postato il 24 giugno 2009 da Redazione | in "Politica"

Nulla giustifica l’attacco del premier ai giornali

L’attacco del Presidente del Consiglio alla stampa è un grosso errore, politico e istituzionale. Ragioniamo in astratto: Berlusconi potrebbe anche avere tutte le ragioni del mondo, ma nulla può giustificare l’invito agli inserzionisti pubblicitari a boicottare i giornali. Le aziende editoriali sono una ricchezza per l’industria del nostro Paese: danno lavoro a migliaia di persone, concorrono al pluralismo dell’informazione al nostro sistema di libertà.
Se si consente al Presidente del Consiglio una deriva di questo tipo, il Paese è avviato su una brutta china.

Pier Ferdinando

Commenti

  1. Quest’attacco del premier non solo è sbagliato ma, purtroppo, anche pericoloso. Per fortuna nel nostro Paese non ci sono soltanto giornali che difendono a spada tratta Berlusconi, ma ci sono anche quelli pronti ad attaccarlo. Ora, se c’è un’informazione di questo tipo è un bene, perchè garantisce la libertà di parola e, se il premier continua così, si rischia il ritorno al fascismo. Noi non lo vogliamo, perciò continuiamo a parlare liberamente su internet, sperando che Berlusconi non ci tolga questa libertà!!
    Marta


  2. Gli ultimi avvenimenti nazionali sono preoccupanti e portano ad una riflessione amara. La libertà di stampa e quindi le libertà democratiche sono messe a dura prova dal bipartitismo Pdl – Pd. Partiti che hanno dietro di sè forti gruppi editoriali e mediatici in grado di condizionare ed indirizzare l’opinione pubblica. Anzi si può tranquillamente dire che la “guerra” personale tra il gruppo editoriale Scalfari – De Benedetti ed il gruppo mediatico ed editoriale dell’on. Berlusconi iniziata negli anni ’80 ha finito per coinvolgere e danneggiare tutti gli italiani. La vicenda delle intercettazioni telefoniche dalle quali si apprende che il Presidente del Consiglio si occupa del sistema televisivo pubblico anche nei “dettagli”; la notizia nascosta da parte del direttore di RAI Uno sulle feste di Palazzo Grazioli; infine l’aggressione nei confronti dell’Udc da parte del Giornale, Il Tempo, Striscia La notizia ed altri sono la prova di quanto sostengo. Un ulteriore riscontro che la società e la cultura italiana non sono pronti per il bipartitismo che è e rimane una forzatura Pdl -Pd!


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