città, ai problemi della collettività. Purtroppo c&#8217;è stata una degenerazione anche del costume politico in Italia. Chi ha voluto trasformare queste elezioni in un referendum pro o contro il governo ha ottenuto il risultato di essere sonoramente bocciato, ma soprattutto ha svilito il grande significato del voto locale.<br />
D&#8217;altronde, quando in una campagna elettorale si fa leva sulle paure dei cittadini, si cerca di spargere odio, come se l&#8217;odio potesse in qualche modo assicurare una vittoria, si perde il senso delle dimensioni. </p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>«Non ci arruoleranno, il Terzo Polo è una realtà»</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 07:06:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo da &#8216;Il Messaggero&#8217; l&#8217;intervista a Pier Ferdinando Casini di Claudio Sardo ROMA &#8211; «Ma cosa si immaginavano? Che ci saremmo arruolati, al suono della fanfara, con un Pdl in piena deriva estremista o con de Magistris e Pisapia? E, se avessimo fatto una simile scelta, cosa direbbero oggi i politologi che ci criticano? Direbbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/intervista2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18153" title="Intervista a Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/intervista2-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a><strong>Pubblichiamo da &#8216;Il Messaggero&#8217; l&#8217;intervista a Pier Ferdinando Casini</strong><br />
<em>di Claudio Sardo</em></p>
<p>ROMA &#8211; «Ma cosa si immaginavano? Che ci saremmo arruolati, al suono della fanfara, con un Pdl in piena deriva estremista o con de Magistris e Pisapia? E, se avessimo fatto una simile scelta, cosa direbbero oggi i politologi che ci criticano? Direbbero che il Terzo Polo è tornato sotto le ali protettive di Berlusconi oppure, all’opposto, che si è aggiunto all’ammucchiata anti-berlusconiana». Pier Ferdinando Casini è convinto che il non schierarsi nei ballottaggi di Milano e Napoli sia stata la scelta migliore. Una scelta obbligata da «ragioni di coerenza». Ma anche un investimento politico perché «l’autonomia del centro resta l’antidoto migliore, di cui il Paese dispone, a questo bipolarismo radicalizzato e inconcludente». E il risultato elettorale ottenuto dal Terzo Polo «dimostra fin d’ora che nella prossima legislatura né il Pdl, né il Pd avranno la maggioranza dei seggi in Senato e dunque sarà possibile avviare una fase politica nuova, nel segno nuovo dell’unità nazionale».</p>
<p><strong>Presidente Casini, nel descrivere come estremiste o eccessivamente radicalizzate le opzioni in campo a Milano e Napoli, non rischia di far torto agli elettori?</strong><br />
«Gli elettori hanno sempre ragione. E la nostra scelta è la più rispettosa nei loro confronti. Dico di più: se gli elettori hanno premiato in modo così massiccio Pisapia e de Magistris bisogna comprendere bene anche la loro ragione politica. I milanesi non sono diventati di colpo tutti estremisti. È stato Berlusconi a dare alle elezioni un carattere politico nazionale: e gli elettori lo hanno bocciato. Ma il rispetto è dovuto anche all’intelligenza di chi ha votato per noi e lo ha fatto per investire sul futuro. Non potevamo accantonare il nostro progetto per qualche assessorato. Ora i nostri elettori sceglieranno in libertà la soluzione che sembra loro più positiva o meno negativa per la loro città».<span id="more-18152"></span></p>
<p><strong>Il vostro risultato però non appare brillante.</strong><br />
«Invece è stato un risultato positivo. Come dimostra l’analisi del professor D’Alimonte, l’Udc è uno dei pochi partiti che vanta un segno più rispetto alle regionali del 2010. A Milano il Terzo Polo ha raggiunto il 5,5%, mentre cinque anni fa in coalizione con la Moratti prendemmo il 2%. Il dato ancora più evidente è che la concentrazione dei voti sui due candidati maggiori, nelle grandi città, si è generalmente ridotta. Se prima raggiungeva il 95% ora sono molte le realtà, a partire da Napoli, in cui si scende al 65%. Questo bipolarismo è comunque in crisi».</p>
<p><strong>Sul percorso di costruzione del Terzo Polo si registra ora lo strappo di Andrea Ronchi. Quanto manca all’amalgama di un nuovo soggetto politico?</strong><br />
