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	<title>Pierferdinando Casini &#187; Ambiente</title>
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		<title>Rischio idrogeologico, non bastano generici impegni</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 11:37:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Mario Pezzati E’ notizia di queste ore che i cittadini del Veneto colpiti dall’alluvione un anno fa, si sono visti rifiutare le richieste di polizze dalle compagnie assicurative perché “non è stato fatto abbastanza per mettere in sicurezza il territorio veneto da una nuova alluvione” . In pratica, i cittadini dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/Alluvione-a-Vicenza12-album-di-Lino-Amaranto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12426" title="Alluvione a Vicenza12, album di Lino Amaranto" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/Alluvione-a-Vicenza12-album-di-Lino-Amaranto-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Mario Pezzati</em></p>
<p><a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2011/10_ottobre/22/alluvione_in_veneto_ai_cittadini_colpiti_negate_le_assicurazioni,32086426.html">E’ notizia di queste ore</a> che i cittadini del Veneto colpiti dall’alluvione un anno fa, si sono visti rifiutare le richieste di polizze dalle compagnie assicurative perché <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2011/22-ottobre-2011/assicurazioni-negate-alluvionati-compagnie-territori-indifesi-1901904001076.shtml">“non è stato fatto abbastanza per mettere in sicurezza il territorio veneto da una nuova alluvione” </a>.<br />
In pratica, i cittadini dei comuni colpiti volevano stipulare delle assicurazioni contro i rischi atmosferici ed eventi come le alluvioni, ma nessuna compagnia assicurativa è disposta ad accettare il rischio, ignorando così la lettera che Zaia, presidente della regione Veneto, aveva scritto questa estate indirizzandola proprio alle compagnie assicurative, per spingerle a stipulare queste assicurazioni.</p>
<p>Pur comprendendo le esigenze dei cittadini, che sono legittime e giuste, non si può neanche dare torto alle compagnie assicurative, perché<a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2011/08/13/appunti-sulla-manovra-di-ferragosto/"> il governo italiano da anni taglia i fondi destinati alle opere per il contenimento e la riduzione dei rischi legati ad alluvioni e frane</a>.</p>
<p>Questo problema non riguarda solo il Veneto, ma tutta l’Italia come giustamente ricorda il deputato dell&#8217;Udc <a href="http://www.maurolibe.it/">Mauro Libè</a> quando afferma che nel nostro paese <a href="http://www.maurolibe.it/2011/10/24/rischio-idrogeologico-in-veneto-oltre-al-danno-la-beffa/">ben 6.000 comuni sono a rischio idrogeologico di cui 1700 a rischio frana e 1285 a rischio alluvione (i restanti comuni rischiano sia frane che alluvioni)</a> .</p>
<p>Intervenire per risolvere il problema è possibile, <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2010/09/17/meridione-uniti-nella-battaglia-contro-dissesto-idrogeologico/">come avevamo già detto un anno fa</a>, e volendo dare una idea delle cifre: <a href="http://www.positanonews.it/articoli/65990/italia__rischio_frane_e_alluvioni_da_nord_a_sud.html">basterebbero spendere circa 44 miliardi di euro per eliminare quasi ogni rischio come sostiene il geologo Zampetti</a>.</p>
<p>Sembra una cifra enorme, ma non lo è se consideriamo che lo Stato italiano ha speso  dal 1994 al 2004 ben 20 miliardi di euro per i danni prodotti da frane e alluvioni (e se aggiungiamo le cifre spese negli ultimi 7 anni, raggiungiamo e superiamo la cifra dei 40 miliardi di euro).</p>
<p>Ma non è solo questo, perché per la messa in sicurezza e gli interventi più urgenti, <a href="http://blogeko.iljournal.it/2010/litalia-delle-alluvioni-in-un-anno-le-emergenze-per-il-dissesto-idrogeologico-sono-costate-237-milioni/55714">basterebbero 4,1 miliardi di euro</a> per evitare <a href=" http://blogeko.iljournal.it/2010/frane-e-alluvioni-con-41-milioni-si-metterebbe-in-sicurezza-litalia-i-danni-costano-5-volte-di-piu">la maggior parte dei danni e dei costi successivi</a>, ed è perfettamente inutile che il ministro Prestigiacomo faccia bella mostra di sé, affermando che bisogna <a href=" http://www.meteoweb.eu/2011/10/alluvione-tra-liguria-e-toscana-ministro-prestigiacomo-tragedia-eccezionale-no-a-sgradevoli-polemiche/94116/">“attuare subito il piano anti-dissesto idrogeologico. Ciò che è accaduto è l&#8217;ennesima, e temiamo non ultima, conseguenza di una condizione di dissesto del territorio”</a>.</p>
<p>Dico che è inutile questa affermazione perché il ministro dovrebbe sapere che questo governo ha stanziato appena 55 milioni di euro per tutta l’Italia per prevenire i disastri idrogeologi. Con quali soldi il ministro pensa di finanziare questi interventi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Referendum, i due quesiti sull&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 14:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[12 e 13 giugno]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[A pochi giorni dal voto sui referendum provo ad esporre e riassumere i due quesiti sull’acqua, le posizioni e gli effetti dell’eventuale vittoria dei Sì e del raggiungimento del quorum. PRIMO QUESITO: Il primo quesito proposto dai promotori dei referendum incide sull’art. 23 bis del decreto Ronchi, che riguarda tutte le liberalizzazioni dei servizi pubblici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/06/Giu-dal-rubinetto-album-di-SuperGiovane.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-18639" title="Giu' dal rubinetto, album di SuperGiovane" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/06/Giu-dal-rubinetto-album-di-SuperGiovane.jpg" alt="" width="350" height="337" /></a>A pochi giorni dal voto sui referendum provo ad esporre e riassumere i due quesiti sull’acqua, le posizioni e gli effetti dell’eventuale vittoria dei Sì e del raggiungimento del quorum.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #333333;"><strong>PRIMO QUESITO</strong></span><span style="color: #333333;">:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il primo quesito proposto dai promotori dei referendum incide sull’art. 23 bis del decreto Ronchi, che riguarda tutte le liberalizzazioni dei servizi pubblici locali (acqua, ma anche rifiuti e trasporti).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Provando ad entrare un po’ nel merito, e lasciando quindi da parte la retorica dell’acqua che passerebbe ai privati (Il decreto Ronchi riafferma invece che l’acqua, e ovviamente le infrastrutture, rimangono di totale proprietà pubblica), il decreto Ronchi si occupa di liberalizzare la gestione dei servizi pubblici, cercando di favorire una gestione sempre più industriale di servizi e beni comuni così importanti. </span></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; color: #333333;">Lo fa perché lo dice il buonsenso, la normativa europea e un percorso politico degli ultimi vent’anni, portato avanti anche e principalmente dal centro-sinistra (guarda un po’ anche dall’ex ministro Di Pietro).