Il Terzo polo? Non va costruito su un leader
Per la nascita del Terzo Polo la questione della leadership non deve essere determinante, perché se costruiamo una cosa nuova attorno ad una persona facciamo quello che rimproveriamo agli altri.
Quando non ci sarò più io l’Udc andrà avanti: i cimiteri sono pieni di gente che si riteneva indispensabile.
Pier Ferdinando



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COME SI RICONOSCE UN CAPO NATURALE?
HO VISTO UN CAPO IN CACHEMIRE, MA NON ERA UN CAPO NATURALE, HO VISTO UN CAPO CHE HA DATO MOLTO ALL’ITALIA E CHE ORA E’”INFELTRITO” (SINDROME DELL’INVETTIVA BUGIARDA).
UN CAPO NATURALE LO RICONOSCI PERCHE’ OGGI CON CORAGGIO SCEGLIE DI STARE DALLA PARTE DEL PAESE E NON DALLA PARTE DI UNA SOLA PARTE DEL PAESE, QUELLA CHE FA PIù CCOMODO. NON IMPORTA CHE OGGI SIA UN CAPO GIOVANE O VECCHIO: NON NE BASTERA’ UNO SOLO E UNA SOLA LEGISLATURA; I SUO LAVORO E’RICOSTRUIRE QUELLO CHE ABBIAMO FRANTUMATO, LA COSCIENZA NAZIONALE.
Lei è sicuramente il Leader che meglio ci rappresenterebbe e ci farebbe riacquistare la dignità persa …nei confini ed oltre…
Ci sono vari tipi di leaderismo. Non condivido il tipo berlusconiano sullo stile del “capo” soprattutto perchè quando il “capo” cade, collassa tutto.
Condivido sul fatto che anteporre a tutto il resto la ricerca del leader sia deleterio (come ha fatto la sinistra che ha finito per non trovarlo!!). La soluzione migliore è averne alcuni possibili (non troppi sennò è un bordello). Al momento, considerata anche la posizione di Fini, è matematico che il leader è Casini ma uno dei segreti del prossimo successo del Terzo Polo è il fatto di non esagerare, di nascondersi, per non dover fare i conti in un confronto con Berlusconi, non mi sembra saggio. Se si cambia musica anche questo spartito è meglio che cambi.
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