Con la politica tentennante avete solamente mantenuto il vostro status quo parlamentare, avete dilapidato una identità cattolica prestata alla politica, e avete perso la bussola del senso civico e decidervi una volta e per tutte da che parte stare !
Buttiglione uno dei saggi dello Scudo Crociato ha proposto una grande alleanza politica con il PdL, mi sembra fattiva e giusta la scelta, nel senso di ritrovare un comune orientamento politico con chi conserva i valori della “famiglia naturale” .
Se l’idea non piace, leggittimissimo, ma togliete dal simbolo dell’UDC lo Scudo Crociato che non può essere portato in ” processione ” da sinistra a destra e viceversa.
Caro Pier
quel simbolo ora nelle tue mani rappresenta unicamente un ” richiamo delle allodole “, che nulla ha portato all’Italia se non il solo vostro tornaconto e seggio parlamentare.
Ero e resto Democristiano, ma pentito, ma non mi smuovo dal Centro Destra che è la nostra collocazione naturale, ora che Berlusconi non c’è più.
Non era Berlusconi che aveva sbagliato tutto, anzi, i fatti e le circostanze che aveva pensato si stanno avverando, e quindi non: ” uttate l’acqua sporca con tutto il bambino “.
La Sinistra invece è impegnata a far passare ” l’omossesualità come fenomeno di massa “, che francamente tra i tanti problemi che ha l’Italia potrebbero pensare a cose più importanti !
Girovagere in cerca di un centro di gravità permamente, che mai è andato oltre le due unità percentuali di consensi, vuol dire che siete alla frutta !
Il mio rispetto nei vostri confronti era e resta immutato, ma ha condizione che portiate il partito in un lido certo e sicuro, e soprattutto rappresentativo del bipolarismo e anche nel bipartitismo.
Cordialmente.
Fernando Ventresca
Questa dichiarazione mi piace molto. E’ quella di una persona che ha le idee molto chiare. Dovrebbero averle anche gli altri, però. Nessuno ha la bacchetta magica, ma la pozione sì…
Egr. Sig. Casini, rammento di averle dato il voto una volta, non me ne sono pentito perchè appariva come una persona seria, come tutt’ora ma con una differenza :”non sa dove stare, non sa con chi andare, una volta di qua, una volta di la, una volta col famigerato PdL, poi con il PD, poi con il 3° polo (visto che fine ha fatto se mai è esistito) . Ma perchè non assume una posizione certa definita stabile. Si decida, forse ne guadagnerà in considerazione. Per ora sembra solo un ectoplasma
Mi trovo d’accordo su molte cose, ma credo che sia a sua volta demagogico e populistico parlare di demagogia fiscale o finte rassicurazioni soprattutto se si guarda al recente passato. Il Governo Berlusconi ha tentato manovre anticicliche. Che abbia fallito è fuori da ogni discussione. Che abbia tentanto non può negarsi, che abbia la colpa del ritardo nelle liberalizzazioni è dubbio. Il ritardo è stato sancito nelle urne dei referendum (art.18, acqua etc.) e nelle proteste di piazza. In Italia ci sono come due “poli” opposti che impediscono i cambiamenti. I referendum hanno affossato i tentativi di “progresso” per quel che riguarda le legge 40 (e io ho fatto volantinaggio affinchè il quorum non si raggiungesse) sia per il nucleare piuttosto che, come ricordato, sui temi del lavoro e delle privatizzazioni. Il partito dei moderati deve avere come scopo lo spezzare questi due “poli” – che non coincidono affatto con il binomio vetusto di “destra” e “sinistra”. Dobbiamo avere il coraggio di spiegare alla gente come stanno le cose, anche di difendere Berlusconi se il suo Governo va in crisi e l’unica cosa responsabile da fare è sostenerlo.
Fallimentari si sono rivelate le alleanze dell’UDC per esempio in Piemonte. Una scelta raccapricciante, come se avessimo candidato l’On. Bonino a leader dei moderati. Là hanno prevalso ragioni tattiche, perchè oggi si parla – e a titolo personale, ma che nel personalismo imperante diventano diktat per un partito – di strategie politiche? Si è capito forse l’errore? L’Udc già da tempo tenta la strada del coinvolgimento della “società civile”, dall’On. Santolini a Savino Pezzotta, che si apra alle Acli, di nuovo alla Cisl o a intellettuali del tipo di Ornaghi o Riccardi fino a imprenditori come Guerrini et similia è di certo un fatto positivo. Forse. Marcegallia, Montezemolo (mah) e tutti gli altri non possono convivere in un partito piccolo come l’UDC. Troppi generali e troppe poche truppe. In tutti questi elenchi di nomi, emerge un solo fatto. Che l’UDC, parlo di Udc poichè non esiste che questo come partito almeno per adesso, ha smarrito la bussola. Mani libere, giusto. Per fare cosa? Che propone l’On Casini per ridurre il debito – e non le solite cose che dicono tutti -. Che dice l’Udc sull’europa? Io non sento parlare di Europa. L’unico che parla(va) era Tremonti sugli eurobond – quindi un programma di ulteriore integrazione politica più che economica -, l’Udc può essere la voce di questa visione? Si potrà dire che accanto a De Gasperi, Adenauer, Schuman c’è spazio per un “Casini”? Dobbiamo ritrovare quello slancio e quella ambizione! Dobbiamo avere l’ambizione di fare di più e meglio, non dei piccoli nani sulle spalle di giganti, non ci possiamo accontentare di nani della politica. Onorevole Casini, ha lei l’ambizione e il coraggio di De Gasperi? Se non ce l’ha si faccia da parte! Oppure trovi quella forza. Onorevole Casini, cosa sono i moderati? Sono la “palude” della rivoluzione francese? Sono le folle oceaniche di Mussolini? On. Casini, sta a lei dare una forma a questa creta malleabile e amorfa. Occorre porsi alla testa del cambiamento. Di tattica politica poco ci interessa, qua, nei bassifondi, resistiamo perchè abbiamo delle idee. Non ho ancora 30 anni e il futuro è del tutto incomprensibile. Quali idee? In fondo sono le idee di sempre, le idee che vede scritte nel nostro simbolo: libertà, sussidiarietà, democrazia e visione sociale cristiana. Per questo la parola “moderati” è del tutto incomprensibile. A chi si rivolge? Ai massoni? Ai liberali? Ai “cattolici”? Ai nazionalisti? Occorre capire che popolo si vuole. Amici, compagni, camerati, fratelli, identificano un referente definito che referente desidera, lei, per questo o per il nuovo partito? A questo plasma si deve offrire un progetto politico e dare un nome che lo definisca, non tanti nomi illustri che lo stordiscano. Se servono a questo le mani libere noi la sosterremo, se non saprà prima convincerci che c’è un progetto e che è credibile allora sarà libero e solo.
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