</span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il decreto Ronchi spinge per le liberalizzazioni ma non dà, come invece falsificano i promotori, la gestione ai privati. </span></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; color: #333333;">Piuttosto la novità vera sta nella procedura ad evidenza pubblica, che i Comuni devono mettere in atto per scegliere il gestore. </span><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; color: #333333;">Le possibilità di affidamento del servizio, che il decreto Ronchi prevede sono le seguenti:</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #333333;">- assegnare la gestione del servizio pubblico locale </span><span style="color: #333333;"><span style="text-decoration: underline;">tramite gara ad evidenza pubblica</span></span><span style="color: #333333;">, a cui possono partecipare società private, società miste, società totalmente pubbliche (cioè le attuali municipalizzate);</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #333333;">- dare la gestione del servizio senza fare la gara ad evidenza pubblica ad una società pubblica o mista, sempre che questa faccia entrare il privato almeno al 40% delle quote e questo privato sia scelto tramite </span><span style="color: #333333;"><span style="text-decoration: underline;">gara ad evidenza pubblica;</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">- esiste infine una terza ipotesi, in cui le società potranno mantenere l’ipotesi “in house”, ma in deroga, qualora si dimostrasse la specificità di un territorio che non preveda le condizioni per mettere in atto le liberalizzazioni.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #333333;"><strong>Considerazioni:</strong></span><span style="color: #333333;"> Insomma alla fine le soluzioni liberalizzatrici sono “parecchio all’italiana” che, per un liberale come me, portano a dire che il decreto Ronchi sia stato anche troppo morbido, non a caso la proposta del ministro On. Linda Lanzillotta del governo Prodi, affossata per le divisioni interne e la crisi prematura del governo, era ancora maggiormente liberalizzatrice.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"> </span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le municipalizzate totalmente pubbliche, se efficienti, insomma non si capisce cosa dovrebbero temere da gare trasparenti: credo sia molto probabile che queste siano le favorite a vincere la gara, essendo da anni gestori del servizio. Se non la vincono è evidente che sono talmente inefficienti, che è giusto che altri, privati, misti o totalmente pubblici, gestiscano il servizio al loro posto.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #333333;"><strong>SECONDO QUESITO</strong></span><span style="color: #333333;">:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il secondo quesito, quello della determinazione della tariffa, è ancora più paradossale, assurdo e demagogico: prevede infatti, tra i vari aspetti che portano alla determinazione della tariffa, l’abrogazione dell’adeguata remunerazione del capitale investito. </span></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; color: #333333;">Sarebbe quindi come chiedere che a gestire la risorsa idrica sia un’associazione di volontariato no profit. E qui non c’è un problema di pubblico e privato (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/07/renzi-il-no-al-referendum-demolisce-i-rottamatori-e-imbarazza-il-pd/116291/" target="_blank">non a caso qualche Sindaco furbacchione su questo quesito ha dichiarato il proprio No</a>). </span><span style="font-family: Arial, sans-serif; font-size: small; color: #333333;">La remunerazione sul capitale investito è fissata al 7%. Non so se è troppo, ho scoperto solo che questa soglia fu scelta proprio qualche anno fa dal ministro Di Pietro.</span></p>
<p><span style="color: #333333;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #333333;"><strong>PRINCIPI CHE STANNO DIETRO A CHI E’ A FAVORE DEL REFERENDUM</strong></span><span style="color: #333333;">:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il principio culturale che sta dietro al movimento del sì, movimento che va riconosciuto è riuscito a mettere in atto un forte coinvolgimento popolare dal basso, è che l’acqua (e gli altri servizi pubblici locali, di cui non parlano) debba essere gestita direttamente dal Comune, senza tra l’altro una logica industriale ed economica (visto il secondo quesito).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"> </span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>PRINCIPI CHE STANNO DIETRO A CHI E’ CONTRARIO AL REFERENDUM</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">I contrari ai referendum invece pensano che tornare ad una gestione diretta, oltre che sbagliata da un punto di vista culturale, sia insostenibile da un punto di vista economico. Nei servizi pubblici locali (acqua, trasporti, rifiuti) si parla di 120 miliardi di euro di investimenti da fare nei prossimi anni e questi <a href="http://marcocampione.wordpress.com/2011/06/04/referendum-acqua-si-no/" target="_blank">dovrebbero essere trovati nelle casse comunali</a>. Avremmo quindi un sistema al collasso, zero investimenti o un netto aumento della fiscalità generale.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #333333;"><strong>COSA SUCCEDE SE VINCE IL SI</strong></span><span style="color: #333333;">:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">se vince il si ai due referendum sull’acqua, si aprirebbe probabilmente un vuoto  normativo; a coprirlo sarà la  normativa europea, che per la concorrenza e la trasparenza impone che gli affidamenti dei servizi pubblici locali non siano dati “direttamente” al gestore pubblico o privato che sia. Sicuramente il privato non può essere, per legge, escluso dalla gestione dei servizi pubblici. Naturalmente, l’ho già detto, nessuno, privato o pubblico che sia, farà gli investimenti necessari.<strong> </strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"> </span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>RIFLESSIONI CONCLUSIVE:</strong></span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Io credo che comunque, privati o pubblici, sia importante provare (e questo il decreto Ronchi in parte lo fa) ad incidere sul problema centrale che oggi esiste intorno alle finte liberalizzazioni: dividere cioè il controllore (cioè chi pianifica, sceglie i piani industriali, affida il servizio e controlla) dal controllato (cioè chi gestisce il servizio). Oggi nel sistema misto, ad esempio quello toscano, è molto difficile, in quanto le municipalizzate si sono trasformate in pseudo Spa, con la politica che ancora è pienamente dentro la gestione.</span></span></span></p>