«Il dissenso di Ronchi è un problema di ieri, non di oggi. Non ha mai accettato fino in fondo l’idea di una vera discontinuità da questo centrodestra e ritiene che il ruolo di Fli sia quello di creare le condizioni per un ritorno alla casa di provenienza. Francamente le opinioni prevalenti tra i dirigenti del Fli mi sembrano diverse: a Olbia, mentre l’Udc era alleata con il centrodestra, il Fli è stato determinante nella vittoria del centrosinistra, prendendo persino il 9% dei voti».</p>
<p><strong>Ma qual è il destino del Terzo Polo?</strong><br />
«Il Terzo Polo è composto da una pluralità di soggetti con un medesimo disegno unitario. Le candidature comuni nelle quattro grandi città hanno richiesto un grande sforzo, ma sono state la prima tappa di un impegnativo percorso. Che ora impone chiarezza. C’è tra noi una condivisione forte delle priorità del Paese, cioè della necessità di riforme strutturali, di politiche di coesione nazionale, di un serio progetto di crescita. Siamo anche convinti che con questo schema politico l’Italia non può farcela. Bisogna cambiarlo. E agire fin d’ora. Quando il Pd si vanta di aver battuto il governo per cinque volte alla Camera deve riconoscere che senza di noi non sarebbe stato possibile. E forse anche il Pdl farebbe bene a riflettere sulla grande impresa di Berlusconi di espellere Casini e Fini: ora guida una coalizione estremista, in cui persino la Lega appare talvolta come un fattore di moderazione&#8230;»</p>
<p><strong>A dire il vero oggi qualcuno nel Pdl chiede a Berlusconi di aprire a Casini e al Terzo Polo. Lei cosa risponde?</strong><br />
«Cosa vuol dire aprire? Il problema è la politica del Pdl. Se aprire vuol dire concedere qualche poltrona, l’offerta può interessare qualche trasformista, certo non noi. Noi vogliamo parlare di un Paese da troppo tempo senza governo, di un Paese che non cresce ed è indebolito dalle sue divisioni».</p>
<p><strong>Bersani propone di unire le «forze della ricostruzione». Perché il Terzo Polo risponde negativamente alla proposta del Pd?</strong><br />
«Personalmente mi auguro che Bersani sviluppi con coerenza questa impostazione del Pd, che giudico positiva. Ma non mi sfugge che nel centrosinistra e nello stesso Pd si muovono anche spinte contraddittorie. Non ci sarà unità nazionale senza un’autentica rappresentanza dei veri moderati. La discussione va approfondita: ma certo non prenderemo scorciatoie, né parteciperemo a governi come quelli di Prodi».</p>
<p><strong>Continuerà la legislatura fino alla scadenza naturale?</strong><br />
«Ne sono meno convinto di ieri. E comunque, se si deve andare avanti così, è meglio chiudere subito e votare a ottobre».</p>
<p><strong>La Lega potrebbe chiedere a Berlusconi un cambio della guida del governo, magari proponendo Tremonti come premier.</strong><br />
«Mi sembra difficile. Nella Lega emergeranno presto valutazioni e timori ben più radicali. Non credo che basti neppure un nome nuovo a Palazzo Chigi. Il Pdl farebbe bene, se ne è capace, a discutere a fondo sulla crisi della sua esperienza di governo. Perché chiudendosi nel fortino &#8211; e proseguendo sulla linea che porta oggi alcuni di loro a dire che a Milano chi vota Pisapia è un drogato o un militante dei centri sociali &#8211; si rischia di lasciare campo libero a un antiberlusconismo ancora più aggressivo».</p>
<p><strong>Cosa farà il Terzo Polo se si dovesse votare così presto, addirittura a ottobre?</strong><br />
«Le amministrative hanno fissato un punto certo. Abbiamo i numeri per ottenere il quorum in tutte le Regioni e dunque non ci sarà al Senato una maggioranza autosufficiente di centrodestra o di centrosinistra. Il discorso sulla necessaria unità nazionale per affrontare il prossimo decennio con un respiro adeguato riprenderà da lì».</p>
<p><strong>La campagna elettorale amministrativa per lei è già finita?</strong><br />
