postato il 26 maggio 2009 da Redazione | in "Elezioni, Politica"

Il bipartitismo è destinato a franare

Il bipartitismo è destinato a franare. Adesso è crollata la sinistra, con ex comunisti ed ex democristiani che si sono messi assieme, e la fusione non regge. Dall’altra parte, pero’, con Berlusconi e senza un partito le cose non vanno meglio. A Franceschini poi consiglio un buon psicanalista, perché uno che dice tutti i giorni che Berlusconi è il pericolo della democrazia e poi vota il referendum, che darebbe tutto il potere in mano a lui, deve avere qualche problema.

Pier Ferdinando

Commenti

  1. diciamo che trovo un pò difficili da comprendere le sue valutazioni…il franceschini lavora per l’italia e non può stare sotto alle solite fandonie poste in essere da berlusconi ed il suo entourage.


  2. Caro Claudio,
    scusami, ma non sono d’accordo. Un uomo che lavora per il bene dell’Italia, contro le fandonie di Berlsuconi, deve fare un opposizione concreta. Al contrario, Dario Franceschini, mi sembra molto confuso: ieri criticava ogni mossa, ogni respiro, ogni parola di Berlusconi.. Oggi.. Ne aaprova il referendum? Bah.. e poi.. vogliamo parlare del federalismo? Ora quindi.. ti pongo una domanda: l’opposizione seria e concreta che prospettava il leader del PD.. DOV’è? Io non la vedo.. Non so voi..
    Marta


  3. Credo dovrebbe trionfare il buonsenso!!!
    Il Buonsenso di chi in tempi non sospetti ha deciso di rimanere al centro;il buonsenso di chi ha deciso di non mischiare valori e ideologie moderate con chi di moderato ha solo il modo di parlare (anzi neanche quello);il buonsenso di chi mette al centro il benessere degli italiani e non quello della parte d’italiani che lo vota; il buonsenso di dire basta a esperimenti bipolaristici per avviare dopo la grande diaspora del centro il grande riaggregamento al centro per costituire finalmente il Partito della Nazione!!!


  4. Belle parole ma la proposta finale qual’è?
    Un grande centro che si allea a seconda delle convenienze?
    Mi ero iscritto nel CCD nel 1999 quando era saldamente ancorato in un alleanza di centrodestra. Poi è venuto l’UDC ed il suo continuo volersi distinguere, la manifestazione di palermo, lo strappo dal centrodestra del 2008….ora ne sono uscito perchè non vedo chiarezza.
    Io non sono un fan di Berlusconi ma penso che la vecchia DC non sia più riproponibile. I cittadini vogliono semplificazione e hanno bisogno di risposte ai troppi problemi dei giorni nostri. Un partito che sceglie sempre la corsa solitaria condannandosi ad una pura testimonianza che prospettiva può dare alle famiglie che non arrivano a fine mese, ai precari, ai nostri anziani?
    In Europa ci collocheremo nel PPE insieme al Popolo della Libertà. Mi piacerebbe rivedere l’UDC anche in Italia di nuovo nella coalizione di centrodestra.


  5. Onorevole Casini io sono con lei e L’UDC . VEDO I DUE PARTITI
    MAGGIORI ( PD -PDL ) SONO DEI POLI MESSI INSIEME , CHE STANNO
    PER ESPLODERE , DA TANTE CONTRADIZIONI !!!!!!!! VEDI LI PD ,SUL
    REFEREDUM , E IL PDL DUE ANIME CHE NON STANNO INSIEME (FORZA
    ITALIA – AN ) SU DI PIETRO MEGLIO NON DIRE NIENTE !!!!!!!!!!!
    FA DEMAGOGIA !!!!!!!!!!!!!!


  6. sono un po’ pessimista. il pd e il pdl non franeranno. vi ricordo che a tenerli assieme è l’antiberlusconismo, da una parte, e la voglia di potere, dall’altra. fin quando berlusconi non esce dalla scena politica (spero presto), la situazione non cambierà. fa bene il Presidente Casini ad investire e movimentarsi già da adesso, ma si dovrà soffrire per almeno 4-5 anni ancora(se berlusconi non va alla presidenza della repubblica). amaramente concludo che se la gente che vota pdl non cambia mentalità, non vedo futuro.
    auguro tutto il bene al Presidente Casini, sarò sempre con lei. ho solo 20 anni, ma la seguo con passione dal 2001 e non ho mai cambiato idea (avendo trovato l’idea giusta).


  7. @ Andrea V
    La scelta dell’Udc è quanto mai chiara: essere moderati e stare al centro. Nel 2008 lo strappo lo ha fatto Berlusconi, chiudendo la precedente esperienza del centrodestra e dando vita a un’alleanza preferenziale ed esclusiva con la Lega, alla quale, vinte le elezioni, ha consegnato le chiavi del Paese. Dal canto suo, il Pd ha ancora molti nodi da sciogliere, a cominciare dall’alleanza con Di Pietro. A fine legislatura si tireranno le somme e l’Udc prenderà le decisioni conseguenti.


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