postato il 23 giugno 2010 da Redazione | in "In evidenza, Media e tecnologia, Riceviamo e pubblichiamo, Spunti di riflessione"

No al bavaglio sul web, giù le mani dai blog!

BavaglioRetedi Giuseppe Portonera

Al peggio non c’è mai fine, recita un vecchio quanto attuale adagio. E pare che, restando in tema di DDL Intercettazioni, quel peggio sia arrivato. Come se, infatti, le restrizioni e i limiti alla libertà di informazione non bastassero, è stato reso noto che un emendamento a questa legge colpirà anche i blog e i blogger. Si tratta del comma 29 dell’articolo 1, ideato già oltre due anni fa e che, se dovesse essere approvato, obbligherebbe ciascun blogger a rettificare errori o sviste nei propri pezzi a seguito della richiesta di un utente entro 48 ore, pena una denuncia penale e una maxi sanzione fino a 12.500 euro. Ciò potrebbe significare addirittura l’interruzione delle pubblicazioni di un blog, per l’impossibilità del proprio gestore, limitato nella libertà di raccontare e commentare, di soddisfare ogni richiesta di rettifica, allo stesso modo di tv e giornali. Senza considerare il fatto che per chi gestisce una pagina web da solo, per passione, anche un fine settimana a computer spento potrebbe allora rivelarsi fatale: dopo due giorni dalla richiesta di correzione, scatterebbe infatti la fatidica multa.

bavagliowebUna legge liberticida, da contrastare assolutamente, con tutti i mezzi e le forze a nostra disposizione. Assurdo è intanto l’accostamento che si fa tra l’informazione ufficiale, quella di TV, radio o giornali, e quella ufficiosa di blog e siti internet: il blog è un modo di assicurare una rapida e proficua diffusione ai propri pensieri e alle proprie idee. È un’estensione della nostra vita privata. Di solito quando scrivo un post, di qualsiasi genere, lo faccio perché sento il bisogno di scrivere, di fissare delle impressioni o dei commenti riguardo fatti (o misfatti) che leggo sui giornali o su qualche sito internet specializzato. Tra un blogger e un suo lettore esiste lo stesso rapporto che c’è tra due amici che si incontrano a un bar o in piazza e che discutono amichevolmente sugli argomenti più disparati: nessuno dei due ha la pretesa di condizionare l’altro; al massimo, può avere il piacere di informarlo. È così anche per i blog, non cambia assolutamente nulla. Il fatto che un blog sia letto, molto o poco, non può certo influire sulla sua configurazione come un prodotto editoriale, a meno che questo non sia dichiarato (e registrato) come tale. Se io scrivo su qualcosa che mi sta a cuore, non mi importa se a leggerlo saranno 10, 100 o 1000 persone: non ne trarrò alcun guadagno. L’importante è solo averlo scritto. Se poi uno dei miei lettori vuole intavolare una discussione con me, facendomi notare un errore o un imprecisione, ben venga: sarà mio obbligo morale e deontologico verificare le notizie su cui ho basato il pezzo e correggerlo, se necessario. Scrivere un blog significa anche questo: fare un’informazione 2.0, puntando molto sul dialogo e sull’interattività della rete. Noi di Estremo Centro ne abbiamo fatto esperienza diretta in più occasioni. Siamo nati da poco, mettendo insieme ragazzi, chi con più, chi con meno esperienza nella blogosfera, ma tutti con grande voglia di scrivere, di dire la nostra. Abbiamo scelto tematiche che ci stavano a cuore (da questioni di natura economica a quelli di natura sociale e politica) e su quelle abbiamo scritto e riscritto. In pochissimo tempo, grazie all’impegno profuso, abbiamo visto aumentare notevolmente le nostre visite giornaliere e, cosa più interessante, Pierferdinando Casini ha ripreso poi quegli stessi spunti che avevamo lanciato (in difesa dei malati di Sla e sul tema dell’abolizione delle province, qualche esempio) per le sue battaglie parlamentari. La riprova più evidente che da un rapporto corretto con Internet, la politica può trarre solo un vantaggio.