«Nient’affatto. Sosterrò Pettinari, candidato Udc di Macerata, la cui affermazione contribuirà a rafforzare l’esperienza di buon governo delle Marche che abbiamo in comune con il Pd. E andrò anche al Sud, dove siamo alleati con ottime persone del Pdl. Come si vede, il settarismo non è nel nostro dna e siamo nel vivo della battaglia».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amministrative, Pdl e Lega bocciati</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 07:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da queste elezioni amministrative, con buona pace di chi fa le pulci ai risultati del centrodestra, Pdl e Lega escono duramente penalizzati dagli elettori: è stato bocciato il governo, è stato bocciato il presidente del Consiglio che aveva chiesto un referendum su se stesso. Il Pdl ha parlato di Berlusconi, di magistrati e ha usato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/abc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18104" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/abc-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a>Da queste elezioni amministrative, con buona pace di chi fa le pulci ai risultati del centrodestra, Pdl e Lega escono duramente penalizzati dagli elettori: è stato bocciato il governo, è stato bocciato il presidente del Consiglio che aveva chiesto un referendum su se stesso. Il Pdl ha parlato di Berlusconi, di magistrati e ha usato affermazioni di dubbio gusto nei confronti degli avversari. Noi, invece, abbiamo cercato di parlare di amministrazione delle città, e non siamo pentiti.<br />
Il Terzo Polo scioglierà la riserva sull&#8217;appoggio da dare ai candidati che corrono i ballottaggi di Milano e Napoli. Segnali di fumo e di telefono ci sono arrivati da tutti, anche dai più impensati. Ma il problema è politico, non di numeri di telefono. Noi non vogliamo posti a tavola, non facciamo parte della Repubblica dell&#8217;arruolamento per cui chi e&#8217; stato eletto all&#8217;opposizione poi finisce al governo. Le alleanze si decideranno sul territorio con i nostri dirigenti locali. In ogni caso, gli elettori sono maggiorenni e vaccinati e ognuno farà la propria scelta sul voto.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Adesso tocca a noi, destra e sinistra hanno fallito</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 07:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Basta con il bipolarismo degli estremismi, l&#8217;Italia è stufa» L’intervista su  ‘il Messaggero’ a Pier Ferdinando Casini di Alberto Gentili Presidente Casini, la campagna elettorale è finita. Tracci un bilancio riguardando le immagini più significative: Moratti che in tv da del terrorista a Pisapia e Pisapia che non  stringe al sindaco la mano. Reazione? «Questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>«Basta con il bipolarismo degli estremismi, l&#8217;Italia è stufa»</strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/casini_pf.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18014" title="Piere Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/casini_pf-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></strong></em>L’intervista su  ‘il Messaggero’ a Pier Ferdinando Casini di <em>Alberto Gentili</em></p>
<p><strong>Presidente Casini, la campagna elettorale è finita. Tracci un bilancio riguardando le immagini più significative: Moratti che in tv da del terrorista a Pisapia e Pisapia che non  stringe al sindaco la mano. Reazione?</strong><br />
«Questa istantanea racconta perfettamente la campagna elettorale degli opposti estremismi. La sinistra ha sbagliato a candidare Pisapia, che non è certo un moderato, invece a Milano serviva un moderato. E la destra ha trasformato geneticamente la signora Moratti, da signora qual era, in una specie di drago estremista. Così va il mondo. E va male».</p>
<p><strong>La seconda foto: Berlusconi promette di fermare le ruspe che dovrebbero abbattere le case abusive in Campania.</strong><br />
«E&#8217; un po&#8217; uguale a quella della villa di Lampedusa. In quel caso ha detto che la colpa era del Demanio, ma chi aveva annunciato di averla comprata era stato lui. Siamo alle boutade elettorali che sono il segno di disperazione o semplicemente, il che sarebbe ancora più grave, di poca serietà. Il problema delle demolizioni c&#8217;era, ma non poteva essere risolto a due giorni dal voto».<span id="more-18061"></span><br />
<strong><br />
Un&#8217;altra istantanea: il premier a Milano definisce i pm «un cancro da estirpare» e invoca una «commissione parlamentare d&#8217;inchiesta contro i magistrati» che lo indagano. Commento?</strong><br />