<p><em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Carlo Lazzeroni</span></span></span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tariffe regionali sull’acqua minerale</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 13:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Legambiente e Altreconomia hanno stilato un dossier sul business delle acque minerali e sull’impatto che ha sull’ambiente e sulla tasca del cittadino. La situazione attuale è grave: molte regioni regolano la materia con norme emanate dal re d’Italia, come Molise e Sardegna, e altre con leggi degli anni ’70 come la Liguria. Disposizioni di legge non più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/03/acqua-rubinetto-migliore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-16916" title="acqua-rubinetto-migliore" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/03/acqua-rubinetto-migliore-265x300.jpg" alt="" width="265" height="300" /></a><a href="http://www.legambiente.it/dettaglio.php?tipologia_id=17&amp;contenuti_id=2447">Legambiente e Altreconomia hanno stilato un dossier </a>sul business delle acque minerali e sull’impatto che ha sull’ambiente e sulla tasca del cittadino. La situazione attuale è grave: molte regioni regolano la materia con norme emanate dal <strong>re d’Italia</strong>, come Molise e Sardegna, e altre con leggi degli anni ’70 come la Liguria. Disposizioni di legge non più capaci di regolare efficacemente un settore dinamico e ricco come quelle delle acque imbottigliate. C’è una legge nazionale del 2006 che prevede determinati criteri di tassazione per lo sfruttamento delle risorse idriche regionali, ma poche regioni si sono allineate, altre hanno peggiorato la propria legislazione e altre restano immobili.</p>
<p>La legge nazionale prevede <strong>tre regimi di tassazione</strong>: almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa; da 1 a 2,5 euro per metro cubo o frazione di acqua imbottigliata; da 0,5 a 2 euro per metro cubo o frazione di acqua utilizzata. Basandoci su questi parametri, possiamo dire quale regione si è allineata a dei parametri più o meno equi. Negli ultimi 5 anni, 13 regioni hanno approvato nuove discipline in merito. Legambiente e Altreconomia bocciano, a causa del loro criterio di pagamento ad ettaro, le regioni Liguria, Molise, Emilia Romagna, Sardegna, Puglia. In più bocciano la Basilicata, il Piemonte e la Campania perché applicano canoni in funzione dei volumi d’acqua imbottigliati, che sono però inferiori ad un euro a metro cubo. L’associazione ambientalista e la rivista chiedono essenzialmente: <strong>una revisione al rialzo</strong>, almeno fino ai livelli stabiliti dalla legge nazionale del 2006, dei canoni di concessione e una doppia imposizione, sia in base alla superficie sia in base ai metri cubi prelevati.</p>
<p>Qualche dato potrebbe aiutarci a capire meglio: nel 2009 le sorgenti italiane hanno prodotto <strong>12,4 miliardi</strong> di litri di acqua, pari a 2,3 miliardi di euro di giro d’affari. Per imbottigliare questa marea d’acqua occorrono 350 mila tonnellate di plastica, cioè circa 700 mila tonnellate di petrolio per un’emissione totale di 1 milione di tonnellate di CO2. Non tutta l’acqua è imbottigliata in plastica, ma all’incirca il 78%, di cui solo un terzo viene riciclato. In più, l’85% dell’acqua minerale imbottigliata <strong>viaggia su gomma</strong>, con il conseguente inquinamento, e solo il restante 15% viaggia su rotaia.</p>
<p>Aumentando le tariffe diminuirebbe la produzione di acqua minerale, il conseguente aumento dei prezzi al consumo e una diminuzione della domanda che porterebbe a quattro principali benefici: un minor utilizzo di bottiglie di plastica, <strong>minori camion</strong> addetti al trasporto delle casse d’acqua dal nord al sud e dal sud al nord Italia, un minor sfruttamento della falde sotterranee con un conseguente riequilibrio del sistema e un <strong>maggior introito</strong> per le casse regionali.</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di <a href="http://basilicatamia.altervista.org/2011/03/25/tariffe-regionali-sull’acqua-minerale-in-basilicata/" target="_blank">Antonio Di Matteo</a></em></p>
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		<title>&#8220;Prima il Veneto&#8221;&#8230; ma Zaia si è dimenticato della montagna veneta</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 09:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Prima i veneti” recitavano gli i manifesti elettorali di Luca Zaia. Intanto è stato negato un assessorato ad un bellunese, la promessa di occuparsi in prima persona della provincia di Belluno e dell’intera montagna veneta non è stata mantenuta, Hanno saputo solo sbandierare il federalismo come cura di ogni male del nostro territorio, senza però dire che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/02/Alba-album-di-fiore56.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-15688" title="Alba, album di fiore56" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2011/02/Alba-album-di-fiore56-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>“Prima i veneti” recitavano gli i manifesti elettorali di Luca Zaia. Intanto è stato <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/notizie/politica/2010/12-aprile-2010/regione-belluno-fuori-giunta-1602816636077.shtml?fr=correlati?fr=correlati">negato un assessorato ad un bellunese</a>, la promessa di <a href="http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/04/11/news/zaia-esclude-i-bellunesi-dalla-giunta-regionale-1927928">occuparsi in prima persona</a> della provincia di Belluno e dell’intera montagna veneta non è stata mantenuta, Hanno saputo solo sbandierare il federalismo come cura di ogni male del nostro territorio, senza però dire che non toccherà i privilegi dei vicini autonomi e che l’unica certezza è l’aumento delle tasse.</p>
<p>Prima il Veneto&#8230; ma quando ci sono da discutere i tagli alle regioni il nostro Presidente diserta i tavoli, e capita che in due anni la nostra regione perderà circa 800 milioni di euro a beneficio di Roma Capitale o, come piace chiamarla ai leghisti “Roma Ladrona”. Eppure il nostro Presidente Zaia non manca mai quando c’è da mangiare, con i colleghi Ministri della Repubblica con immancabile fazzolettino verde, <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/10/06/news/polenta_e_pajata_il_pranzo_della_pace_a_roma_il_banchetto_con_il_senatur-7761588/">polenta e pajata</a>.</p>
