Mi piacerebbe un Paese normale
Mi piacerebbe un Paese normale in cui ci sia il rispetto tra i poteri dello Stato, un premier che non chiedesse i danni allo Stato e non dicesse che l’Italia è come la Germania dell’est, un paragone umiliante per l’Italia e per le decine di morti di quel regime.
Mi piacerebbe recuperare il senso delle proporzioni. Un Paese normale in cui il premier, almeno un giorno su due, pensa a risolvere anche i problemi degli italiani non solo i suoi, soprattutto degli elettori di centrodestra che oggi vedono che Berlusconi non ha risolto uno solo dei problemi che aveva promesso di risolvere 20 anni fa con la rivoluzione liberale.
Il resto è fuga dalla realtà, parliamo del nulla.
Pier Ferdinando



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Per un paese normale serve che si mettano al tavolo Casini, Pisanu, Maroni, i due Letta, Tremonti, Tabacci, Fioroni, Calderoli, Rutelli, Fini, Bossi.
Per metterVi al tavolo occorre che B. rassegni le dimissioni.
Per rassegnare le dimissioni deve essere sicuro che ne esca indenne.
Oggi ci sarà la manifestazione di Ferrara, domani è festa. La prossima settimana io fossi in Lei, onorevole, parlerei con uno dei migliori, anzi il migliore in assoluto, Giuliano Ferrara. Sono un affezionato lettore de Il Foglio e l’Elefantino è semplicemente strepitoso. Anche se al momento ha perso completamente la bussola, con Lui troverà la quadra. Auguri.
On. Casini, uno dei temi che mi colpisce molto quando lei rilascia interviste è quello del merito. Vede il sottoscritto, per cercare di crearsi un futuro ha puntato sul sapere, mentre altri diciamo così hanno scelto altre strade. Sia lei che Fini questo tema sta molto a cuore, e vi chiedo solo di continuare su questa strada, i giovani di oggi non sono bamboccioni e vorremmo che chi si impegna per realizzarsi non venisse buttato nel calderone che la TV vuole far apparire.
L’Italia e’ normale tanto e’ vero che continua a lavorare mentre la politica e il parlamento sono fermi.
Non fummo normali quando molti votarono questo Premier e nessuno lo fermo’ con una legge adeguata sul conflitto d’interessi.
Tutto comincio’ da li .
Noi siamo normali quando chiediamo le sue dimissioni e’ lui il deforme
quando insiste nel rimanere.
Nuove elezioni, una bella botta di democrazia questo sarebbe normalita’.
ormai ragioni come Di Pietro, nessuno del pdl voterà per te tranquillizzati
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