«Tante persone che hanno votato Berlusconi per avere la riforma della giustizia da queste frasi capiscono che non l&#8217;avranno mai. Solo chi non pensa che il tema della giustizia sia una lotta personale di Berlusconi con i magistrati può credere che voglia una vera riforma della giustizia. Il premier non vuole riforme, ma vendette. Non solo, chi non ha argomenti per parlare delle città e del governo del Paese, perché non ha fatto assolutamente nulla, cerca il solito vittimismo per prendere voti. Forse può farcela, ma è indubbio che la proposta politica di Berlusconi è fallita e queste boutade sono la decretazione del fallimento».</p>
<p><strong>Foto di Bossi a Gallarate: «Non sono d&#8217;accordo con Berlusconi, i pm non sono un cancro. Napolitano ha ragione a difendere la legalità». Sensazione?</strong><br />
«Stupore. Il vero miracolo di Berlusconi è stato trasformare Bossi in un moderato. Il Pdl è nato per unire i moderati ed è diventato ima forza estremista. Bossi, che è oggettivamente un estremista, al loro confronto è diventato un moderato e sarà premiato dalle urne. Il che la dice lunga sia sull&#8217;evoluzione del Pdl, sia sul fatto che dopo le elezioni ne vedremo delle belle».</p>
<p><strong>Ecco un dittico. Napolitano: «Voglio un confronto sereno, basta risse». Berlusconi: «Togliamo i poteri di controllo al Quirinale».</strong><br />
«Per fortuna che Napolitano esiste, c&#8217;è bisogno di persone che abbiano ancora il senso delle istituzioni in un momento in cui le istituzioni vengono ridicolizzate e svillaneggiate. Berlusconi? Niente di nuovo sotto il sole, è coerente: il Quirinale è un impiccio, un fastidio. Per il Cavaliere chi vince è il padrone del Paese, non colui che deve governarlo. Per cui i contropoteri e i sistemi di garanzia sono un fastidio, una perdita di tempo, un impiccio».</p>
<p><strong>Ultima istantanea: D&#8217;Alema a Triste propone un&#8217;alleanza elettorale da Vendola a Fini per fermare il Cavaliere. Reazione?</strong><br />
«D&#8217;Alema fa un bel favore a Berlusconi, esattamente come la candidatura di Pisapia a Milano. L&#8217;unico timore del premier è l&#8217;esistenza di una forza moderata come la nostra che contende al Pdl i voti sul suo terreno».</p>
<p><strong>Come si ferma allora Berlusconi?</strong><br />
«Marciando divisi per colpire uniti. Questa è al momento la strategia, alla vigila delle elezioni politiche vedremo. Può anche darsi che Berlusconi, sapendo di non poter vincere a causa della presenza in campo di un Polo moderato, possa fare un passo indietro».</p>
<p><strong>Il Cavaliere dice che queste elezioni amministrative sono un «test politico nazionale». Se il Pdl non tiene Milano, si dovrà dimettere?</strong><br />
«Nessuno glielo chiederà e nessuno vuole fare scorciatoie. Queste sono elezioni amministrative, le politiche sono un&#8217;altra storia. Berlusconi parla di test nazionale perché vuole alzare il livello dello scontro e perché non sa nulla dei reali problemi delle città in cui si vota».</p>
<p><strong>Ha detto: «Dopo le elezioni ne vedremo delle belle tra Lega e Pdl». Cosa si aspetta?</strong><br />
«Purtroppo per il Paese il caos alimenterà. Lo scontro tra Berlusconi e Bossi si tradurrà in paralisi ulteriori. Al nulla che hanno fatto, il nulla seguirà».</p>
<p><strong>Casini, lei ha paragonato Berlusconi a Zelig e a un conduttore di Scherzi a parte. Perché?<br />
«Perché c&#8217;è un limite. Il premier sta dicendo tutto e il contrario di tutto. Non ce la si fa a seguirlo perfino con una bussola in mano. Francamente non si sa mai da che parte sta. Il tutto concorre alla poca serietà della politica».</strong></p>
<p><strong>Queste elezioni rappresentano la prima prova del Polo moderato. Cosa si aspetta?</strong><br />
«Ciò che ho visto girando tutto il Paese è che il più grande partito italiano, il partito degli astensionisti, ha bisogno di un riferimento nuovo. E noi speriamo di costruire questo riferimento».</p>
<p><strong>Perché gli astensionisti dovrebbero superare il disgusto e votare per voi?</strong><br />
«Forse non lo supereranno tutti oggi, l&#8217;importante è che ci votino alle elezioni politiche».</p>
<p><strong>La sua scommessa è la moltiplicazione delle città in cui si va al ballottaggio. Volete dimostrare che senza di voi non si vince?</strong><br />
