postato il 2 luglio 2010 da Redazione | in "Giovani, In evidenza, Riceviamo e pubblichiamo"

Maturità 2010: troppe insufficienze nei temi di italiano

di Marta Romano

E’ apparso stamattina sul Corriere della Sera un articolo che mi ha fatto ragionare a lungo sulla scuola italiana: Maturità, che fatica scrivere in italiano.
Purtroppo, secondo gli esperti dell’INVALSI, nei licei un tema su tre è insufficiente, mentre negli istituti professionali il dato sale vertiginosamente, con otto temi insufficienti su dieci. Dati preoccupanti, che mettono in luce un triste calo della qualità dello studio, che sono l’espressione di un’evidente bocciatura del sistema scuola.
D’altronde, non c’è nulla di cui meravigliarsi, poiché questi dati rispecchiano ciò che siamo abituati a vedere ogni giorno. La repentina invasione degli sms ha portato i ragazzi a dimenticare anche le semplici basi della nostra lingua, già di per sé sottovalutate fin dalle scuole elementari. Il problema, infatti, ha origine, secondo me, nelle scuole primarie. Una maggiore insistenza sulle fondamenta della nostra lingua, sulla grammatica, sulla comprensione testuale, potrebbe far sì che si erga su di esse una buona cultura.
Inoltre, un’altra importante causa di questo progressivo peggioramento degli alunni, credo sia da ricercarsi nella prepotente affermazione di internet. Purtroppo, per causa della tecnologia, non si legge più come prima, né quotidiani, né libri. I ragazzi sono attratti molto di più da uno schermo di pc, piuttosto che da un buon libro. Ma tutto ciò non è del tutto negativo!

Sono convinta che la tecnologia sia un’arma a doppio taglio: se da un lato può distogliere i ragazzi, sempre meno interessati all’attualità, dalla vita circostante, ma dall’altro può ampliare la comunicazione, spronare ad interessarsi e ad informarsi oltre ogni barriera. Perciò, determinare se la tecnologia rappresenti un’innovazione positiva o negativa è molto difficile, poiché questo giudizio è vincolato all’uso che se ne fa di essa.
Infatti, sono convinta che il web possa diventare luogo di crescita culturale. Sarebbe bello scrivere di più, riempire gli schermi dei computer con idee e pensieri, e non spendere le nostre energie giovanili in passatempi che, seppur divertenti, non devono essere altro che passatempi.
D’altronde, durante la mia carriera scolastica, ho incontrato una professoressa che era solita ripetere questa frase: “La crescita e il perfezionamento delle tecniche narrative possono esserci soltanto per mezzo della pratica”. E perché non far sì che la palestra della nostra passione diventi proprio il web?

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