postato il 26 gennaio 2012 da Redazione | in "In evidenza, Media e tecnologia, Riceviamo e pubblichiamo, Spunti di riflessione"

Digital divide, se il censimento non censisce

Per il censimento del governatore Quirino in Siria e Giudea anche la Sacra Famiglia dovette scomodarsi per tornare a farsi registrare nell’oscura Betlemme, ma allora i censimenti erano una cosa seria e soprattutto i romani ci sapevano fare. Oggi nell’era di internet i censimenti sono un po’ più difficili e forse anche incompleti. Sembrerà un paradosso ma è quanto ammette la stessa Istat nel sito del censimento 2011:

Sono state predisposte due versioni di questionario, una contenente tutti i quesiti previsti dal piano di rilevazione censuaria e una in forma ridotta, allo scopo di ridurre al massimo l’onere sui rispondenti.
Il questionario ridotto viene distribuito ai due terzi delle famiglie residenti nei centri abitati dei Comuni capoluogo di provincia o con almeno 20 mila abitanti al 1° gennaio 2008, nei quali è stato possibile costruire campioni di famiglie significativi per aree sub comunali (Aree di Censimento).
Nei restanti Comuni viene utilizzato unicamente il modello in forma completa.

Se si parla di “campioni” anche un profano della materia potrebbe capire che non si tratta più di censimento della popolazione ma di un sondaggio piuttosto approfondito. Ma non è questo il punto, un’operazione statistica di questo tipo per quanto importante non mette nelle condizioni di intervenire su dei settori cruciali per lo sviluppo del Paese. Il riferimento ad esempio è ad una materia importante come il digital divide, cioè il divario esistente tra chi ha accesso al computer e ad internet e chi ne è escluso, che in base ai dati di questa rilevazione non sarebbe determinato correttamente dato che nella forma ridotta del questionario non c’è alcuna domanda sull’uso del Pc e di Internet. Ciò significa che ai due terzi delle famiglie residenti nei centri abitati dei Comuni capoluogo di provincia o con almeno 20 mila abitanti non sono state rivolte tali domande. Il censimento 2011 sarebbe stata un’ottima occasione per fare il punto sul digital divide italiano e prendere tutte le misure del caso per un’intervento senza precedenti, purtroppo in questa maniera i dati saranno ancora approssimativi con un danno evidente per i centri più piccoli che spesso sono quelli che soffrono di più del divario digitale. Una questione di rilievo visto che il governo Monti si sta muovendo per l’agenda digitale italiana, certo ci sarebbe anche la domanda sulla gestione del censimento e quindi sull’utilizzo di soldi pubblici per un’indagine incompleta, ma questa è un’altra storia.

di Adriano Frinchi

Commenti

  1. guardate il discorso ai Siciliani di Berlusconi: http://www.youtube.com/watch?v=1cL8P-_ZgiQ




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