«Senza di noi si può vincere, ma senza di noi non si governa. Berlusconi e Prodi hanno vinto senza di noi, ma non sono riusciti a governare. In più, ora è dimostrato che l&#8217;idea di forzare il bipolarismo in un bipartitismo è miseramente fallita. Se ne prenda atto e si proceda oltre. Il bipolarismo realizzato, è il bipolarismo dei fallimenti: prima quello di Prodi, ora quello di Berlusconi. Non si può difendere un sistema che produce ingovernabilità e non risolve alcun problema. Il nostro è un Paese che non cresce, che produce più disoccupati, che taglia sul futuro dei nostri figli rappresentato da ricerca, scuola, innovazione. Ed è il Paese di una sinistra che non ragiona sui processi di trasformazione: abbiamo gli stipendi più bassi d&#8217;Europa e la rigidità del lavoro più consolidata. Qui bisogna cambiare meccanismo: servono più flessibilità, più mobilità, più disponibilità e stipendi più alti».</p>
<p><strong>A Milano chi voterete al ballottaggio. Pisapia o Moratti?</strong><br />
«Personalmente ho molti dubbi su entrambi»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Terzo Polo è l’unico a interessarsi dei problemi della gente</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 11:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="420" height="345"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zYPiMIV4XIU?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="345" src="http://www.youtube.com/v/zYPiMIV4XIU?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br />
In una campagna elettorale dai toni esacerbati il Terzo Polo e&#8217; l&#8217;unico che si e&#8217; interessato ai problemi della gente. Destra  e sinistra si sono insultati, hanno fatto promesse mirabolanti, si sono dimostrati disposti a tutto pur di vincere.<br />
Il Pdl, che è nato con l’intento di unire le forze moderate, si è trasformato nella vera forza estremista al punto che la Lega emerge come una forza moderata all&#8217;interno della maggioranza.<br />
Il Terzo polo e l&#8217;Unione di Centro si presentano parlando dei problemi degli italiani e rifiutano la logica degli insulti e delle promesse, imperante in questa, purtroppo triste, campagna elettorale.</p>
<p><em>Pier Ferdinando </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ballotaggi? Valuteremo se ci sono candidati degni del nostro appoggio</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2011 11:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In caso di ballottaggio nelle grandi citta&#8217;, il Terzo Polo farà scelte concrete: sottoporremo i nostri programmi e vedremo se ci sarà qualcuno degno del nostro appoggio o se ci sarà una completa impossibilità di avere fiducia verso i candidati.</p>
<p><em>Pier Ferdinando</em></p>
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		<title>Elezioni, rischio tsunami per Silvio</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 08:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Se perde a Milano sarà travolto». E sui ballottaggi: «Decideremo caso per caso» L’intervista a Pier Ferdinando Casini su QN di Andrea Cangini Onorevole Casini, in premessa: parla in quanto leader dell&#8217;Udc o del Terzo polo? «Mah, guardi, faccia lei: una cosa vale l&#8217;altra». Sia Berlusconi sia Bersani considerano queste elezioni un test sul governo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Se perde a Milano sarà travolto». E sui ballottaggi: «Decideremo caso per caso»</strong></p>
<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/Casini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17922" title="Pier Ferdinando Casini" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/05/Casini-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>L’intervista a Pier Ferdinando Casini su QN di <em>Andrea Cangini</em></p>
<p><strong>Onorevole Casini, in premessa: parla in quanto leader dell&#8217;Udc o del Terzo polo?</strong><br />
«Mah, guardi, faccia lei: una cosa vale l&#8217;altra».</p>
<p><strong>Sia Berlusconi sia Bersani considerano queste elezioni un test sul governo, e lei?</strong><br />
«Io non credo che l&#8217;esito delle amministrative cambierà la politica italiana e mi dissocio da quanti invocano la mobilitazione generale per coprire i propri fallimenti e la pochezza dei propri argomenti».</p>
<p><strong>Dunque?</strong><br />