<p>Prima il Veneto&#8230; è questi giorni l’ennesimo schiaffo alla montagna veneta, che già soffre la concorrenza dei vicini a statuto autonomo, con la ripartizione dei fondi per i comuni montani che assegna al nostro territorio solo <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/notizie/politica/2011/16-febbraio-2011/schiaffo-montagna-fondi-quasi-tutti-sud-19025185026.shtml">il 2,66% dei circa 16 milioni e mezzo di euro</a> disponibili, insomma, solo le briciole mentre la fetta più cospicua della torta è andata a Campania e Calabria rispettivamente con 28,97% e 17,51%, territori che hanno avuto già molti contributi in passato e la cui montagna non è paragonabile a quella alpina.</p>
<p>Qualcuno, come il Presidente della Provincia di Belluno Bottacin si chiede come mai ci siano tutte queste proteste e ricorda che l’assegnazione avviene sulla base della cosiddetta “spesa storica”(un meccanismo arrugginito che premia gli sperperatori), oppure qualcun&#8217;altro cerca di giustificarsi dicendo che il Veneto è una delle regioni con la più alta percentuale di territorio pianeggiante, dimenticandosi, incredibilmente, di una provincia interamente montuosa.</p>
<p>Si tratta solamente di scuse. La Lega che governa a Belluno, Venezia e Roma dovrebbe, invece di giustificarsi, spendere le proprie energie per modificare questi meccanismi che tanto critica.</p>
<p>Qualcuno sicuramente leggendo queste righe penserà: “è colpa dell’UDC che non ha fatto passare il federalismo fiscale”. A questa obiezione sinceramente rispondo che l’UDC fa  il suo &#8220;mestiere&#8221; di opposizione, mentre stupisce che Pdl e Lega, che sono al governo, diano sempre la colpa agli altri per i loro errori e le loro negligenze.</p>
<p>Mi piacerebbe nei prossimi giorni sentire qualche leghista alzare la voce, magari a Roma o ad Arcore, in difesa del proprio territorio, invece di piangersi addosso ed addossare le colpe al sistema ereditato da chissà quale governo passato. Non ci si può scandalizzare se alcuni comuni od un’intera provincia vogliono lasciare il Veneto per andare col Trentino Alto Adige o col Friuli, se ci si ricorda di loro solo nei due mesi di campagna elettorale mentre in concomitanza con il voto di fiducia si riesce a far sbloccare 750 milioni euro e la <a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/milleproroghe-parco-stelvio-regioni-svp-691228/">gestione del Parco dello Stelvio</a>.</p>
<p>É ora che gli amministratori locali di questi territori montani, di qualsiasi schieramento,  facciano sentire la loro voce, unendo le forze con quelli lombardi e piemontesi che certamente non se la passano meglio e chiedere un vero federalismo, per non far morire il nostro territorio.</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di <a href="http://veneto.estremocentro.net/2011/02/16/la-regione-si-batta-per-risorse-a-favore-della-montagna/" target="_blank">Maurizio Isma</a></em></p>
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		<title>Arsenico nell&#8217;acqua, non basta aumentare i limiti di legge</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 13:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Capiamo bene prima cos’è l’arsenico: è un elemento chimico presente naturalmente in alcune rocce della nostra penisola, soprattutto sulle Alpi e vicino bacini vulcanici. L’acqua lo discioglie in piccole quantità e lo trasporta con se fino nella catena alimentare. È molto pericoloso per la salute umana, tanto che l’Unione Europea ho posto un limite massimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/conduttura-dellacqua-album-di-fre.dafred.jpg"><img class="size-medium wp-image-12725 alignleft" title="conduttura dell'acqua, album di fre.dafred" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/conduttura-dellacqua-album-di-fre.dafred-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Capiamo bene prima <strong>cos’è l’arsenico</strong>: è un elemento chimico presente naturalmente in alcune rocce della nostra penisola, soprattutto sulle Alpi e vicino bacini vulcanici. L’acqua lo discioglie in piccole quantità e lo trasporta con se fino nella catena alimentare. <strong>È molto pericoloso</strong> per la salute umana, tanto che l’Unione Europea ho posto un limite massimo di <strong>10 microgrammi per litro</strong> nell’acqua potabile. Una esposizione continua a quantitativi superiori a quelli stabiliti dalla legge, può portare alla formazione di malattie, anche gravi come il cancro.</p>
<p>Secondo il ministro della Salute, <strong>Ferruccio Fazio</strong>, gli italiani che non potranno usufruire dell’acqua potabile, alle condizioni attuali, saranno 100 mila. Perché? <a href="http://www.dirittodicritica.com/2010/11/25/arsenico-acqua-rubinetto/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Dirittodicritica+%28Diritto+di+critica%29&amp;utm_content=Google+Reader" target="_blank">Negli acquedotti che riforniscono questi cittadini si è riscontrata una forte presenza di arsenico</a>, oltre i limiti stabiliti dalle <strong>normative dell’Unione Europea</strong>, a cui il ministro aveva chiesto un’ulteriore deroga, per nascondere ancora le conseguenze gravissime che una situazione del genere può creare a queste migliaia di cittadini.</p>
<p>Fino ad ora l’Italia ha goduto di una deroga che permetteva agli acquedotti pubblici di fornire acqua con un massimo di <strong>50 mg di arsenico per litro</strong>. Le deroghe sono in atto dal 2001, ed ogni tre anni se n’è chiesto il rinnovo, fino al limite del 2011, rispettato rigorosamente dell’Ue. Ora il rinnovo della deroga è stato negato e il ministro con chi se l’è presa? Con se stesso per non essere riuscito a risolvere questo problema? Con i precedenti suoi colleghi ministri? Con gli acquedotti pubblici e privati che se ne infischiano di migliorare le proprie strutture? Di certo no, se l’è presa con l’Unione Europea che ha negato un rinnovo della deroga. Bel modo di prendersi le proprie responsabilità!</p>
<p>Secondo il ministro molto è stato fatto per fornire acqua a norma alla popolazione, fatto sta che ancora oggi il ministro si appella alle regioni per concertare <strong>la costruzione di dearsenificatori</strong>. Il ministro conferma che il problema della presenza di arsenico nelle acque è soprattutto rilevato nelle <strong>zone alpine e prealpine</strong>, perché presente in quelle particolari rocce, problema rilevato anche dall’altra parte dei monti e più precisamente in Germania. Ma allora perché la maggior parte della popolazione a rischio arsenico è nella regione Lazio? L’acqua che bevono i laziali viene dalle Alpi? No, e allora perché sviare l’opinione pubblica?</p>
<p>Questa è una <strong>pura questione di inefficienza amministrativa</strong> dovuta al continuo rinvio delle questioni. Il Trentino ha risolto efficacemente il problema <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/TrentinoAltoAdige/Trento-nessun-allarme-per-arsenico_311304065841.html " target="_blank">anche se con alcuni ritardi</a>, nel Lazio invece no. </p>