blogE invece la politica (o almeno una parte) ha ancora paura di Internet. Paura che viene dall’ignoranza e che si vorrebbe calmare ricorrendo a idee assurde, come questa: un freno illiberale, antistorico e inutile. Se dovesse essere approvato, chi potrà ancora scrivere un pezzo di denuncia sociale o politica, sapendo di correre il rischio di essere denunciato e multato? Solo chi ha alle spalle un sostegno forte. Solo i giornalisti professionisti, insomma. Con buona pace del semplice cittadino che aveva la possibilità di esercitare, in modo innovativo e straordinario, il nostro più elementare diritto: quello alla libera critica. È ovvio che, come per ogni cosa, gli abusi e gli eccessi non manchino: ma per questo si può forse colpire indistintamente? È come quando un writer imbratta un muro usando una bomboletta. Se qualcuno sporge denuncia, il giudice potrà forse incolpare del reato il muro o la bomboletta? Sarebbe ridicolo. Lo stesso vale per Internet. Se qualcuno lo usa male, non gli si possono accerto addebitare colpe che non ha. Anche perché, mi piacerebbe ricordare che nel corso della storia, soffocare le libertà più elementari, ha sempre e solo sortito un effetto contrario rispetto a quello sperato.

Commenti

  1. [...] Per approfondire consulta articolo originale: No al bavaglio sul web, giù le mani dai blog! | Pier Ferdinando … [...]


  2. Ditemi che sto sognando, ma Pierferdinando Casini non è quello dell’UdC che ha firmato tramite il senatore D’Alia l’emendamento di istigazione a delinquere a mezzo internet poi abrogato??!!!!!


  3. @ Paolo: la questione è ben più complessa di come la dipingi tu. Casini sta conducendo una battaglia contro il DDL Intercettazioni e contro il rischio di imbavagliamento dei blog. Fai un giro tra gli articoli di questo sito, te ne renderai conto personalmente: la volontà di impedire che la libertà di Internet e dei blog possa essere limitata è un imperativo categorico per l’Udc e per noi Volontari Web. Personalmente ho già avuto modo di dimostrare tutta la mia contrarietà e la mia ferma opposizione a questo tipo di provvedimenti: questo mio articolo ne è la riprova; e il fatto che sia stato ripreso da Casini e posto in evidenza, qualcosa vorrà pur dire, non credi? In tempi non sospetti poi (parliamo del dicembre dell’anno scorso) Casini tenne in Parlamento un intervento in difesa del Web, usando toni e parole forti. Sai che disse? “Censurare il web è sbagliatissimo. Le leggi esistenti già consentono di perseguire i responsabili di reati e la Polizia postale fa un lavoro straordinario. Censurare internet per gli insulti e le istigazioni alla violenza sarebbe una decisione assurda e illiberale. E’ un po’ come se si volesse impedire l’uso del telefono perché ci possono essere telefonate minatorie. Internet è uno strumento di comunicazione e i nostri governanti devono capire che oggi si usa internet come ieri si usava il telefono. Prendiamo esempio dagli Stati Uniti, dalla democrazia americana, da quello che succede in quel Paese che è la grande frontiera della libertà: Obama riceve continuamente intimidazioni inaccettabili su internet, ma a nessuno è mai venuta in mente, neanche per l’anticamera del cervello, l’idea di censurare internet. Quindi, attenzione su questo versante: guai a rispondere con provvedimenti illiberali davanti a sfide che richiedono tolleranza zero verso i colpevoli.” Per controllare, guarda questo: http://www.pierferdinandocasini.it/2009/12/16/casini-sbagliatissimo-censurare-il-web/

    PS.: Parlare dell’emendamento D’Alia (e di tutta la pubblicità che ci è stata ricavata su) richiederebbe molto più tempo e spazio. In ogni caso, leggi un po’: http://www.pierferdinandocasini.it/2010/05/29/su-internet-nessun-bavaglio/


