postato il 7 maggio 2010 da Redazione | in "Economia, Politica, Spunti di riflessione"

La speculazione finanziaria prende di mira l’Europa

Casini Cds

Caso Grecia dietro l’angolo. Ora maggioranza e opposizione lavorino insieme

Il caso Grecia è dietro l’angolo e mentre la speculazione finanziaria e internazionale prende di mira l’Europa è necessario che la politica italiana risponda con un supplemento di responsabilità nazionale.
Maggioranza e opposizione, pur nei propri differenti ruoli, devono dare prova di lavorare insieme per superare le difficoltà. Non c’è spazio né per presunzioni di autosufficienza né per la riproposizione dei soliti slogan propagandistici degli uni e degli altri.

Pier Ferdinando

Commenti

  1. Casini abbi coraggio, non smettere di essere determinato ed a cantare fuori dal coro


  2. Il problema vero è che non potremo difenderci dalle speculazioni politico-finanziarie fino a quando non avremo una Politica Estera credibile.Appare oggi di tutta evidenza la realizzabilità dei propositi di alcuni Paesi dell’Unione che intravedono la possibilità di creare un UE a due velocità.


  3. Non darei la colpa di quel che succede alla speculazione,
    che pure si è messa all’opera alla grande,
    la speculazione evidenzia delle fragilità preesistenti,
    nei sistemi economici, ma non ne è la causa.
    Le cause sono altre, sono nel vivere a credito,
    ma se il tasso di crescita è inferiore ai rendimenti dei titoli statali,
    il rapporto tra debito e PIL aumenta. Se questa situazione si protrae nel tempo, il debitore non riuscirà più ad uscirene fuori.
    Il piano europeo non è riuscito a fermare l’aumento dei tassi sui titoli statali greci. Per di più per difendersi dalla speculazione, probabilmente la BCE alzerà i tassi, ed i problemi aumenteranno.
    La verità è che occorrono politiche economiche serie, si taglino gli sprechi ed il superfluo, si vendano le 600.000 auto blu e si impieghino diversamente i relativi autisti.
    Tanto prima o poi qualcuno lo dovrà pur fare, non ci illudiamo,
    e non ha senso farlo dopo che saremo finiti come la Grecia, meglio prima.
    Si taglino i costi occulti della corruzione, si vari un decreto
    anticorruzione molto più severo ed efficace.
    Si recuperi l’evasione fiscale.
    Ormai siamo già oltre il contagio, i fondi stanno già mollando i
    titoli di stato a rischio, e se anche le banche centrali cominciano a ridurre le loro riserve in euro, per limitare le perdite, i tassi si impenneranno e con il debito che abbiamo
    nemmeno l’Italia riuscirà più a pagare gli interessi,
    e rischiamo davvero la bancarotta.
    La devono smettere con la politica dei privilegi, del magna magna,
    dei debiti da lasciare alle future generazioni perchè loro sono andati
    in pensione a 40 anni!
    E’ davvero ignobile che i padri debbano ipotecare il futuro dei loro
    figli.


  4. Le speculazioni, nei momenti di crisi economica, sono sempre in agguato. Ottimo il monito del Presidente Casini. Speriamo caldamente che il Governo, finalmente, possa mettere da parte la politica degli slogan e dell’autosufficienza e passare all’azione ed ai fatti concreti; anche perchè, come giustamente sottolineato dall’On. Occhiuto, sarebbe veramente un grave errore se il Governo ed il Responsabile del Dicastero dell’Economia, Tremonti, continuassero a fare paragoni tra l’Italia e la Grecia. Il nostro sistema economico è più saldo e robusto, va bene, ma non culliamoci perchè la crisi c’è e si vede!


  5. il punto non è la speculazione, il punto è avere conti a posto e regole contabil icerte.
    tutto è nato perchè la grecia ha truccato i conti, e questo ha spaventato gli investitori.
    il discorso sulla speculazione si ripropone ciclicamente, come nel 2000, nel 2003 e così via.
    alla fine la gente va in borsa con la mentalità del casino e poi si lamenta se perde i soldi.


  6. A parer mio l’analisi e che in Europa..ma forse anche in Italia la politica cerca di difendere ideali della società aperta e delle libertà civili ed economiche o dimostrare una rinnovatA capacità di innovazione,dinanzi a fattori di crisi e di crescita che mutano la realtà del mondo ma anche determinati compiti della politica.Come ad esempio,Il rapporto tra cittadino e stato, tra mercato e regolazione, tra diritto e autorità, tra “libertà” e “potere” assume oggi, per molti aspetti, un profilo inedito, ma conserva centralità ma al contempo in una realtà politica in cui la dimensione e la profondità dei cambiamenti suscita sentimenti diffusi di tinte fosche paure e incertezze.


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