<p>Secondo il capogruppo dell’Unione di Centro nella Commissione Ambiente, <strong>Armando Dionisi e Roberto Rao</strong>, ci potrebbe essere molta più gente senza acqua potabile se si pensa che nel solo Lazio, regione più colpita da questa situazione, “<a href="http://www.agenparl.it/articoli/focus/news/focus/20101124-acqua-udc-governo-adegui-acquedotti-ulteriore-rinvio-non-risolve-problema-potabilita" target="_blank">91 sindaci delle province di Roma, Latina e Viterbo potrebbero essere addirittura costretti a firmare <strong>il divieto di bere l&#8217;acqua del rubinetto</strong>, provvedimento che riguarderebbe quindi ben più delle 100 mila persone stimate dal ministro Fazio</a>”. In tutta Italia <a href="http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_novembre_22/arsenico-e-vecchi-acquedotti-ue-boccia-fulloni-1804217682750.shtml">i Comuni interessati sono 128</a>: 16 in Toscana, 10 in Trentino, 8 in Lombardia, 3 in Umbria, più i 91 del Lazio, per un totale di <strong>250 mila famiglie</strong>, altro che 100 mila cittadini come dice il nostro ministro!</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Antonio Di Matteo</em></p>
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		<title>Il governo latita e il cittadino ne paga le conseguenze: multe europee e aumento dei prezzi degli alimenti</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/2010/11/19/il-governo-latita-e-il-cittadino-ne-paga-le-conseguenze-multe-europee-e-aumento-dei-prezzi-degli-alimenti/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 08:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo governo sofferente e moribondo sta calamitando tutta l&#8217;attenzione dei media italiani, che sembrano essersi dimenticati che le esigenze delle persone sono anche altre: la gente non ha solo bisogno di chiarezza politica, ma anche di qualcuno che risolva i problemi che si accavallano e che, se ignorati, si ingigantiscono. Un esempio lampante di ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/It-is-the-Beginning-album-di-rogilde-roberto-la-forgia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12454" title="It is the Beginning, album di rogilde - roberto la forgia" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/It-is-the-Beginning-album-di-rogilde-roberto-la-forgia-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Questo governo sofferente e moribondo sta calamitando tutta l&#8217;attenzione dei media italiani, che sembrano essersi dimenticati che le esigenze delle persone sono anche altre: la gente non ha solo bisogno di chiarezza politica, ma anche di qualcuno che risolva i problemi che si accavallano e che, se ignorati, si ingigantiscono.<br />
Un esempio lampante di ciò è nelle multe che recentemente l&#8217;Unione Europea ha sanzionato al governo italiano, reo di non avere preso provvedimenti dopo gli avvisi e le comunicazioni inviate dalla UE medesima.<br />
Le multe in questione sono due: la prima riguarda la mancata applicazione di una sentenza del 2004 riguardante tre discariche nei pressi di Milano nei Comuni di Rodano e Pioltello, e <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_ottobre_28/discariche-sentenza-bruxelles-ue-1804046043767.shtm">contenenti rifiuti industriali</a>. Queste discariche contengono rifiuti pericolosi e costituiscono una minaccia per l&#8217;aria e le acque locali (come si legge dal provvedimento dell&#8217;UE), e le sanzioni richieste all&#8217;Italia ammontano ad una multa giornaliera di 195.840 euro a decorrere dalla data della seconda sentenza della Corte fino all&#8217;avvenuta applicazione della decisione, <a href="http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2010/10/28/406529-rifiuti_italia_davanti_corte.shtml">più una somma forfettaria che è pari a 21.420 euro</a> per ogni giorno trascorso dalla data della prima sentenza della Corte (2004) fino alla seconda. Considerando che sono passati ormai 6 anni, la somma sarebbe davvero elevata, <a href="http://vivereacomo.info/2010/08/06/grazie-a-formigoni-una-multa-da-440-milioni/">circa 440 milioni di euro</a>, paragoniamoli ai <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2010/11/18/grazie-alludc-100-milioni-ai-malati-di-sla/">100 milioni messi a disposizione per le cure dei malati di Sla</a>.<br />
Per altro solo una delle tre discariche risulta bonificata (con l&#8217;asportazione di 35.000 tonnellate di rifiuti), mentre la seconda discarica non è ancora stata rimossa e la bonifica della terza discarica è appena cominciata, nonostante la vicenda del “Polo Chimico di Pioltello-Rodano” fosse nota dal 1986.<br />
La maggiore responsabile del danno è la Sisas, Società Italiana Serie Acetica Sintetica, che nel frattempo è fallita, lasciando, ancora oggi, circa 280 mila tonnellate di rifiuti industriali da smaltire nelle vasche A e B. La bonifica era stata affidata, nel frattempo alla Tr Estate 2, società che faceva capo a Giuseppe Grossi,<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/10/Santa_giulia-arresti_manette.shtml"> l&#8217;imprenditore arrestato nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta Montecity-Santa Giulia</a> assieme a Rosanna Gariboldi, assessore all&#8217;Organizzazione Interna e Relazioni Esterne della provincia di Pavia e moglie di Giancarlo Abelli, deputato del Pdl.</p>
<p>L&#8217;altra multa è stata comminata al governo italiano per non avere recuperato, come gli era stato imposto,  fli aiuti di Stato concessi a imprese di servizi pubblici a prevalente capitale pubblico.<br />
<a href="http://it.finance.yahoo.com/notizie/ue-deferisce-italia-per-mancato-recupero-aiuti-stato-illegali-reuters_ids-2978937f4fa7.html?x=0"> &#8220;La Commissione europea ha deciso di deferire l&#8217;Italia alla Corte di giustizia per non aver eseguito una decisione della Corte di giustizia dell&#8217;Unione europea che ordina il recupero di aiuti di Stato illegali e incompatibili da imprese di servizi pubblici a prevalente capitale pubblico&#8221;</a>, dice la nota.<br />
La sentenza risale al 2006 e, la cosa più incredibile è che, nonostante i progressi compiuti nel recupero, le autorità italiane non hanno notificato alla commissione l&#8217;avvenuto completamento di tale operazione. Trattandosi di un deferimento alla Corte per il mancato rispetto di una precedente sentenza della Corte, &#8220;la Commissione ha deciso di chiedere alla Corte di imporre il pagamento di una penalità di 65.280 euro per giorno di ritardo successivo alla seconda sentenza della Corte fino al giorno della regolarizzazione dell&#8217;infrazione e di una somma forfettaria di 7.140 euro al giorno per il periodo intercorso tra la sentenza della Corte del 2006 e la seconda sentenza della Corte&#8221;, come recita il comunicato UE.<br />