  4. Innanzitutto grazie per la risposta, so che l’onorevole Casini, che rispetto, sta sostenendo la battaglia contro il ddl contro le intercettazioni e ho capito che è contrario anche a questa parte della suddetta legge riguardante i blog, ma mi permetta di pensare che l’on. Casini voglia in questo modo eleggersi a portavoce e non è il solo di questa battaglia per la libertà della rete, cosa assolutamente rispettabile ma che non può essere valutata senza considerare il passato.
    Onestamente mi sono perso il discorso sul web (se è possibile ascoltarlo sarò lieto di farlo) ma non mi sono perso l’emendamento D’Alia che lei sta definendo complesso ma che in realtà non lo è, basta leggerlo per inorridire, e la pubblicità che ne è stata costruita su, con tutta la campagna di disinformazione annessa è stata facilitata proprio dalla semplicità con la quale vengono espressi concetti quali “interruzione dell’attività”, “filtraggio”, “sanzione amministrativa fino a 250.000€”.
    Se l’on. Casini ha cambiato idea io non posso che esserne felice, ma lui e il suo partito hanno fortemente sostenuto questo provvedimento, contribuendo all’approvazione al Senato.
    Sto seguendo per altro anche il lavoro dello stesso D’Alia che sulle intercettazioni ha fatto un buon lavoro secondo il mio parere, forse ammettere di aver sbagliato a firmare o anche solo a pensare certi emendamenti sarebbe meglio, così mi da solo da pensare al “vado dove tira il vento”

    Nel video che invece ha linkato non spiega quasi nulla, si ripete che la notizia è una bufala, si spiega l’emendamento presentato nel 2009 nelle intenzioni forse, e per questo voglio credere al senatore, ma non negli effetti che avrebbe avuto e per i quali è stato abrogato.


  5. Paolo, ma infatti, se vedi i lavori parlamentari riguardo all’emendamento dell’on. D’alia che tu hai citato, noti che l’emendamento poi non è mai stato discusso, perchè l’on. D’alia lo ha subito ritirato essendosi accorto che era un emendamento sbagliato.
    La stessa cosa la trovi pure scritta da travaglio sul blog di grillo (vado a memoria) circa due settimane fa: in quel caso travaglio prima lanciò la notizia che questo emendamento er ain discussione alla camera.
    Subito i commentatori di grillo gli hanno fatto notare che era una bufala, Travagli osi è documentato meglio, e, cosa rarissima per un giornalista e che testimonia la sua serietà, ha dichiarato di essersi sbagliato e che effettivamente l’on. Dalia aveva ritirato subito il suo emendamento.
    Ciò non toglie alcune cose che tu, Paolo, hai detto: l’emendamento era sbagliato.
    Quando poi però il partito se ne è reso conto, lo ha subito ritirato senza neanche farlo discuter ein parlamento e quindi cancellandolo.
    il fatto che è stato discusso e approvato in senato, ripeto, è una bufala, come testimoniato dall ostesso travaglio


  6. @gaspare: si informi meglio, l’emendamento è stato APPROVATO AL SENATO e poi stralciato dalla maggioranza alla Camera, non ritirato dal senatore D’Alia, Travaglio si è scusato per aver detto che l’emendamento era stato approvato defitivamente, cosa sbagliata perchè nella legge non è presente


  7. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=392701&idoggetto=413875

    Questa è la pagina del Senato che viene di solito linkata per mandare in giro la bufala, come vede l’emendamento è stato APPROVATO non ritirato come sostiene lei, semplicemente poi è stato stralciato alla Camera, come dicevo prima.


  8. Vero, quel che dici, ma se poi vedi le trascrizioni della camera vedi che il provvedimento poi è stato ritirato dallo stesso D’alia e dallo stesso UDC.
    E questo perchè al momento di approfondire l’argomento, lo stesso D’alia si è reso ocnto che la sua proposta creava più problemi e non risolveva nulla.
    Suona strano che adesso qualcuno abbia rimesso in giro questa notizia, affermando che è stata approvata ora dal senato, mentre tutta la discussione risale al 2009 come si evince dal link che tu stesso hai postato.
    Ovviamente rimettere in giro la notizia, come se fosse recente, (cioè dire che è stato approvato ora e che il provvedimento è ancora in corso, invece che dire che risale al 2009 ed è stato stralciato) trae in inganno giornalisti seri come travaglio (che comunque poi si è scusato per il suo errore, dando merito a d’alia di avere ritirato l’emendamento) e la confuzione attorno al ddl intercettazioni.


