postato il 22 febbraio 2010 da Redazione | in "Interventi"

Commenti

  1. Vorrei commentare questo video, con la frase di don Lorenzo Milani che lei ha citato in conclusione: “A cosa sarà servito avere le mani pulite, se le avremo tenute in tasca?”
    Mentre la tua terra sta morendo lentamente, mentre il tuo Paese sta andando a rotoli, mentre la corruzione dilaga.. non si può dire “non mi interessa”.
    Questo mio messaggio, è rivolto a tutti i ragazzi, miei coetanei, che non vedono nella politica nulla di buono, ma qualcosa di sporco e vecchio.
    Ebbene, la mia risposta sarà breve, ma chiara: se l’Italia è ridotta così, la colpa è anche un po’ nostra. E’ colpa di chi non ha nessun interesse di cambiare questa pessima condizione, questo degrado politico e morale.
    E’ troppo facile lamentarsi di questo mondo, osservarlo mentre lentamente cade in un abisso troppo profondo. E’ facile, ma poco utile.
    Il cambiamento può davvero avvenire se i primi a cambiare siamo noi: mettendoci la faccia, la passione, rischiando in prima persona, proponendo soluzioni concrete ai problemi.
    Noi giovani, siamo il futuro di quest’Italia, dobbiamo soltanto crederci un po’ di più e lottare per le nostre idee. Siamo la classe dirigente del domani, la speranza per il giorno che verrà.
    Vedo troppa indifferenza, ed è proprio quest’ultima la prima causa della grave questione morale che viviamo noi italiani.
    Il cambiamento può passare attraverso le nostre mani. Non teniamole in tasca.
    Marta


  2. Ecco bravo il miglioramento è nelle nostre mani non teniamole in tasca e specialmente nelle tasche altrui come stanno facendo qualcuno che si fanno chiamare politici.
    Però voglio fare una domanda perchè queste trasmissione così interessanti si fanno in terza serata sulla RAI va bè che c’è RAI SAT EXTRA, però a qualcuno toglie il gusto di sentire cose genuine e veritiere.
    Ciao a tutti


  3. Basterebbe guardarsi intorno, non lontano… anzi vicino… Il “prossimo” sono le ‘creature’ che ci stanno accanto. Basterebbe cominciare con loro. I familiari, i compagni di scuola, i vicini di casa, i compaesani…
    Fra loro ci sono persone che “hanno bisogni”… non pinzellacchere ma veri bisogni. Bisogna provare a fornire loro un po’ di quel coraggio e di quel sostegno (anche minimo) che può rendere loro più sopportabile il vivere e lottare, più agevole l’affrontare le prove seguendo il semplice esempio con cui abbiamo provato ad aiutarle.

    Nanni Banchi – Vicchio
    P.S.: “Colui che raccoglie uno spillo da terra ha, con quel gesto, fondato la base delle altrui e delle sue fortune”.


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