In pratica, paghiamo questa multa, perché il governo italiano si è scordato di comunicare alla UE di avere adempiuto ad una sentenza; per avere scordato di spedire una lettera con annesso francobollo (se consideriamo una raccomandata, diciamo 5-10 euro), <a href="http://www.negozioperleimprese.it/2010/10/28/regioni-bruxelles-multa-litalia-per-il-mancato-recupero-degli-aiuti-alle-municipalizzate/">noi pagheremo alcuni milioni di euro</a>.<br />
In mezzo a tutto questo, suona strano e preoccupante il silenzio assordante del ministero delle politiche agricole, relativo al nuovo rapporto FAO che prevede un notevole aumento nei prezzi dei cereali e delle derrate alimentari, <a href="https://italiaunder35.wordpress.com/2010/11/18/il-prezzo-dei-cereali-sembra-destinato-a-salire-ma-cosa-fanno-i-nostri-politici/">aumento di prezzo che verrà pagato dai cittadini</a>. Concordo con chi chiede un rilancio del settore agricolo, considerando che sempre la FAO prevede che, per evitare tensioni, bisognerà raddoppiare la produzione mondiale a breve, invocando una politica agricola non velleitaria, ma concreta e pragmatica. Ma la cosa peggiore è che la FAO prevede che questo aumento riguarderà tutto il comparto alimentare, considerando, ad esempio, che il mercato ittico da alcuni mesi ha visto impennarsi i prezzi, come anche lo zucchero, la soia, i cereali e così via, mentre le scorte di cereali stanno diminuendo.</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Caterina Catanese</em></p>
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		<title>Alluvione, l&#8217;ordine del giorno Udc per far ripartire il Veneto</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 16:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;alluvione che ha duramente messo alla prova la nostra Regione, dopo giorni di totale abbandono da parte delle istituzioni e dell&#8217;informazione nazionale, con una settimana di ritardo anche il Governo si è reso conto della gravità della situazione e ha deciso di intervenire. Accolti tra le proteste sia a Verona che in prefettura a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/Alluvione-a-Vicenza12-album-di-Lino-Amaranto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12426" title="Alluvione a Vicenza12, album di Lino Amaranto" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/Alluvione-a-Vicenza12-album-di-Lino-Amaranto-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a>Dopo l&#8217;alluvione che ha duramente messo alla prova la nostra Regione, dopo giorni di totale abbandono da parte delle istituzioni e dell&#8217;informazione nazionale, con una settimana di ritardo anche il Governo si è reso conto della gravità della situazione e ha deciso di intervenire.</p>
<p>Accolti tra le proteste sia a Verona che in prefettura a Padova, Berlusconi, Bossi (con figlio Renzo al seguito) e diversi ministri hanno visitato le zone maggiormente colpite e hanno promesso immediati stanziamenti di fondi.</p>
<p>Il clima di sfiducia è ampiamente giustificato, considerando che alcuni nostri comuni come quelli di Abano o di Albignasego, sempre in provincia di Padova, attendono già da tempo i rimborsi per i danni causati dalle trombe d&#8217;aria degli anni scorsi, rimborsi che però non sono mai arrivati!</p>
<p>Ma <a href="http://www.pierferdinandocasini.it/2010/11/03/lalluvione-del-nord-est-ed-il-disinteresse-dei-media-nazionali/">come avevo scritto nel precedente articolo</a>, nonostante la capacità della popolazione veneta di rimboccarsi le maniche nel momento del bisogno sia proverbiale, questa volta questa volta la tenacia non basta: è necessario che alle promesse espresse dal Presidente del Consiglio e dai suoi ministri  seguano fatti concreti. Per ripartire servono i “schei”(nel dialetto veneto sono i soldi) dello Stato.</p>
<p>L&#8217;ultimo appello per un immediato intervento da parte del Governo è stato sollevato proprio da un esponente del nostro partito, l&#8217;On. De Poli. Il Coordinatore regionale UDC del Veneto ha fatto esplicite richieste attraverso <a href="http://www.udc-italia.it/News/SchedaReader.aspx?TypeId=3&amp;ID=93005">un ordine del giorno al ddl stabilità che propone di sospendere gli studi di settore, i pagamenti Ires e Irap di novembre e i contributi previdenziali per i contribuenti veneti</a>.</p>
<p>“Ci aspettiamo” &#8211; ha detto Antonio De Poli- ”che la maggioranza lo voti per dare un segnale di concretezza alle solite promesse”.</p>
<p>Noi veneti ci aspettiamo che la risposta della maggioranza e del Governo sia nel segno dell&#8217;apertura e speriamo, inoltre, che in futuro possa esserci una  più accurata gestione del territorio da parte degli amministratori sia locali che nazionali per evitare il ripetersi di queste tragedie.</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di <a href="http://veneto.estremocentro.net/">Francesco Ricco</a></em></p>
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		<title>Le promesse mancate del Governo sono ormai un capitolo in continuo aggiornamento: web radio e alluvionati</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/2010/11/14/le-promesse-mancate-del-governo-sono-ormai-un-capitolo-in-continuo-aggiornamento/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 15:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Media e tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
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		<category><![CDATA[web radio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il governo Berlusconi ormai ci ha abituati a cambi di rotta che lasciano sconcertati e sinceramente non credevo fosse possibile andare oltre, eppure c&#8217;è riuscito. Lo ha fatto su due questioni su cui si era espresso a favore: rendere più libero e fruibile il web e gli aiuti al Veneto allagato. Ma andiamo con ordine. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/Desk-album-di-Ross-Imlach.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12235" title="Desk, album di Ross Imlach" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/Desk-album-di-Ross-Imlach-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il governo Berlusconi ormai ci ha abituati a cambi di rotta che lasciano sconcertati e sinceramente non credevo fosse possibile andare oltre, eppure c&#8217;è riuscito. Lo ha fatto su due questioni su cui si era espresso a favore: rendere più libero e fruibile il web e gli aiuti al Veneto allagato.</p>
<p>Ma andiamo con ordine.</p>