  9. Un conto è raccontare una balla proveniente dal passato un conto è ricordare agli onorevoli che loro hanno promosso certi emendamenti in passato. L’emendamento D’Alia non è stato ritirato (a meno che non abbia prove da portare a sostegno della sua tesi), l’emendamento D’Alia è stato sostituito dall’emendamento Cassinelli (Pdl), comunque sia non voglio parlare della menzogna che gira de mesi, vorrei parlare, magari anche con l’autore del post in questione, di libertà del web e di cosa l’onorevole Casini vorrebbe fare per sostenerla e magari, come dicevo prima, spiegare chiaramente ai propri elettori che ci si era sbagliati sull’emendamento D’Alia, cosa che il sen. non fa nel suo video.


  10. @ Paolo: perché mi dai del lei? Ho 16 anni, mi fai sentire vecchio e ingrigito: diamoci del tu! Quel che dici, con dovizia di particolari, è purtroppo vero. E ti confesso, senza troppi peli sulla lingua, che l’emendamento D’Alia fu davvero un errore madornale. L’ho sempre considerato tale, a che servirebbe negarlo? Per fortuna è stato abrogato e per fortuna, lo stesso senatore si è reso conto dello sbaglio commesso (dettato, forse, dagli eventi di cronaca del tempo: vado a mente, ma mi pare si trattasse di gruppi facebook che inneggiavano a mafiosi). Spero di averti chiarito come la penso e di non doverci tornarci più su. Voglio spendere due parole invece sulla posizione di Casini, che è sempre stata assolutamente diversa: la difesa di Internet e del diritto alla libera espressione è sempre stata una delle sue linee guide politiche principali. Io sono un blogger, come te (a proposito, complimenti per il tuo sito!) e i bavagli non mi sono mai piaciuti: mi stanno stretti e per un siciliano come me, tengono troppo caldo. E grazie al cielo, il leader del mio partito la pensa proprio come me (http://www.pierferdinandocasini.it/2009/12/19/internet-casini-governo-non-sa-di-cosa-parla/#more-6372). Tu chiedi poi cosa abbia in mente Casini per difendere la libertà del Web: ebbene, sappi che da quasi un anno esiste un gruppo di ragazzi (tra i quali ci sono anch’io), I Volontari Web. Gestiamo una serie di blog regionali, che, permettimi di dirlo, sono un’ottima prova di una buona informazione via Internet. Abbiamo perorato battaglie in favore dei malati di SLA, per l’abolizione delle provincie, contro il DDL Intercettazioni. Perché non ci fai un giro, così da provare direttamente cosa significhi per noi (e per Casini) difendere il Web? Ti linko il blog della mia regione: http://estremocentrosicilia.wordpress.com/
    Buona lettura!


  11. Innanzitutto complimenti per l’età che non dimostri dai discorsi che fai e per tua onestà nel dire che fu un errore, non è come sentirselo dire dal senatore ma è comunque molto. Ho visto il blog, complimenti anche a te e grazie per i tuoi, non mi ritengo un blogger nel vero senso del termine ma cerco di utilizzare questo strumento per scrivere quello che penso. Come dicevo, posso solo sperare che l’Udc come partito di opposizione voglia opporsi a questa politica malata del centrodestra sulla volontà di controllare internet ma anche in generale. Personalmente ritengo che ci siano delle cose incompatibili con la politica nel vostro partito, a partire da Cuffaro per arrivare a leggi come il Lodo Alfano. Mi ha fatto piacere comunque discutere civilmente su questo sito, aggiungimi pure su facebook se ti va (tramite il mio sito).

    Paolo


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  13. [...] in particolare, la discussione suscitata da un post di Giuseppe Portonera del 23 giugno scorso (No al bavaglio sul web, giù le mani dai blog!), che permette di farsi un’idea abbastanza precisa della posizione di Casini sul DDL [...]


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