«Si tratta solo di elezioni amministrative e il fatto che si parli di tutto tranne che dei problemi delle città dove si vota dimostra il fallimento di questo bipolarismo».<span id="more-18010"></span></p>
<p><strong>Di fatto, saranno anche un test sul Terzo Polo&#8230;</strong><br />
«Il vero test saranno le Politiche. Da queste elezioni otterremo al massimo dei segnali, qualcosa di simile ai sondaggi».</p>
<p><strong>In caso di ballottaggi a Milano e Napoli, Rutelli esclude la libertà di coscienza: vi schiererete?</strong><br />
«Se queste due coalizioni considerate invincibili dovessero arrivare ai ballottaggi vorrebbe dire che non hanno l&#8217;autosufficienza politica e senza la nostra serietà non possono governare&#8230;».</p>
<p><strong>Detto ciò?</strong><br />
«Detto ciò, è ovvio che non le rispondo».</p>
<p><strong>Non è carino.</strong><br />
«Ma è logico: noi corriamo per vincere, ragionare sulle subordinate sarebbe prova di debolezza».</p>
<p><strong>Ma in linea generale&#8230;</strong><br />
«In linea generale non escludo né la libertà di coscienza né singole scelte: daremo indicazioni chiare caso per caso e sulla sola base dell&#8217;interesse dei cittadini».</p>
<p><strong>Come quelli di Fini, anche i suoi elettori sono prevalentemente di centrodestra: attendete la fine di Berlusconi per rioccupare la scena politica che vi è naturale?</strong><br />
«L&#8217;elettorato di Fini è prevalentemente di destra, il mio no: è ormai navigato e orientato al centro. Dopo vent&#8217;anni di inconcludenza il fallimento di Berlusconi è chiaro, come è chiaro che un domani sarà possibile dialogare con le tante persone perbene del Pdl».</p>
<p><strong>Conoscendolo, come immagina l&#8217;uscita di scena di Berlusconi?</strong><br />
«Conoscendolo, so che non sarà volontaria. Le recenti investiture di presunti delfini dimostrano che non intende mollare».</p>
<p><strong>Se perdesse Milano, però&#8230;</strong><br />
«Già il ballottaggio sarebbe un segnale di stanchezza, ma se perdesse verrebbe investito da tsunami e la colpa sarebbe solo sua: è lui che ha voluto politicizzare il voto candidandosi».</p>
<p><strong>Considera ancora attuale l&#8217;ipotesi di un governo Tremonti?</strong><br />
«Nelle condizioni date, no. Ma di fronte ad un&#8217;evidente sconfitta di Berlusconi&#8230;».</p>
<p><strong>In passato avete ipotizzato un salvacondotto giudiziario, per il premier, e martedì l’Udc Mantini ha presentato una proposta di legge per reintrodurre l&#8217;immunità.</strong><br />
«Quella di Mantini è una posizione rispettabile, ma personale. Troppe leggi ad personam, manca ancora una vera e necessaria riforma della giustizia: per l’Udc, ragionare sull&#8217;immunità parlamentare è oggi impensabile».<br />
<strong><br />
Il corteggiamento di Bersani nei suoi confronti è tale che secondo l&#8217;Unità lei potrebbe denunciarlo per stalking&#8230;</strong><br />
«Sono amico di Bersani, ma abbiamo idee diverse. A mio avviso il Pd deve compiere scelte di cui temo non abbia la forza».</p>
<p><strong>Tipo rinunciare ad allearsi con Vendola e Di Pietro?</strong><br />
«Sì, e non lo dico per tatticismo ma solo per amore di chiarezza. Un esempio. L&#8217;Italia ha i lavoratori meno pagati d&#8217;Europa e il mercato del lavoro più rigido: noi siamo per alzare i salari aumentando la flessibilità come dicono Cisl e Uil; sinistra e Cgil sono contrari. Il Pd con chi sta?».</p>
<p><strong>Se lo chiede anche Napolitano. Crede che il capo dello Stato stia forzando il proprio ruolo per supplire alle apparenti debolezze della politica?</strong><br />
«Sì, ed è un bene. Quando la politica è debole come oggi, altri prendono il suo posto. In passato, purtroppo, è toccato alla magistratura. Ben venga oggi l&#8217;attivismo del Quirinale, che non invade certo le competenze della politica&#8230;».</p>
<p><strong>Ammette che il suo obiettivo alle Politiche è l&#8217;ingovernabilità?</strong><br />
«No, il nostro obiettivo è la governabilità e crediamo lo si possa raggiungere solo se le parti migliori dei due poli si metteranno assieme in un governo di responsabilità nazionale che affronti i problemi del Paese».</p>
<p><strong>E Montezemolo?</strong><br />
«Se entrerà in politica sarà un fatto positivo e se lo farà con noi sarà ancora meglio. Lo stesso vale per Emma Marcegaglia».</p>
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