<p>Tutti sanno che è possibile farsi una propria emittente radio che trasmetta su Internet a costi praticamente nulli. Quel che non tutti sanno è che l&#8217;AGCOM, l&#8217;autorità garante delle comunicazioni, si appresta a rendere molto più difficile e oneroso potere fare la propria “stazione radio”: chi vorrà aprire una radio web dovrà prima di tutto fare una dichiarazione di inizio attività, poi pagare una autorizzazione pari a 750 euro (cifra che raddoppia arrivando a 1.500 per le web tv lineari, quelle cioè con palinsesto). Tutto questo grazie ad un provvedimento approvato dall&#8217;Agcom (Autorità garante delle comunicazioni), <a href="http://www.primaonline.it/2010/11/13/85984/internet-di-pietro-agcom-tappa-bocca-a-radio-web/"><span style="text-decoration: underline;">che deve trasformare in regolamento attuativo il decreto Romani sui servizi media audiovisivi</span></a>.</p>
<p>Ma non si fermano solo a questo, perché l&#8217;AGCOM sta anche valutando nuove misure anti pirateria, <a href="http://www.pinobruno.it/2010/11/rete-sotto-assedio-radio-e-web-tv-a-rischio-di-pietro-attacca-agcom-smentisce/"><span style="text-decoration: underline;">che sono di una ferocia inaudita e che di fatto bloccheranno il peer to peer</span></a>. Intendiamoci, la pirateria deve essere stroncata, ma non si può neanche bloccare la rete e la libertà solo per zittire alcuni, si passa così da un estremo all&#8217;altro. Ciò che non torna è che il Governo, che pure aveva <a href="http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&amp;cod=13346"><span style="text-decoration: underline;">garantito di sbloccare il web per renderlo più fruibile</span></a>, aveva previsto nella bozza orginaria una imposta di 3000 euro e la richiesta di una autorizzazione alla AGCOM che doveva essere data da quest&#8217;ultima entro 60 giorni dalla richiesta. In pratica si parla di provvedimenti assurdi, che nessun altro paese ha.</p>
<p>Sull&#8217;argomento, l&#8217;<a href="http://www.asca.it/news-INTERNET__RAO(UDC)__IN_TROPPI_FRENANO__STRUMENTO_LIBERTA__E_SVILUPPO-966141-ORA-.html"><span style="text-decoration: underline;">on.le Rao (UDC) ha dichiarato</span></a> che “nonostante gli annunci del Ministro Maroni, ancora non c&#8217;è nessun atto concreto del governo che vada nella direzione del superamento dell&#8217;art 7 del decreto Pisanu. Nel frattempo l&#8217;Agcom sta elaborando il regolamento attuativo del decreto Romani sui servizi media audiovisivi, e nella sua prima stesura prevede l&#8217;introduzione di una serie di passaggi burocratici e oneri finanziari capaci di frenare lo sviluppo delle radio web libere, oltre ad una serie di assurdi tecnicismi e filtri inapplicabili nella rete, a meno di non ipotizzarne il suo spegnimento. Nel nostro paese si conferma una questione che è generazionale e culturale al tempo stesso: molti di coloro che sono deputati a prendere decisioni nel campo delle comunicazioni e dello sviluppo tecnologico sembrano avere timore di uno strumento potente, sempre on-line, libero e gratuito come è internet, non comprendendo che proprio questi tre fattori rappresentano un volano di sviluppo sociale ed economico di enormi dimensioni”.</p>
<p>L&#8217;altra promessa mancata potrebbe essere quella di aiutare il Veneto allagato.</p>
<p>Sembra assurdo, ma pare che sia così. E quel che è peggio, pare che la bocciatura sia avvenuta con l&#8217;imprimatur della Lega. Possibile? <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/politica/2010/13-novembre-2010/tasse-non-passa-sospensione-ma-sacconi-lo-fara-governo-1804160669299.shtml"><span style="text-decoration: underline;">Secondo il Corriere parrebbe di sì</span></a>. Si apprende infatti che in Commissione bilancio, <strong>proprio con i voti determinanti dei deputati leghisti, è stata bocciata una mozione che prevedeva il congelamento del pagamento delle imposte per gli alluvionati.</strong></p>
<p>Sembra incredibile, ma pare che sia così. La proposta prevedeva il congelamento fino al 30 giugno prossimo le imposte per gli alluvionati del Veneto, ma stranamente la Lega si è opposta. I maligni potrebbero pensare che questo è funzionale alle ipotetiche future elezioni, visto che la Lega da sempre è di lotta e di governo, ma sinceramente non credo che i deputati leghisti siano così cinici, e preferisco pensare che la bocciatura sia dovuta o per incomprensione o perchè preferiscono un provvedimento organico.</p>
<p>Certo, l&#8217;approvazione di quel provvedimento sarebbe stata una prima risposta alle richieste di aiuti dei veneti che si sentono abbandonati dallo Stato.</p>
<p><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Caterina Catanese</em></p>
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		<title>L’Italia, Paese che affonda, Paese che crolla. E dove i responsabili non si trovano mai</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 12:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Italia è un Paese dove pochi giorni di pioggia mandano sott’acqua un’intera regione, e dove un patrimonio culturale unico al mondo si sgretola. Il Veneto allagato, il crollo di Pompei (solo quattro sassi per il governatore Zaia) metafore entrambe degli effetti devastanti che mancato rispetto delle regole e incuria continuano a causare nel nostro territorio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/95572727@N00/199825971/"><img class="alignleft size-medium wp-image-12051" title="Blue Skies of Pompeii, di Stuck in Customs" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/pompei-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>L’Italia è un Paese dove pochi giorni di pioggia mandano sott’acqua un’intera regione, e dove un patrimonio culturale unico al mondo si sgretola. Il Veneto allagato, il crollo di Pompei (<a href="http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Regione/199526__soldi_al_veneto_prima_di_pompei/">solo quattro sassi per il governatore Zaia</a>) metafore entrambe degli effetti devastanti che mancato rispetto delle regole e incuria continuano a causare nel nostro territorio. Ma non solo.</p>
<p>Oggi il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, nel suo intervento alla Camera sul crollo della <a href="http://www.corriere.it/politica/10_novembre_10/intervento-bondi-pompei_c5cda2bc-ecb2-11df-8b0b-00144f02aabc.shtml">Domus dei gladiatori, si è difeso così</a>: «Se avessi responsabilità per ciò che è accaduto sarebbe giusto chiedere le mie dimissioni, anzi le avrei date io. Se invece facciamo prevalere serietà, obiettività e misura, allora sarebbe giusto riconoscere che i problemi di Pompei come le situazioni in cui versa il patrimonio artistico si trascinano da decenni senza che nessuno sia riuscito a risolverli definitivamente e a impostare una strategia efficace». Per il ministro della cultura il problema vero non è una mancanza di fondi, ma la loro gestione. E&#8217; assicurare «una gestione capace di investire al meglio le risorse».<span id="more-12050"></span></p>
<p>E chi dovrebbe vigilare perché questo accada? Non il ministro della cultura?</p>
<p>Per <a href="http://www.avvenire.it/Cronaca/pompei+crollo+casa+gladiatori_201011061352077070000.htm">il crollo di Pompei</a> non c’è un colpevole. Come non c’è un colpevole <a href="http://www.diariodelweb.it/Video/Italia/?d=20101109&amp;id=171784">per il Veneto allagato</a>. E non c’è un colpevole se la bella L’Aquila, a più di un anno dal devastante terremoto che l&#8217;ha piegata, è ancora sommersa <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/86458/terremoto-laquila-libera/">dalle macerie</a>. E il suo centro storico ha perduto l&#8217;anima.</p>
<p>La classe politica italiana ha difficoltà a fare il mea culpa e ad applicare a se stessa il concetto di responsabilità?<br />
E&#8217; sempre stato così? Scontiamo decenni di mala-gestione?<br />
Oggi si vedono gli effetti di una politica che non ha saputo tutelare il proprio territorio violentando monumenti, fiumi, montagne?<br />
Perché non abbiamo mai risposte, responsabili? Perché nessuno paga per i propri errori? Come si può invertire la rotta? Cosa deve cambiare?</p>
<p><strong><em>Dite la vostra</em></strong></p>
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		<title>Polo chimico di Pioltello: una storia infinita, un danno per il territorio, un costo per l&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.pierferdinandocasini.it/2010/11/07/polo-chimico-di-pioltello-una-storia-infinita-un-danno-per-il-territorio-un-costo-per-litalia/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Nov 2010 08:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La storia del polo chimico di Pioltello sta facendo sempre più notizia anche sui network nazionali. L’importanza e la delicatezza del tema sono sotto gli occhi di tutti. Ma forse non tutti hanno capito bene quale sia il problema esistente sul territorio dei comuni di Rodano e Pioltello. Nel 2004 l’Unione Europea aveva ingiunto al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><strong><a href="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/Sisas_pioltello.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11920" title="Sisas_pioltello" src="http://www.pierferdinandocasini.it/wp-content/uploads/2010/11/Sisas_pioltello-300x127.jpg" alt="" width="300" height="127" /></a><a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_ottobre_28/discariche-sentenza-bruxelles-ue-1804046043767.shtml">La storia del polo chimico di Pioltello</a> </strong></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">sta facendo sempre più notizia anche sui network nazionali. L’importanza e la delicatezza del tema sono sotto gli occhi di tutti. Ma forse non tutti hanno capito bene quale sia il problema esistente sul territorio dei comuni di Rodano e Pioltello. </span><strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Nel 2004 l’Unione Europea aveva ingiunto al Governo</span></strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"> italiano di ripulire le tre discariche della ex Sisas di Rodano – Pioltello, considerate “</span><strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">una minaccia per l’aria e</span></strong><strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"> </span></strong><strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">le acque locali</span></strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">“.  Nel 2006 il Governo italiano che aveva in Romano Prodi il presidente del consiglio, avviò la procedura che portò all’Accordo di Programma tra Ministero, Regione e Comuni di Rodano e Pioltello, con l’affidamento della bonifica ad una società dell’ormai famoso “re delle bonifiche” Giuseppe Grossi. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Nell’estate di quest’anno, dopo la rinuncia di Grossi (che chiedeva indietro i soldi spesi fino a quel giorno), il Governo Berlusconi ha nominato un Commissario straordinario alla bonifica, Luigi Pelaggi, con l’incarico di terminare la bonifica dell’area in tempo utile per evitare l’incombente multa europea. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Grossi avanzava la richiesta di <a href="http://www.wwwilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-29/adesso-pirellone-chiede-conto-094526_PRN.shtml">riavere indietro i 29 milioni di euro</a></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"> (di cui 4 per l’acquisto dell’area, e 25 per le bonifiche effettuate prima di rinunciare alla pulizia totale dell’area). Il commissario Pelaggi invece ha deciso di rivalersi su Grossi per cercare di recuperare i 36 milioni di euro (soldi pubblici) spesi per completare la bonifica. Facendo due semplici conti, per liberarsi della faccenda e mantenere la proprietà dell’area Grossi dovrà restituire allo Stato italiano circa 11 milioni di euro (derivanti dalla sottrazione 36 – 25= 11), oppure versare 7 milioni di euro cedendo l’intera area alla proprietà pubblica.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><a href="http://www.terranews.it/news/2010/11/sisas-la-discarica-perenne">Lo Stato inoltre  rischia di avere altri danni</a></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"> derivanti dal mai avvenuto versamento di una fideiussione di 60 milioni di euro, cifra che Grossi avrebbe dovuto consegnare alla Regione come garanzia dei lavori, che però non sono mai stati versati.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Poche settimane fa Pelaggi, in una intervista lasciava trasparire </span><strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">la speranza che l’Unione Europea sospendesse l’ultimatum del 31 dicembre 2010</span></strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"> visto che la pulizia di una delle tre discariche era terminata; mentre per la seconda si è passato il 50% della pulizia e la terza sarà svuotata entro il 31 marzo 2011.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Pochi giorni fa, il 28 ottobre 2010, </span><strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">la Commissione Europea ha rinviato l’Italia davanti alla Corte di Giustizia Europea</span></strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><strong> </strong></span><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">per il mancato rispetto della sentenza del 2004, </span><strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">chiedendo di applicare le sanzioni retrodatate,</span></strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"> appunto al 2004, per un totale di circa </span><strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">400 milioni di euro</span></strong><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Dal 1 gennaio 2010 si accumuleranno 200.000 euro di multa al giorno Se la Corte comminerà davvero la multa nella sua interezza, l’Italia dovrà versare all’Europa una cifra pari a circa cinque volte il costo della bonifica.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><em>&#8220;Riceviamo e pubblichiamo&#8221; di Tommaso Da Dalt e Andrea Galimberti (Gruppo GxP)</em></span></span></p>
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